Theropods è una piccola avventura grafica punta e clicca che prende dinosauri, uomini delle caverne e fantascienza e li mette tutti nello stesso calderone. Una roba che sulla carta potrebbe sembrare parecchio strana, ma che in realtà funziona abbastanza bene.
Sviluppato da Lost Token e pubblicato da Dionous Games e Gamersky Games, il gioco arriva il 20 agosto 2026 su PC, macOS e Linux.
Il prezzo di listino è di 11,79 € e, al momento, è possibile acquistare Theropods in sconto su Steam.
La cosa più particolare? Non ci sono dialoghi. Non ci sono testi. Non ci sono nemmeno sottotitoli. Tutta la storia viene raccontata attraverso animazioni, espressioni, musica e quello che succede sullo schermo.
E devo dire che, alla fine, è una scelta che gli sviluppatori sono riusciti a sfruttare abbastanza bene.
Una storia di dinosauri e alieni
La storia parte in maniera abbastanza semplice.
Una misteriosa pietra luminosa cade dal cielo vicino al villaggio della protagonista, una giovane cacciatrice. La situazione ovviamente non può andare bene e infatti la pietra attira l’attenzione di una tribù rivale, che decide di attaccare il villaggio e prendere tutti come schiavi.
Nel mezzo della faccenda c’è anche un T-Rex che, già nei primi minuti, si mangia la madre della protagonista. Insomma, si parte proprio tranquilli.
La pietra però nasconde qualcosa di più: è collegata a un viaggiatore proveniente dallo spazio, la cui capsula è precipitata nel mondo preistorico.
Da qui parte il viaggio dei due protagonisti, che dovranno attraversare giungle, grotte e territori pieni di dinosauri per salvare la tribù e trovare un modo per rimandare il misterioso viaggiatore a casa.
La trama, diciamolo subito, non reinventa proprio la ruota.
È abbastanza semplice e in alcuni momenti anche prevedibile. Però c’è da considerare una cosa: Theropods non usa una sola parola per raccontarcela.
Niente dialoghi, niente balloon, niente testi a schermo. I personaggi comunicano tramite gesti, espressioni e animazioni.
E considerando questa scelta, secondo me il risultato è decisamente buono.

Un mondo preistorico che funziona
La cosa che mi ha convinto di più è probabilmente l’ambientazione.
Theropods prende un’idea che abbiamo visto mille volte, dinosauri e uomini primitivi, e ci mette dentro una componente fantascientifica senza farla sembrare completamente fuori posto.
Ci sono tribù, dinosauri, ambientazioni selvagge, ma anche tecnologia aliena e questo misterioso viaggiatore arrivato dallo spazio.
La preistoria si sente davvero.
Non è semplicemente uno sfondo dove sono stati messi quattro dinosauri perché “fa figo”. Giungle, canyon, grotte e villaggi contribuiscono a dare al gioco quella sensazione di avventura preistorica.
E per chi è cresciuto con certi cartoni animati e film ambientati nella preistoria, qualche reminiscenza viene fuori.
Visivamente mi ha fatto pensare anche a quel tipo di immaginario alla Primal, dove uomo e dinosauro vengono messi insieme senza bisogno di troppe spiegazioni.
È un’ambientazione semplice, ma funziona.

Il classico punta e clicca, ma senza troppe complicazioni
A livello di gameplay siamo davanti a una classica avventura grafica punta e clicca.
Esploriamo le varie schermate, interagiamo con gli elementi dell’ambiente, raccogliamo oggetti e cerchiamo di capire come utilizzarli per andare avanti.
La differenza è che Theropods semplifica parecchio la formula.
L’inventario esiste e possiamo combinare gli oggetti, ma gli oggetti rimangono sostanzialmente legati alla situazione in cui servono.
Quindi non ci troviamo dopo due ore con quindici oggetti nell’inventario e iniziamo a provare a usare una ruota con un pollo perché magari, chissà, funziona.
Tutto quello che ci serve generalmente si trova nella scena in cui dobbiamo utilizzarlo.
E questa è una cosa che personalmente ho apprezzato.

Gli enigmi sono abbastanza semplici
Gli enigmi sono probabilmente uno degli aspetti più accessibili del gioco.
Non mi sono trovato davanti a quelle situazioni assurde tipiche di alcune avventure grafiche dove bisogna pensare a una soluzione che non avrebbe senso neanche dopo averla trovata.
Theropods evita abbastanza bene la cosiddetta moon logic.
Non c’è nemmeno quel pixel hunting esasperante dove devi cliccare esattamente su un pixel di tre colori più scuro per trovare l’oggetto che ti serve.
Gli enigmi sono principalmente basati sull’osservazione dell’ambiente e sulla comprensione di quello che sta succedendo.
In qualche situazione può capitare di bloccarsi, ma generalmente le soluzioni sono abbastanza intuitive.
Personalmente non ho trovato grandi momenti di difficoltà.
E questo può essere visto sia come un pregio che come un difetto.
Se siete abituati alle vecchie avventure grafiche parecchio bastarde, probabilmente qui troverete una sfida fin troppo semplice.
Se invece volete semplicemente rilassarvi e godervi una piccola avventura, funziona molto meglio.

Pochi elementi interattivi, ma è una scelta sensata
Una cosa che potrebbe far storcere il naso è la quantità di elementi con cui possiamo interagire.
Sono abbastanza pochi.
Ma anche qui c’è una ragione.
Se non abbiamo dialoghi, descrizioni degli oggetti o testi che ci spiegano cosa stiamo guardando, avere trenta elementi cliccabili per schermata probabilmente avrebbe creato più confusione che altro.
Il gioco ci indica quindi abbastanza chiaramente cosa è importante.
È possibile anche utilizzare una funzione per evidenziare gli elementi interattivi, cosa utile soprattutto quando non abbiamo capito bene cosa possiamo toccare.
Theropods non vuole farti perdere tempo a cliccare ovunque.
Ti mostra la situazione e ti chiede di capire cosa fare.
Quando entrano in gioco due protagonisti
In alcune sezioni abbiamo entrambi i protagonisti presenti nella stessa scena.
In questi casi possiamo passare dall’uno all’altro utilizzando il tasto Tab.
È una meccanica semplice, ma permette di creare qualche situazione interessante perché i due personaggi possono avere ruoli differenti nella risoluzione degli enigmi.
Non è un sistema complesso, però si integra bene con la struttura generale del gioco.
E soprattutto evita di trasformare tutto in un semplice “trova oggetto → usalo”.

Niente combattimenti
Una cosa importante da chiarire è che Theropods non è un gioco d’azione.
I dinosauri ci sono, eccome.
Ma non dobbiamo combatterli.
Il pericolo viene superato usando l’ambiente, osservando quello che fanno le creature e cercando il modo giusto per distrarle o evitarle.
È una scelta che secondo me funziona bene perché mantiene il gioco coerente con la sua natura di avventura grafica.
Non serviva per forza mettere una barra della salute e una spada solo perché ci sono dei dinosauri.
Qui bisogna usare il cervello.

Una pixel art semplice ma con personalità
Dal punto di vista artistico, Theropods utilizza una pixel art 2D disegnata a mano, accompagnata da animazioni realizzate fotogramma per fotogramma.
Lo stile non è sicuramente quello più dettagliato che abbiamo visto nel genere.
Anzi, a volte è abbastanza grezzo.
Però è leggibile e soprattutto ha personalità.
I personaggi sono immediatamente riconoscibili, i dinosauri funzionano e gli scenari riescono a creare una buona atmosfera.
La pixel art non cerca di essere fotorealistica e non ne ha bisogno.
Fa il suo lavoro e soprattutto riesce a dare al gioco quell’aspetto da piccolo cartone animato interattivo.
Le animazioni poi aiutano tantissimo, perché in un gioco senza dialoghi è fondamentale capire cosa stanno facendo i personaggi.

Un comparto audio che accompagna bene l’avventura
Anche la musica svolge un ruolo importante.
La colonna sonora combina ritmi tribali e sonorità più fantascientifiche, creando un contrasto che si sposa bene con l’ambientazione.
Da una parte abbiamo la preistoria, dall’altra questa componente aliena che entra continuamente nella storia.
Non abbiamo doppiaggio, ovviamente, ma non è un problema.
Anzi, in un gioco completamente muto musica ed effetti sonori diventano parte della narrazione.
Sono loro a dare peso a certe situazioni e a rendere più comprensibili alcuni momenti.

Quanto dura Theropods?
Qui arriviamo forse al principale problema del gioco.
Theropods è corto.
Molto corto.
La durata si aggira intorno alle 3 ore, anche se ovviamente può variare in base a quanto velocemente risolvete gli enigmi. Per alcuni potrebbe essere perfetto. Per altri potrebbe essere davvero troppo poco.
Personalmente penso che la durata sia anche una conseguenza della struttura del gioco.
Theropods non cerca di inserire contenuti a caso per arrivare a dieci ore. Fa quello che deve fare e poi finisce. Il problema è quindi più il rapporto tra durata e prezzo che la durata in sé. Se cercate un’avventura breve da giocare in un pomeriggio, può essere una soluzione molto interessante. Se invece vi aspettate una lunga avventura grafica piena di enigmi, personaggi e dialoghi, probabilmente rimarrete un po’ delusi.
Tecnicamente leggerissimo
Dal punto di vista tecnico, Theropods non richiede praticamente niente.
I requisiti minimi parlano di 4 GB di RAM, una GPU compatibile con DX10/DX11/DX12 e appena 1 GB di spazio disponibile.
Il gioco è disponibile su Windows, macOS e Linux.
La compatibilità con Steam Deck, al momento, risulta invece sconosciuta.
È quindi un titolo che dovrebbe essere facilmente accessibile anche a chi non possiede un PC particolarmente potente.

Giudizio finale
Theropods mi è piaciuto.
È un’avventura grafica piccola, semplice e soprattutto molto consapevole di quello che vuole essere.
Non prova a diventare un gioco enorme. Non mette dentro mille oggetti, dialoghi infiniti o enigmi impossibili solo per allungare il brodo.
Prende una bella ambientazione fatta di dinosauri, uomini delle caverne e fantascienza, la accompagna con una pixel art molto particolare e costruisce sopra una piccola avventura punta e clicca che dura circa tre ore.
La storia è abbastanza prevedibile, questo sì. Gli enigmi potrebbero essere più difficili e la durata farà sicuramente discutere qualcuno.
Però c’è una cosa che secondo me funziona molto bene: Theropods sa esattamente fin dove può spingersi.
E questa non è una cosa così scontata.
La scelta di eliminare completamente il testo poteva essere un rischio enorme, invece la narrazione visiva funziona e permette al gioco di essere comprensibile praticamente da chiunque.
Per gli amanti delle avventure grafiche indie e della pixel art è sicuramente un titolo da tenere d’occhio.
E se avete voglia di una piccola avventura da finire senza passarci sopra settimane, ancora meglio.
Se volete provarlo, potete acquistare Theropods in sconto su Steam.
CONSIGLIATO!
✓ PRO
- Pixel art disegnata a mano con grande personalità
- Animazioni fotogramma per fotogramma
- Ambientazione preistorica molto riuscita
- Ottimo mix tra preistoria e fantascienza
- Narrazione completamente senza parole
- Enigmi intuitivi e niente moon logic
- Praticamente niente pixel hunting
- Inventario semplice e mai dispersivo
- Buona colonna sonora
- Esperienza accessibile indipendentemente dalla lingua
- Durata breve che evita di allungare artificialmente il gioco
✗ CONTRO
- Circa 3 ore di durata
- Enigmi forse troppo semplici per gli appassionati del genere
- Pochi elementi interattivi nelle schermate
- Storia abbastanza prevedibile
- Rigiocabilità limitata
- Assenza di combattimenti tradizionali
- La durata potrebbe far discutere considerando il prezzo
- Chi cerca una storia molto approfondita potrebbe rimanere deluso
About The Author
Theropods
Theropods è un'avventura grafica punta e clicca con pixel art, dinosauri e fantascienza. Scopri la nostra recensione tra enigmi, esplorazione e narrazione senza parole.
Brand di prodotto: Lost Token
Valuta del prodotto: EUR
Prezzo del prodotto: 11.79
Prodotto in magazzino: InStock
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