Il viaggio di Alba e del suo fedele compagno lupino ci ha regalato, lo scorso anno, una delle esperienze artistiche più intense del panorama videoludico moderno. Dopo aver analizzato nel dettaglio le differenze stilistiche e filosofiche tra le due opere principali del team spagnolo nel nostro confronto tra Gris e Neva, e aver premiato con un voto eccellente l’avventura base nella nostra recensione di Neva, torniamo oggi a immergerci nelle atmosfere acquerellate di Nomada Studio.
Con la recente uscita di Neva: Prologue, gli sviluppatori hanno deciso di regalarci un frammento mancante, un tassello narrativo che precede gli eventi della campagna principale. Non si tratta di una semplice espansione tecnica, ma di un atto d’amore verso quei giocatori che hanno versato lacrime sul finale del gioco e che ora, per pochi euro, possono scoprire come tutto è iniziato. In questo breve ma densissimo contenuto aggiuntivo, la fragilità del cucciolo e l’oscurità delle Paludi Corrotte si fondono in un racconto che ridefinisce il concetto di protezione e fiducia.
Narrativa: Il primo battito di un legame eterno
Se nel gioco base abbiamo ammirato la crescita maestosa di Neva, questo Prologue ci riporta bruscamente a terra, immergendoci in una vulnerabilità quasi dolorosa. La storia ci proietta nelle Paludi Corrotte, un luogo dove la vegetazione sembra soffocare sotto il peso di un’oscurità antica. È qui che avviene l’incontro: non un evento epico, ma un momento di estrema delicatezza tra Alba e un cucciolo spaventato, sporco di fango e diffidente verso il mondo.
Il fulcro narrativo non è la missione, ma la costruzione della fiducia. Vedere Neva così piccolo, incapace di difendersi e bisognoso di essere guidato (e spesso trasportato fisicamente tra le braccia di Alba), crea un cortocircuito emotivo fortissimo per chi ha già vissuto l’epilogo della storia principale. È un racconto di sguardi, di piccoli guaiti e di una protezione reciproca che sta ancora muovendo i suoi primi, incerti passi.
Gameplay: Protezione e lentezza consapevole
Dal punto di vista delle meccaniche, il DLC introduce una variazione di ritmo interessante. Se il titolo originale puntava molto sulla fluidità e sul dinamismo dei combattimenti, il Prologue ci impone una lentezza meditativa.
- La meccanica del trasporto: Gran parte dei puzzle ambientali ruota attorno al dover trovare una strada sicura per il cucciolo o portarlo in braccio attraverso zone letali. Questo limita le abilità di salto di Alba, trasformando il platforming in una danza più cauta e ragionata.
- Le Paludi Corrotte: Le nuove ambientazioni non sono solo uno sfondo estetico; il fango e le radici senzienti fungono da ostacoli fisici che richiedono un uso intelligente della luce.
- Il Dungeon “Hall of Light and Dark”: È qui che Nomada Studio mostra i muscoli del level design. Si tratta di una sezione dove la gestione delle fonti luminose diventa vitale per non essere sopraffatti dalle ombre, offrendo un livello di sfida leggermente più alto rispetto alla media del gioco base.

Comparto Artistico: Un acquerello sporco di fango
Nonostante la brevità dell’esperienza, il tocco di Conrad Roset riesce ancora una volta a incantare, pur esplorando tonalità decisamente più cupe. Se nel gioco base eravamo abituati a esplosioni cromatiche vibranti e stagioni rigogliose, in Neva: Prologue la palette si sposta su verdi marci, grigi plumbei e neri profondi. Le Paludi Corrotte sono visivamente opprimenti, eppure mantengono quella bellezza malinconica che è ormai il marchio di fabbrica di Nomada Studio.
Il comparto sonoro, curato dai Berlinist, accompagna perfettamente questa discesa nell’oscurità. La colonna sonora qui è meno orchestrale e più intima: pochi strumenti, molte pause e suoni ambientali che sottolineano la solitudine di Alba e il respiro affannato del cucciolo. È un minimalismo uditivo che esplode in momenti di pura tensione solo durante gli scontri, rendendo ogni nota estremamente preziosa.

Verdetto: Vale la pena tornare nel mondo di Neva?
PRO
- Direzione artistica sublime: Il tocco di Conrad Roset riesce a rendere meravigliose anche le cupe Paludi Corrotte.
- Impatto emotivo: Vedere Neva cucciolo aggiunge un nuovo strato di profondità al legame tra i protagonisti.
- Prezzo budget: A soli 2,99 €, è un contenuto accessibile che arricchisce l’universo narrativo.
- Comparto sonoro: La colonna sonora dei Berlinist è, come sempre, una garanzia di eccellenza e trasporto.
CONTRO:
- Longevità esigua: L’esperienza si esaurisce in circa 60-90 minut (ma per 3 euro, li vale tutti!)
- Poca rigiocabilità: Una volta completata la storia, non ci sono forti incentivi per tornare sui propri passi.
Neva: Prologue non è un contenuto rivoluzionario, né pretende di esserlo. È, a tutti gli effetti, una “poesia breve” di circa 90 minuti che serve a dare un contesto ancora più profondo al legame tra i due protagonisti. Per il prezzo di 2,99 €, si tratta di un acquisto quasi obbligato per chiunque abbia amato l’opera originale e voglia vivere un ultimo (o primo, cronologicamente parlando) momento di pura emozione. Certo, la scelta di limitare le abilità di Alba per enfatizzare la protezione del cucciolo rende il gameplay meno fluido rispetto alla campagna principale, ma è una scelta di design coerente con il messaggio narrativo: la fiducia non è un dono immediato, va costruita con pazienza e fatica.
VOTO 9/10 – Il Prologue di Neva è quel sussurro prima della tempesta che non sapevate di voler ascoltare, ma di cui avrete bisogno per comprendere appieno la grandezza di questa storia.