Dopo aver scalato le classifiche dello Steam Next Fest posizionandosi tra i 10 titoli più giocati e aver superato l’incredibile traguardo delle 500.000 aggiunte alla wishlist, Hozy rompe ufficialmente gli indugi.
Sviluppato dai talentuosi ragazzi di Come On Studio e lanciato sotto l’egida della sempre lungimirante tinyBuild, il titolo approda su PC e Mac (con uno sconto di lancio del 10%). Più che un semplice simulatore di ristrutturazione, Hozy si presenta come un vero e proprio manifesto del “slow gaming”: un’esperienza priva di timer, punteggi o penalità, pensata per accompagnare il giocatore in un flusso creativo ed emozionale attraverso nove ambientazioni uniche.
Abbiamo testato il gioco per capire se questo audace mix tra pulizia tattile e interior design d’autore riesca davvero a mantenere le sue promesse di relax assoluto, trasformando ogni piccola interazione in un momento di meraviglia.
Un viaggio nella memoria: quando le pareti iniziano a parlare
A differenza di molti simulatori che si limitano a presentare una lista di compiti asettici, Hozy infonde un’anima vibrante in ogni metro quadro. Il gioco ci guida attraverso nove ambientazioni uniche, concepite non come semplici livelli, ma come frammenti di vita pronti a essere ricomposti. La nostra avventura inizia nell’intimità della casa dei genitori, un luogo dove ogni oggetto sembra sussurrare un aneddoto d’infanzia, per poi spingersi verso spazi pubblici carichi di fascino malinconico, come una vecchia caffetteria che custodisce tra le sue macerie i resti di una comunità ormai sbiadita.
Entrare in questi ambienti significa scontrarsi con il caos: foglie che danzano sul pavimento, polvere che offusca il potenziale di stanze dimenticate e vetri opacizzati dal tempo. Tuttavia, qui risiede la magia del titolo di Come On Studio: l’assenza totale di timer, punteggi o penalità elimina qualsiasi traccia di ansia da prestazione. La “fatica domestica” viene così de-costruita e riassemblata in una forma di piacere sensoriale puro.

Narrazione ambientale e “Flow” visivo
Ogni stanza è un puzzle narrativo. Pulire una mensola o lavare un vetro non serve solo a completare una percentuale, ma permette di scoprire dettagli che raccontano chi ha vissuto in quegli spazi: una vecchia foto, un proiettore abbandonato o un ventilatore antico.
Il restauro diventa quindi un atto di cura e comunità. Mentre liberiamo l’ambiente dalla polvere, non stiamo solo pulendo: stiamo preparando la scena per una nuova vita.

Il “flow” è garantito da piccoli ma cruciali momenti di meraviglia, come:
- L’apertura delle finestre: non è solo un gesto meccanico, ma un invito al mondo esterno (e ai suoi suoni naturali) a riappropriarsi dello spazio.
- L’illuminazione: accendere una candela o posizionare correttamente una lampada cambia istantaneamente il peso emotivo della stanza, trasformando una soffitta buia in un rifugio accogliente.
Questa filosofia del “rallentare per osservare” eleva Hozy da semplice passatempo a una vera e propria esperienza di consapevolezza (mindfulness) interattiva.

L’estasi della vernice fresca: un’esperienza fisica e cromatica
Il sistema di tinteggiatura in Hozy non è solo una meccanica di riempimento, ma il vero cuore pulsante dell’interazione tattile. A differenza di molti competitor dove la vernice appare istantaneamente, qui il processo è materico: bisogna immergere fisicamente il rullo nel secchio con un “zac zac” sonoro estremamente gratificante.
La resa visiva è sbalorditiva grazie a un sistema di rendering che simula l’umidità dei materiali. Si percepisce uno scarto netto tra la pittura appena stesa, lucida e vibrante sotto la luce, e la texture opaca della vernice che si asciuga sulla parete. Questa transizione visiva crea un feedback quasi ipnotico, che spinge il giocatore a cercare la copertura perfetta.

La libertà creativa è totale e priva di giudizio. Possiamo affidarci a palette coordinate studiate da designer, oppure sfidare il buon gusto con accostamenti audaci: un arancione bruciato accostato a un bianco ottico, o un verde menta che dialoga con legni scuri. Durante le nostre prove, abbiamo sperimentato la pittura libera, tentando di tracciare onde e decorazioni artistiche: sebbene il mouse richieda una mano ferma per evitare “sbavature” digitali, la possibilità di personalizzare ogni singolo centimetro di intonaco trasforma la stanza in una tela personale, regalando un senso di appagamento e benessere mentale impagabile.

Dettagli che fanno la differenza: l’unboxing come rito
Una volta preparata la “tela” architettonica, Hozy si trasforma in un raffinato esercizio di arredamento. La fase di unboxing è gestita con una delicatezza rara: ogni scatolone aperto è una piccola epifania. Estrarre un ventilatore vintage, un giradischi o un proiettore antico non è solo un atto funzionale, ma un rito estetico in cui ogni oggetto è studiato per armonizzarsi organicamente con il volume della stanza.

Sono però i piccoli dettagli interattivi a elevare Hozy sopra la media dei simulatori “cozy”:
- Fisica dei materiali (il “Puff” factor): I mobili, come divani e poltrone, non appaiono staticamente. Una volta posizionati, si “gonfiano” letteralmente davanti ai nostri occhi con un soddisfacente effetto soft-body. Vedere un cuscino che prende forma e si adagia sul pavimento restituisce una percezione di peso e ingombro estremamente realistica.
- Atmosfera dinamica e multisensoriale: Interagire con gli infissi non è solo un vezzo estetico. Aprire una finestra significa cambiare istantaneamente la percezione acustica e visiva dello spazio: la polvere sospesa danza nei fasci di luce, mentre il rumore del vento e della natura entra prepotentemente nella stanza, “pulendo” metaforicamente anche l’aria virtuale.
- La magia della luce e dei materiali: L’uso del vetrocemento è forse uno dei tocchi di classe più alti della produzione. Questi mattoni di vetro non sono semplici texture, ma superfici che rifrangono la luce solare in calde tonalità dorate, creando giochi di ombre e riflessi che cambiano a seconda dell’ora del giorno e della posizione della telecamera.
In Hozy, ogni candela accesa, ogni quadro appeso (anche se leggermente storto per scelta stilistica) e ogni foglio di carta poggiato sulla scrivania di un architetto contribuisce a creare un microcosmo vivo, dove l’ordine e la bellezza sono il risultato diretto di una cura quasi artigianale.

Il Verdetto
PRO:
- Soddisfazione sensoriale: Feedback visivo e audio eccellente (l’effetto vernice bagnata è un piccolo capolavoro).
- Atmosfera zen: Zero stress, niente timer, solo puro “flow”.
- Location con anima: Nove scenari che raccontano storie, dalla casa d’infanzia alla caffetteria vintage.
- Prezzo eccellente: Ottimo rapporto qualità-prezzo, specialmente con gli sconti di lancio.
CONTRO:
- Precisione millimetrica: Rifinire perfettamente i bordi tra due colori diversi può essere ostico.
- Lingua: Manca l’italiano (anche se è molto intuitivo).
Voto: 8.5 / 10 – Hozy è la risposta videoludica al bisogno di staccare la spina. Nonostante la mancanza dell’italiano e qualche piccola rigidità negli angoli più stretti, il titolo di Come On Studio brilla per feedback sensoriale e libertà creativa. È un titolo che vi chiede di posare il fucile, prendere un pennello e godervi il silenzio.”