L’impatto iniziale con Chicken Police – Paint it RED! è quasi inevitabilmente accompagnato da un sorriso complice. Vedere due polli antropomorfi in trench, immersi in un’atmosfera da film noir anni ’40, sembra la premessa per una parodia demenziale. Eppure, bastano pochi minuti tra le strade piovose di Clawville per capire che non c’è proprio nulla da ridere: qui si fa sul serio.
Il gioco è l’opera d’esordio di The Wild Gentlemen, un team indipendente ungherese che però di “esordiente” ha ben poco, essendo composto da veterani che hanno lavorato a pesi massimi come The Witcher 3, Crysis e Ryse: Son of Rome. Il titolo è pubblicato da HandyGames (parte della famiglia THQ Nordic).
La loro maestria nel world-building è tale che il mondo di Chicken Police si è recentemente espanso con un nuovo capitolo dalle tinte investigative: se volete scoprire come se la cavano i nuovi protagonisti, date un’occhiata alla mia recensione di Moses & Plato: Last Train to Clawville.
Nonostante il gioco sia stato pubblicato originariamente a fine 2020, è tornato prepotentemente sotto i riflettori proprio in questo periodo. In occasione di alcuni sconti speciali legati al lancio del nuovo Moses & Plato, gli sviluppatori mi hanno gentilmente fornito una review key aggiuntiva per recuperare anche questo primo capitolo.
È stata l’occasione perfetta per tuffarmi in questa avventura e, lo dico senza mezzi termini, me ne sono letteralmente innamorato. Nonostante l’apparenza bizzarra, Chicken Police è una delle esperienze narrative più solide e stilose che abbia provato negli ultimi anni, un recupero che consiglio caldamente a chiunque cerchi una storia matura, cinica e visivamente mozzafiato.
Trama e Personaggi: Cliché noir con un’anima profonda
L’incipit di Chicken Police è un tuffo nei canoni più classici del genere hard-boiled. Tutto inizia durante una piovosa e cupa notte di Capodanno, quando la misteriosa Deborah bussa alla porta dell’ufficio di Sonny Featherland per conto della sua datrice di lavoro, Natasha Catzenko. Come nelle migliori storie di Raymond Chandler, una richiesta d’aiuto apparentemente semplice trascina il nostro protagonista (e il suo riluttante ex-partner Marty McChicken) in un groviglio di corruzione che avvolge l’intera Clawville.
“Con quale serietà!”
La cosa che colpisce immediatamente — come ho annotato più volte durante la mia prova — è l’incredibile serietà del doppiaggio. Nonostante ci si trovi davanti a un gallo che interroga una gazzella o un gatto, le voci sono profonde, cariche di pathos e perfettamente in parte. Non c’è traccia di ironia forzata: la recitazione rende questi animali incredibilmente “umani”, trasformando quello che potrebbe essere un concetto bizzarro in un dramma poliziesco credibile e avvincente.

Oltre il piumaggio: temi maturi
Dietro l’estetica antropomorfa si nascondono riflessioni per nulla banali. Il gioco affronta con coraggio temi come il razzismo e la segregazione tra specie, analizzando il concetto di “natura predatrice”. Una frase che mi ha colpito durante la sessione riassume perfettamente il tono:
“Il predatore mangia il pollo. È nella nostra natura.”
Questo fatalismo cupo ricorda che a Clawville nessuno è davvero innocente e che la legge della giungla è sempre dietro l’angolo.

Un cameo che unisce i puntini
È interessante notare come il legame con il nuovo titolo degli sviluppatori sia molto stretto.
Proprio in Moses & Plato, i nostri “Chicken Police” vengono menzionati goliardicamente: in una scena, infatti, Sonny e Marty vengono citati come i migliori investigatori sulla piazza, scatenando l’indignazione e l’orgoglio ferito dei nuovi protagonisti Moses e Plato. Oppure possiamo vedere come ci siano anche il Lupo Cassidy e Cassandra!

Questo simpatico riferimento non solo fa sorridere chi ha giocato entrambi i titoli, ma conferma la solidità dell’universo narrativo creato da The Wild Gentlemen, che vi invito ad approfondire leggendo la mia analisi di Moses & Plato a questo link.

Gameplay: Investigazione, Taccuino e… Telefoni a disco
Nonostante la forte componente narrativa, definire Chicken Police una semplice Visual Novel sarebbe riduttivo. Il titolo cerca costantemente di spezzare il ritmo, offrendo un’interazione che pesca a piene mani dalle avventure grafiche punta e clicca più classiche, mettendo il giocatore davvero nei panni di un detective.
L’arte dell’interrogatorio
Il vero cuore pulsante del gioco sono gli interrogatori. Qui non basta cliccare a caso sulle domande: bisogna studiare la psicologia dell’interlocutore. Scegliere un approccio troppo invasivo con un personaggio già sospettoso o agitato potrebbe chiudere le porte a informazioni vitali.
Alla fine di ogni scontro verbale, il gioco ci assegna una valutazione basata sulla nostra performance: si può spaziare dal grado “Frank Drebin” (per chi, come nella celebre serie Una pallottola spuntata, le sbaglia quasi tutte) fino all’ambitissimo “Living Legend”. Questa meccanica aggiunge un pepe incredibile, rendendo ogni dialogo teso e ragionato.

Unire i puntini
L’investigazione non finisce con le chiacchiere. C’è una fase molto soddisfacente in cui dobbiamo consultare il nostro taccuino per “unire i puntini”, collegando fisicamente indizi, prove e sospettati per ricostruire la dinamica dei fatti. È un sistema che premia l’attenzione del giocatore e dà un senso logico a tutto il materiale raccolto durante le esplorazioni.
Un’interfaccia ricca di stile (e qualche sfida!)
L’esplorazione degli ambienti è minuziosa e carica di atmosfera. Il sistema di zoom permette di scovare dettagli nascosti e apprezzare chicche visive incredibili, come l’occhio di Sonny che brilla in modo suggestivo quando viene colpito da un raggio di luce radente in un ufficio buio — un tocco di classe puramente noir.
Tuttavia, il realismo a volte richiede pazienza: mi sono ritrovata a “combattere” con il vecchio telefono a disco per comporre manualmente il numero 55932. È una meccanica tanto affascinante quanto volutamente ostica da manovrare, che però contribuisce a quel senso di immersione totale in un’epoca dove nulla era immediato.
Varietà e Minigiochi
A condire il tutto troviamo piccole sezioni d’azione, come il poligono di tiro o frenetici inseguimenti, che servono a scaricare la tensione tra un interrogatorio e l’altro. Non risultano mai troppo complessi o invasivi, ma riescono perfettamente nell’intento di rendere il ritmo dell’avventura sempre vario e mai monotono.

Comparto Tecnico e Artistico: Un quadro in bianco e nero
Visivamente, Chicken Police è un colpo d’occhio continuo. La scelta estetica è audace: i volti degli animali sono fotorealistici, quasi “appiccicati” su corpi umani in un fotomontaggio che inizialmente spiazza, ma che diventa incredibilmente espressivo grazie a un uso magistrale delle luci. Il chiaroscuro noir non è solo un filtro, ma un elemento narrativo che modella gli ambienti di Clawville, rendendo ogni inquadratura degna di un vecchio film di Hollywood.
A completare l’opera troviamo una colonna sonora Jazz d’atmosfera malinconica e avvolgente. È il tappeto sonoro perfetto per le riflessioni solitarie di Sonny; vi sembrerà quasi di sentire l’odore di fumo e pioggia mentre i sax accompagnano le vostre deduzioni.
Piattaforma e Prezzo: Dove giocarlo?
Il titolo è disponibile su PS4, PS5 e PC. Un piccolo consiglio basato sulla mia esperienza: sebbene su console faccia la sua figura, su PC il gioco si trova spesso in forte sconto a pochi euro. A quel prezzo, per chiunque ami i punta e clicca o le storie investigative, diventa un acquisto praticamente obbligatorio.

Conclusione e Verdetto
Chicken Police – Paint it RED! è un’avventura intensa di circa 8-10 ore che riesce nell’impresa di “lasciare il segno”. È un titolo che dimostra come una premessa apparentemente assurda, se trattata con rispetto, talento e una scrittura d’acciaio, possa trasformarsi in una piccola perla del genere noir.
PRO
- Stile artistico: Unico, strepitoso e di un’eleganza rara nel panorama indie.
- Scrittura: Dialoghi taglienti, maturi e mai banali.
- Caratterizzazione: Ogni personaggio, dal protagonista all’ultimo dei comprimari (come l’indimenticabile coniglio o la gazzella), è curato nei minimi dettagli.
CONTRO
- Barriera linguistica: L’assenza della lingua italiana (testi e audio sono in inglese) potrebbe essere uno scoglio per chi non mastica bene la lingua, data la mole di dialoghi.
- Linearità: La storia fila dritta come un fuso; una volta terminata, la rigiocabilità è limitata al recupero dei collezionabili.
Voto: 8/10 – Se amate le atmosfere hard-boiled, i detective tormentati e le storie dove il confine tra preda e predatore è pericolosamente sottile, non potete farvelo scappare. Preparate il cappotto, caricate la pistola e benvenuti a Clawville.

