Per chi, come me, non ha vissuto l’era dell’oro dei platform bidimensionali, il nome Bubsy evoca un senso di mistero e curiosità:
Nei primi anni ’90, questa lince arancione era nata con un obiettivo ambizioso: essere il diretto concorrente di colossi come Mario e Sonic. Dopo un esordio ben accolto da pubblico e critica, è iniziato però un lento e inesorabile declino. Le iterazioni successive non riuscirono a replicare la solidità del debutto, fino al catastrofico fallimento di Bubsy 3D nel 1996, un titolo talmente disastroso da decretare il pensionamento forzato del personaggio.
Non avendo mai giocato a nessun capitolo della serie, mi sono approcciata a questo Bubsy 4D (disponibile dal 22 maggio su PC e console, con una demo gratuita su Steam) senza alcun pregiudizio, incuriosita e colpita da un trailer che prometteva un platform 3D frizzante e intergalattico (e diciamocela tutta, ‘sta lince mi sembrava un po’ una volpe, come potevo non provarlo?!)
Un’avventura intergalattica scanzonata
La sceneggiatura è semplice ma decisamente simpatica, sorretta da una direzione artistica che unisce umoristicamente idiosincrasie umane e bizzarrie aliene. I Woolies, storici nemici della lince, rapiscono tutte le pecore del pianeta; queste ultime, però, riescono a sopraffare i rapitori e tornano sotto forma di BaaBot, ibridi robotici potenziati decisi a rubare il bene più prezioso di Bubsy: il Vello d’Oro.

La lince e i suoi amici (tra cui Terri, Terry, Virgil e Oblivia) partono così all’inseguimento nello spazio. A scuotere la narrazione ci pensano i dialoghi taglienti del protagonista, che rompono costantemente la quarta parete con un umorismo cinico e autoconsapevole. Bubsy adora punzecchiare i suoi “colleghi” più illustri e le icone del genere: si autoproclama infatti ironicamente come il “fulmine arancione” (un esplicito e divertente sfottò al celebre soprannominato “Blue Blur”, la macchia blu di Sonic), giustificato dalla sua nuova abilità di rotolare a tutta velocità. Non manca poi una frecciatina diretta a Super Mario, con battute sarcastiche che ironizzano sull’ossessione del baffuto idraulico per la raccolta delle stelle d’oro. Questi scambi di battute, uniti a un buon doppiaggio, riescono a strappare più di un sorriso e a dare al titolo una forte personalità.

Il Gameplay: Flusso, Momentum e… Slittamenti
I livelli, accessibili da un colorato hub principale, si presentano come ambientazioni strutturalmente lineari, delle vere e proprie piste a ostacoli. Sebbene ci sia qualche area di più ampio respiro che concede spazio alla raccolta di collezionabili (matasse di lana per comprare costumi e progetti segreti per sbloccare abilità), il nucleo fondamentale del gameplay risiede in un obiettivo preciso: raggiungere il traguardo nel minor tempo possibile.

Il gioco punta tutto sul flow e sulle speedrun, mettendo a disposizione classifiche online e i dati fantasma degli altri giocatori per limare ogni secondo. Per farlo, Bubsy vanta un set di abilità ricco e stratificato:
- Agilità aerea: Doppi salti, avvitamenti, dash aerei e planate che possono essere concatenati con sorprendente eleganza, permettendo di correggere gli errori a mezz’aria.
- La Palla di Pelo: Per sfruttare l’inclinazione dei pendii e il momentum, Bubsy può gonfiarsi e sfrecciare a tutta velocità, accumulando una rapidità travolgente.
- Modificatori flessibili: I potenziamenti acquistabili possono essere attivati o disattivati a piacimento nel menu, permettendo di personalizzare il livello di sfida (inserendo ad esempio aiuti per il movimento o il teletrasporto tra i checkpoint).

L’eredità del passato: Nonostante l’ottimo lavoro di modernizzazione, pad alla mano si avverte ancora la sensazione che la lince slitti fin troppo sulle superfici e che atterri con collisioni nervosissime sulle piattaforme più elaborate.
Non c’è la precisione millimetrica dei platform moderni più blasonati.
È un feeling che gli amanti del genere e i nostalgici dell’era PS2/GameCube apprezzeranno, ma che potrebbe lasciare freddo chi cerca un controllo assoluto del personaggio.

Luci e ombre del comparto tecnico
Visivamente, Bubsy 4D offre mondi cromaticamente vivi, con contrasti netti in grado di spaziare dai toni caldi a quelli acidi.
Ogni mondo ha un tema “creativo” (da stili che ricordano i lavoretti fatti a maglia a temi scolastici con righelli e carta), e il modello cel-shaded di Bubsy sembra uscito da un cartone animato del sabato mattina.

Tuttavia, il comparto grafico generale è piuttosto povero e basilare: le ambientazioni sono spesso spoglie, piene di ampi spazi vuoti che danno la sensazione di un lavoro non del tutto rifinito.
Anche l’esplorazione soffre di questa pigrizia, con le matasse di lana posizionate spesso in bella vista senza sforzo, e i combattimenti contro i Woolies (che vanno giù con un colpo solo) o i boss Baabots (con i classici tre pattern ripetitivi) risultano un po’ troppo leggeri.
Nota di merito invece per la colonna sonora funky curata da Fat Bard, un mix riuscitissimo di jazz lounge ed electro-swing, rovinata solo da piccoli bug audio che a volte tagliano le battute di Bubsy al ricaricamento dei generosissimi checkpoint.

Conclusione: Il verdetto di una neofita
PRO
- La fisica della “palla di pelo” è davvero divertente da usare per sfrecciare lungo i pendii.
- È perfetto per le speedrun, garantendo una grande rigiocabilità tra sfide a tempo e classifiche.
- L’umorismo è ben riuscito, grazie a battute taglienti e frecciatine a Mario e Sonic che rompono la quarta parete.
- I checkpoint sono generosi, riducendo al minimo la frustrazione dopo ogni caduta nel vuoto.
- La colonna sonora è ottima, accompagnando l’azione con un mix azzeccatissimo di brani funky e jazz.
CONTRO
- I movimenti sono a tratti spigolosi: sebbene sia il capitolo in cui Bubsy si governa meglio, rimane un leggero effetto “slittamento” e atterraggi un po’ nervosi.
- La grafica è povera e spoglia, con mondi colorati ma visivamente molto basilari e caratterizzati da ampi spazi vuoti.
- L’esplorazione risulta piatta a causa della mancanza di enigmi o segreti stimolanti, con collezionabili spesso troppo in vista.
- I combattimenti sono elementari, con nemici base abbattibili con un solo colpo e boss dai pattern d’attacco troppo prevedibili.
Voto 7.2/10 – Al prezzo budget di circa 20€, Bubsy 4D non è un capolavoro assoluto, ma è un platform solido, onesto e molto divertente, nonché (per quel che ho visto) il miglior capitolo mai dedicato a questa sfortunata mascotte. Se non avete mai giocato a un titolo di Bubsy, questo è il momento perfetto per farlo senza i traumi del passato: troverete un gioco imperfetto ma ricco di carattere, ideale per chi ama la velocità e lo stile dei platform di una volta.


