Negli ultimi mesi il panorama indie è stato letteralmente sommerso da avventure “cozy”: gestionali di fattorie colorati, rilassanti e pensati per coccolare il giocatore. Ma cosa succede se prendiamo quella precisa e collaudata formula alla Stardew Valley e la immergiamo in un incubo psicologico a base di divinità lovecraftiane ed entità mostruose?
Sviluppato dal designer indipendente Chris Cote e pubblicato da Kwalee, Welcome to Elderfield tenta questo bizzarro ma affascinante matrimonio, definendosi un vero e proprio Open-World Cozy Horror Farming RPG. Abbiamo sviscerato la corposa demo alpha del gioco per oltre 15 ore, e l’estetica di questa inquietante cittadina ci ha letteralmente catturati.
La vita a Elderfield
A differenza di altri esponenti del genere, in Welcome to Elderfield non siamo il cittadino di città che eredita la fattoria del nonno: noi in questa isolata e distorta cittadina ci siamo nati. Gli abitanti sono bizzarri, scattosi e visibilmente intorpiditi dalla costante e opprimente presenza degli Antichi Dei.
Il loop di gioco quotidiano scorre in apparenza sui binari tradizionali: ci si sveglia, si curano i campi, si gestisce il bestiame e si fa amicizia con i locali. Tutto questo, però, ha un fortissimo retrogusto horror. Ogni mattina la televisione trasmette inquietanti notiziari locali che accennano a misteri e anomalie sparsi per la mappa: starà a noi decidere se ignorarli o andare a investigare.
Persino andare a dormire nasconde delle insidie. Durante il sonno il gioco richiede un lancio di dadi virtuale (in pieno stile Baldur’s Gate 3): se saremo sfortunati, qualcosa potrebbe letteralmente trascinarci fuori dal letto. Restare svegli la notte per evitare gli incubi è possibile, ma accumulare troppi debuff da stanchezza ci costringerà prima o poi a fare i conti con l’oscurità.

Gameplay
La progressione della fattoria — situata a ovest della nostra dimora — introduce meccaniche uniche. Il terreno coltivabile è inizialmente infestato da pericolosi tentacoli fantasma. Per liberare spazio e massimizzare i profitti saremo costretti a creare o trovare dei particolari “balsami di purificazione” tramite le quest o l’esplorazione. Inoltre, ogni due settimane, una misteriosa nebbia avvolgerà la città: è il segno dell’arrivo dell’esattore delle tasse, che pretenderà un tributo in raccolto se non vorremo subire gravi ripercussioni.

La vera linea di demarcazione con i classici simulatori agricoli risiede però nei dungeon e nel sistema di combattimento. Esplorando aree infestate come il centro commerciale abbandonato (il primo vero dungeon della demo), il gioco passa a una visuale in prima persona sfoggiando una pixel art eccellente e mostri dal design marcatamente lovecraftiano.
Il combattimento è un tradizionale JRPG a turni basato su Punti Azione, attacchi fisici e rituali magici. Qui entrano in gioco “Benedizioni e Maledizioni”, status alterati persistenti che si accumulano fallendo i tiri di dado nel mondo di gioco o interagendo con le divinità. L’unico modo per ripulirsi dai debuff e curarsi completamente? Tornare a casa e fare un bagno caldo rigenerante.

Un bilanciamento che rompe l’atmosfera?
Se l’atmosfera horror e la gestione della fattoria cooperano magnificamente, il sistema di combattimento mostra ancora il fianco a qualche criticità strutturale. Nelle prime ore di gioco, morire o fuggire da un dungeon resetta completamente i progressi dell’esplorazione, costringendo a un grinding selvaggio di materiali per forgiare equipaggiamento migliore nel workshop.
Questo loop trasforma l’esperienza in un mero gioco di statistiche numeriche: i mostri che prima terrorizzavano il giocatore finiscono per essere abbattuti in uno o due colpi, spezzando parzialmente la splendida atmosfera horror che il titolo fatica tanto a costruire. Fortunatamente, la build finale promette una grandissima personalizzazione della difficoltà (fino a una modalità “Peaceful” per chi vuole godersi solo la storia), anche se l’impossibilità attuale di rialzare la difficoltà a partita in corso e la severità della meccanica di fuga meriterebbero un piccolo bilanciamento.

Cosa ci aspetta nel futuro?
La demo alpha rappresenta circa 1/6 del prodotto finale, che promette una mappa tre volte più grande, l’allineamento religioso con gli Antichi Dei ed eventi stagionali. Gli aggiornamenti successivi (già in fase di testing per i sostenitori Patreon del progetto) includeranno le fitte “Antiche Foreste”, la stazione di polizia, nuovi negozi di arredamento e persino dinamiche di romance con strambi personaggi che popolano le fogne.
A livello di personalizzazione e attività secondarie non manca nulla: dal crafting di macchinari per automatizzare l’irrigazione tramite rituali della pioggia, all’allevamento di bestiame nel ranch a nord, fino alla pesca e alla cura di bizzarri animali domestici tentacolari.
Verdetto Finale
8 / 10 – Welcome to Elderfield è una delle sorprese indie più promettenti del 2026. La demo alpha offre una longevità e una quantità di contenuti sbalorditiva per essere solo una frazione del gioco finale. Assolutamente da inserire nella propria Lista dei Desideri di Steam.


