In un panorama ormai saturo di soulslike che provano a reinventare la formula di Dark Souls, Valor Mortis sceglie una direzione diversa: lo fa spostando tutto in prima persona e calandoci in un’Europa napoleonica corrotta da poteri oscuri. Dopo averlo provato durante il playtest, è arrivato il momento di scoprire se questa particolare interpretazione del genere riesce a mantenere le sue promesse.
Dietro il progetto troviamo One More Level, studio polacco già noto per Ghostrunner e Ghostrunner 2. L’esperienza maturata con il combattimento in prima persona viene qui applicata a un soulslike più ragionato, basato su parate, schivate e gestione delle risorse. Il gioco è pubblicato da Lyrical Games ed è disponibile su PC, PlayStation 5 e Xbox Series X|S dal 13 ottobre 2026. La versione Xbox è inoltre disponibile dal day one su Xbox Game Pass.
Prima di mettere le mani sulla versione completa, avevo già avuto modo di provare il playtest nel 2025, condividendo le mie impressioni in un video dedicato su YouTube. L’esperienza completa permette ora di approfondire le idee alla base del progetto e di valutare come funzionino nel corso dell’intera avventura.
Creare un soulslike interamente in prima persona è una sfida tutt’altro che semplice, soprattutto quando precisione e tempismo sono fondamentali. Valor Mortis prova ad affrontarla mantenendo quella firma stilistica che ha già caratterizzato i precedenti lavori di One More Level, con risultati interessanti ma non sempre convincenti in ogni aspetto del combattimento.
Un Soulslike da Vivere in Prima Persona
La visuale in prima persona non è una mera scelta estetica, ma il fulcro di un sistema di combattimento radicalmente immersivo. In Valor Mortis vivi ogni scontro in prima persona: senza la classica telecamera alle spalle, ogni schivata, parata e attacco richiede una precisione millimetrica.
La gestione dello spazio diventa così vitale quanto il tempismo: un singolo errore o una schivata fuori tempo possono capovolgere le sorti di uno scontro, rendendo ogni accerchiamento o l’incontro con un boss una prova di pura sopravvivenza. Quando entri nel ritmo della battaglia, però, l’azione si fa incredibilmente viscerale e immediata.

È proprio questa commistione a definire l’identità di Valor Mortis, pur esponendolo al suo limite principale. Il titolo non si limita a convertire in prima persona un classico sistema soulslike, ma costruisce su questa scelta la propria spina dorsale.
Il rovesciata della medaglia risiede nel bilanciamento: se da un lato la precisione e la lettura dei pattern nemici restano centrali, dall’altro la prospettiva soggettiva rischia di penalizzare la consapevolezza spaziale, rendendo gli scontri affollati particolarmente caotici da decifrare.


Padroneggiare questo connubio richiede pazienza. Non basta affidarsi alle abitudini di un tipico Soulslike: occorre riprogrammare il proprio istinto spaziale per valutare distanze e minacce esclusivamente dalla prospettiva soggettiva.
Nel panorama affollato del genere, Valor Mortis merita comunque un plauso per il coraggio di osare, pur sacrificando quell’immediatezza tipica dei tradizionali action in prima persona a favore di un’esperienza ruvida e senza sconti.

Combattimenti e Meccaniche di Gioco di Valor Mortis
Il ritmo degli scontri predilige la tattica all’istinto: bandito il button mashing, il successo passa per l’osservazione dei pattern nemici e la scelta millimetrica del tempismo.
Al centro dell’azione troviamo la barra dello sbilanciamento: parate perfette e colpi mirati sgretolano la postura dell’avversario, aprendo varchi decisivi per l’offensiva. In questo contesto la pistola si ritaglia un ruolo strategico chiave, fungendo non solo da arma a distanza, ma da vero e proprio grimaldello per interrompere le offensive nemiche e logorare la loro guardia.
A completare il quadro intervengono armi da mischia e poteri soprannaturali, offrendo un arsenale dinamico che spinge a variare continuamente approccio anziché affidarsi a un’unica strategia ripetitiva.


A completare le opzioni offensive interviene la meccanica del fuoco: colmando l’apposita barra si attivano devastanti effetti di combustione, premiando una gestione oculata delle risorse con un notevole picco di danni.
La sfida, tuttavia, si riconferma duplice. Se da un lato ogni avversario aggressivo o gruppo numeroso richiede precisione chirurgica nell’uso degli strumenti, dall’altro emerge il limite strutturale della prospettiva soggettiva. Negli attimi più caotici, la telecamera riduce la consapevolezza spaziale: capita così di capitolare non per un errore di lettura del pattern nemico, ma per l’impossibilità di decifrare chiaramente ciò che accade fuori dal proprio campo visivo.

Ciò non toglie che il sistema sappia regalare grandi soddisfazioni. Quando il flusso della battaglia si sincronizza con la visuale, padroneggiare parate, schivate e contrattacchi restituisce un appagante senso di controllo. Resta tuttavia il dubbio su un equilibrio non sempre impeccabile tra le meccaniche e la prospettiva adottata.
Valor Mortis adotta la filosofia classica del genere, in cui la morte è uno strumento di apprendimento per affinare la strategia e metabolizzare i pattern nemici. L’elemento di rottura — e al tempo stesso la sua scommessa più grande — risiede proprio in quella telecamera soggettiva, capace di trasformare ogni duello in una prova d’istinto spaziale oltre che di pura abilità.

Un Mondo Napoleonico Intriso di Orrore
L’ambientazione rappresenta il vero biglietto da visita di Valor Mortis. Gli sviluppatori di One More Level reinventano l’Europa dell’epoca napoleonica, trasformandola in un incubo storico intriso di una misteriosa piaga e presenze soprannaturali.
Il mondo di gioco fonde storia, horror e fantasy con una forte identità visiva. Trincee fangose, fortezze, villaggi devastati e architetture sacre delineano un continente familiare ma irrimediabilmente corrotto. Sebbene l’atmosfera e la contaminazione gotica possano ricordare vagamente Bloodborne, il titolo mantiene una personalità distinta, ancorata in modo viscerale al proprio contesto storico-militare.

L’ambientazione si conferma il punto di forza del titolo, capace di svincolarsi dai cliché del fantasy convenzionale. Questa visione alternativa dell’Europa funge da perfetto tessuto connettivo per la trama: nei panni di William Dowsett — un soldato della Grande Armée resuscitato — ci muoviamo in un territorio devastato da una piaga misteriosa, cercando di fare luce sugli eventi.
L’esplorazione viscerale degli ambienti amplifica l’angoscia di un mondo costantemente minacciato, sebbene la direzione artistica debba essere valutata al di là della scrittura pura. Un’estetica affascinante non garantisce infatti una narrazione altrettanto magnetica: il reale valore della trama dipenderà da quanto i misteri e i protagonisti sapranno reggere il peso dell’avventura sulla lunga distanza.
Anche la struttura da Soulslike trova una collocazione naturale in questo scenario bellico e corrotto. Le lanterne fungono da sicuri punti di riferimento prima di affrontare le tenebre, mentre le risorse sottratte ai nemici alimentano la crescita del protagonista.
Il ciclo vitale sposa appieno la filosofia del genere: la morte non è un fallimento definitivo, ma un severo strumento di apprendimento, in cui il recupero dei beni perduti sul luogo della caduta sancisce la via per la padronanza del sistema.

Sistema di Progressione e Abilità in Valor Mortis
Il sistema di crescita si rivela cruciale per definire il proprio approccio agli scontri. Più che limitarsi a potenziare le statistiche nude e cruda, la progressione consente di plasmare lo stile di combattimento di William Dowsett, mescolando armi da mischia, bocche da fuoco e poteri soprannaturali.
È possibile così privilegiare la furia ravvicinata, sfruttare la pistola per creare varchi nelle difese nemiche o affidarsi ai poteri nei frangenti più critici. Tuttavia, come da tradizione Soulslike, la crescita numerica del personaggio non sostituisce l’abilità del giocatore: sbloccare nuove abilità offre strumenti preziosi, ma è la comprensione del loro tempismo d’uso a fare la vera differenza. La forza del protagonista e l’esperienza di chi tiene il pad procedono di pari passo, ricordandoci che la padronanza delle meccaniche e la conoscenza dei nemici restano le uniche vere chiavi per sopravvivere.


Prestazioni e Controlli
Sul fronte tecnico, l’esperienza con Valor Mortis ha evidenziato qualche incertezza occasionale. Pur non trattandosi di criticità costanti, meritano di essere considerate all’interno di un’opera basata su parate, schivate e precisione millimetrica: in un contesto del genere, anche un intoppo sporadico può alterare la percezione di uno scontro già di per sé punitivo.
È fondamentale tracciare una linea tra le difficoltà legate alle scelte di design — come il delicato equilibrio tra visuale soggettiva e meccaniche Soulslike — e i problemi tecnici puri. Sebbene questi ultimi si siano manifestati solo saltuariamente, senza compromettere radicalmente l’esperienza generale, restano sbavature che incidono sulla fluidità complessiva dell’azione e che la versione finale dovrà inevitabilmente limare.
Conclusioni
Valor Mortis è un soulslike atipico, forte di un’identità marcata e di un encomiabile coraggio di rischiare. L’ambientazione napoleonica intrisa di orrore lo distingue nettamente dalla massa, mentre la prospettiva in prima persona regala un livello di coinvolgimento raro nel genere.
Certo, il bilanciamento complessivo e la fluidità della telecamera presentano ancora qualche spigolo da limare, ma il valore e la personalità dell’opera di One More Level sono innegabili. Una scommessa coraggiosa che, pur con i suoi limiti, sa lasciare il segno.
Un Soulslike Fuori Dagli Schemi
✓ PRO
- Ambientazione napoleonica gotica e soprannaturale
- Atmosfera tra storia alternativa, horror e fantasy
- Combat system originale basato su parate, schivate e tempismo
- Armi e poteri soprannaturali che ampliano le possibilità di combattimento
- Progressione del personaggio legata all’apprendimento delle meccaniche
✗ CONTRO
- Non sempre è facile conciliare la visuale in prima persona con le meccaniche soulslike
- La gestione degli scontri può risultare complicata quando sono presenti più nemici
- Qualche problema tecnico occasionale





E anche questo si giocherá?
assolutamente sì!!!
Un gioco veramente interessante e ancora lo devo provare, ma sicuramente questo qui andrà sulla mia wishlist personale ?❤️
Fai piu che bene <3 merita!
Stupendo !! ?
!BELLISSIMO!
dai che magari i primi mesi del 2026 riesco a prendere un pc decente per giocarlo perchè a vederlo pare figo
Speriamo! Hai un sacco di robina da recuperare!
Ero in dubbio, amando i soulslike ma non molto il gioco in prima persona, però mi hai fatto venir voglia di scaricare la demo, voglio provarlo assolutamente!!
Provala, e poi mi dici!
Interessante ! (cit.)
A me piace l’idea della prima persona, sicuramente da un cambio al genere anche se l’idea di quel tipo di gioco con quella visuale…non so. Comunque interessante ?
Un souls in prima persona… Mi piace la sfida ! Verrà provato