Abbiamo provato la nuova demo di Usual June, il particolare action-adventure di Finji in arrivo il 28 ottobre. È breve, forse fin troppo, ma riesce finalmente a mostrare con maggiore chiarezza il potenziale di un progetto che avevamo già adocchiato nelle sue prime apparizioni.
Quando Finji annunciò Usual June ai The Game Awards 2023, il progetto attirò immediatamente l’attenzione per un motivo molto semplice: sembrava difficile incasellarlo in un genere preciso.
Da una parte c’era un’avventura narrativa dai toni soprannaturali, dall’altra un sistema di combattimento in terza persona decisamente più action di quanto ci si potesse aspettare. In mezzo, fantasmi, misteri, amicizie, creature provenienti da un’altra dimensione e una cittadina americana apparentemente tranquilla che nasconde qualcosa di molto più grande.
Dopo le prime demo del 2024, Finji ha continuato a lavorare sul progetto e, in occasione della Gamescom 2026, ha presentato una nuova demo completamente inedita, successivamente resa disponibile anche su Steam il 26 agosto. La versione attuale ci permette di entrare nuovamente nel mondo di June, ma questa volta attraverso una situazione molto più concentrata sull’azione e sul rapporto tra i protagonisti vivi e quelli ormai morti.
E dopo averla provata, una cosa possiamo dirla con certezza: Usual June continua a essere uno dei progetti indie più curiosi di questo autunno.
Ecco il nostro gameplay:
Una nuova demo, un’avventura ancora tutta da scoprire
Prima di entrare nel dettaglio, è necessario fare una precisazione.
Quella che abbiamo provato non è una versione ridotta dell’inizio del gioco completo, né una prova sufficiente per giudicare definitivamente Usual June. Si tratta di una porzione costruita appositamente per mostrare alcune delle caratteristiche principali del progetto.
La demo ci porta infatti in una situazione ben precisa: June, Sunny e Max si ritrovano intrappolati all’interno di un mausoleo, mentre Frankie, un personaggio ormai appartenente al mondo dei morti, può muoversi sfruttando la propria natura di fantasma. Il gruppo dovrà trovare una via d’uscita, affrontando creature e cercando di comprendere cosa stia realmente accadendo.
È una scelta interessante da parte di Finji, perché permette alla demo di evitare una lunga introduzione e di portarci quasi immediatamente all’interno del cuore dell’esperienza.
Il problema è che, proprio quando iniziamo a prendere confidenza con il mondo di gioco e con i suoi personaggi, la demo finisce.
Ed è probabilmente il suo limite più evidente.
La durata estremamente contenuta non permette infatti di capire quanto profonde saranno realmente l’esplorazione, la componente investigativa e soprattutto la progressione del personaggio nella versione completa.
Però, quello che c’è funziona.

Un mondo sospeso tra vivi e morti
Uno degli elementi che continua a distinguere Usual June è la sua particolare ambientazione.
June vive a Fen Harbor, una cittadina apparentemente normale che sta lentamente precipitando nel caos. Creature di cristallo stanno invadendo il cimitero, i fantasmi iniziano a scomparire e qualcosa di molto più grande sembra minacciare l’intera città.
La protagonista possiede inoltre una capacità decisamente particolare: può vedere e parlare con i fantasmi.

Questo elemento non viene utilizzato solamente come espediente narrativo, ma costituisce una delle basi dell’intera esperienza.
Nel corso dell’avventura, infatti, vivi e morti dovranno collaborare. I fantasmi possono fornire informazioni attraverso i propri ricordi, mentre i personaggi ancora in vita possono interagire fisicamente con l’ambiente. L’idea è quella di combinare queste due prospettive per ricostruire gli eventi e comprendere cosa stia succedendo a Fen Harbor.
È una premessa che, almeno sulla carta, offre a Finji parecchio spazio per costruire situazioni interessanti.
E la nuova demo lascia intendere che il rapporto con i personaggi morti sarà tutt’altro che secondario.

Il combattimento è il vero protagonista
Se c’è un aspetto sul quale la nuova demo vuole concentrare maggiormente l’attenzione, però, è sicuramente il combattimento.
Usual June propone un sistema action in terza persona caratterizzato da schivate, parate, attacchi ravvicinati, mosse speciali e una certa libertà nel modificare lo stile di combattimento di June.
Finji promette un sistema veloce, fluido ed espressivo, accompagnato da un sistema di personalizzazione basato sui cosiddetti Charms, che permetteranno di modificare il modo in cui affrontiamo gli scontri. A questo si aggiunge la progressione del personaggio, con esperienza e nuove abilità ottenute durante l’avventura.
Ed è proprio qui che diventa interessante confrontare questa nuova demo con quella che avevamo visto nel 2024.

Cosa è cambiato rispetto alla vecchia demo?
Non avendo giocato personalmente la vecchia versione, per questo confronto abbiamo recuperato alcuni video della demo precedente e le impressioni pubblicate all’epoca dalle testate che avevano avuto modo di provarla.
La differenza più evidente non riguarda necessariamente una singola meccanica, quanto la sensazione generale di maggiore consapevolezza da parte del progetto rispetto alla direzione che vuole prendere.
La demo del 2024 presentava già due anime molto precise: una parte narrativa e investigativa e una sezione dedicata al combattimento, evidenziando anche un sistema di combattimento che permetteva di raccogliere risorse dai nemici e utilizzarle per creare oggetti, barriere e strumenti utili durante gli scontri. Il risultato era un sistema piuttosto insolito per un action in terza persona.

Aallo stesso tempo era ancora difficile stabilire quanto il combattimento potesse realmente offrire nella versione definitiva, vista la semplicità degli scontri presenti in quella prima demo.
La nuova demo sembra invece voler mettere maggiormente in primo piano la velocità e l’espressività del combat system.
Gli scontri sono più immediati, richiedono prontezza di riflessi e in qualche occasione possono persino presentare un livello di sfida ben calibrato, specialmente quando sarete circondati da più nemici. Le animazioni contribuiscono alla sensazione di velocità e June appare molto più integrata all’interno di un sistema action che, almeno nelle intenzioni, sembra voler andare oltre il semplice “attacca, schiva e ripeti”.
È comunque impossibile stabilire già adesso quanto tutto questo riuscirà a mantenere il proprio interesse per l’intera durata del gioco.
Ed è proprio questo uno dei principali interrogativi che la demo ci lascia.

Uno stile artistico impossibile da confondere
Se c’è invece una caratteristica che Usual June aveva già dimostrato di possedere sin dalle prime demo, è la propria identità visiva.
Il gioco utilizza una direzione artistica estremamente particolare, con animazioni che ricordano volutamente alcune tecniche dell’animazione tradizionale e un’estetica che può ricordare produzioni come Spider-Man: Into the Spider-Verse, pur mantenendo una propria personalità.
La nuova demo conferma questa impressione.
Fen Harbor e le sue ambientazioni riescono a passare rapidamente da situazioni apparentemente normali a scenari molto più inquietanti e surreali. La contrapposizione tra il quotidiano e il soprannaturale sembra essere uno degli strumenti principali attraverso i quali Finji vuole raccontare questa storia.
E considerando che il gioco completo promette 20 ambientazioni differenti e oltre 25 personaggi, è probabilmente uno degli aspetti che potrebbe crescere maggiormente nella versione definitiva.

June, Sunny, Max e Frankie
Anche i personaggi sembrano avere un ruolo fondamentale.
La storia non vuole infatti limitarsi al mistero soprannaturale, ma raccontare anche una fase molto più personale della vita di June.
La protagonista è vicina alla fine del proprio percorso universitario, alle prese con il futuro, con gli amici e con una città che sta cambiando rapidamente. Dietro l’apparente leggerezza dell’avventura si nascondono quindi temi legati alla crescita, all’amicizia e alla paura di perdere ciò che conosciamo.
La presenza di Max, Sunny e Frankie contribuisce a creare un gruppo che sembra voler alternare momenti più leggeri ad altri decisamente più drammatici.
In particolare, la scelta di affiancare personaggi vivi e morti potrebbe diventare uno degli strumenti narrativi più interessanti del gioco.
Per ora, però, è ancora troppo presto per stabilire quanto il cast riuscirà realmente a lasciare il segno.

Una demo troppo breve?
Sì.
È probabilmente la critica più semplice da muovere a questa prova.
La nuova demo riesce a mostrare diverse componenti di Usual June, ma lo fa in un arco di tempo talmente breve da lasciarci con più domande che risposte.
E, paradossalmente, questo è anche un complimento.
Perché quando una demo finisce e la prima reazione è “tutto qui?”, significa almeno che quello che abbiamo giocato ci ha lasciato curiosi di vedere il resto.
Il problema è che non possiamo ancora capire se questa curiosità sarà sufficiente a sostenere un’avventura completa.
Non sappiamo quanto sarà varia l’esplorazione, quanto profondo sarà il sistema di progressione, quanto cambieranno i combattimenti andando avanti e soprattutto quanto riuscirà a mantenere il proprio equilibrio tra narrativa, investigazione e azione.
La demo ci dà degli indizi, ma non abbastanza elementi per arrivare a una conclusione definitiva.

Usual June sembra aver trovato la propria direzione
Dopo aver recuperato anche alcuni filmati e le impressioni relative alla vecchia demo, la sensazione più interessante è che Usual June abbia continuato a crescere senza perdere la propria identità.
La base era già interessante nel 2024: una componente narrativa soprannaturale, un particolare sistema di combattimento e una direzione artistica riconoscibile.
La nuova demo sembra invece più focalizzata nel mostrare cosa voglia realmente essere il gioco.
Non è un semplice walking simulator narrativo.
Non è un action puro.
Non è nemmeno un’avventura investigativa tradizionale.
È una combinazione piuttosto insolita di tutti questi elementi, con l’idea di mettere al centro il rapporto tra June, i suoi amici, i fantasmi e le creature che stanno invadendo Fen Harbor.
E questa identità potrebbe essere proprio la sua arma migliore.

Conclusioni
Usual June non è ancora pronto per essere giudicato definitivamente, e sarebbe scorretto farlo sulla base di una demo così breve.
Ma dopo questa nuova prova, la nostra curiosità nei confronti del gioco è sicuramente aumentata.
Il combattimento appare più convincente e centrale rispetto alle prime impressioni, la direzione artistica continua a essere uno dei suoi punti di forza e la particolare combinazione tra investigazione, soprannaturale e action rappresenta una formula che potrebbe distinguere il titolo di Finji dalla moltitudine di produzioni indie in arrivo nei prossimi mesi.
Resta però una grande incognita: quanto riuscirà il gioco completo a sviluppare queste idee senza trasformarle in semplici gimmick?
Lo scopriremo il 28 ottobre 2026, quando Usual June arriverà su PC tramite Steam.
Per ora, la nuova demo ci lascia con una certezza: Finji ha costruito qualcosa di strano, colorato e decisamente curioso. E, considerando quanto è breve questa prova, forse il risultato più importante che riesce a ottenere è proprio quello di farci venire voglia di vedere cosa succederà dopo
Molto Promettente!
✓ PRO
- Direzione artistica originale e riconoscibile
- Combat system veloce e interessante
- Ottima combinazione tra componente narrativa e action
- Premessa narrativa molto particolare
- Personaggi e atmosfera promettenti
✗ CONTRO
- Demo davvero troppo breve
- Ancora impossibile valutare la profondità della progressione
- La componente investigativa rimane solo parzialmente esplorabile
- Bisognerà capire quanto il combat system riuscirà a mantenersi interessante nel gioco completo



