Ci sono videogiochi capaci, a distanza di decenni, di farci tornare all’improvviso bambini. Basta scorgere una silhouette familiare, canticchiare una melodia d’annata o rimettere piede in un livello impresso a fuoco nella memoria per ritrovarsi catapultati indietro nel tempo. È esattamente la sensazione che ho provato avviando Toy Story: Retro Roundup!, un’antologia che rimette al centro della scena i classici ispirati all’universo Disney Pixar, offrendo l’occasione di riscoprire avventure che hanno scandito l’infanzia di un’intera generazione.
Il viaggio nella nostalgia, però, non si è fermato ai giochi del passato: il 15 ottobre 2026 sono arrivati contemporaneamente anche Toy Story 3 Complete Edition e Toy Story: Retro Roundup!, due progetti che permettono di riscoprire diverse epoche della storia videoludica del franchise. Se la raccolta rétro ci riporta alle esperienze che hanno accompagnato tanti pomeriggi dell’infanzia, la nuova edizione di Toy Story 3 ci offre l’occasione di tornare a un’avventura più recente, originariamente pubblicata nel 2010.
Per noi di PassioneVideogiochi.it, la riscoperta di Toy Story: Retro Roundup! non si è limitata alle sessioni di gioco in privato: abbiamo portato la raccolta anche in live durante la diretta speciale per il mio compleanno, organizzata per festeggiare contemporaneamente il primo anniversario del sito. In quell’occasione ci siamo messi alla prova con Toy Story 2: Buzz Lightyear to the Rescue!, condividendo con la nostra community un viaggio tra ricordi, nostalgia e vecchie avventure videoludiche.
Il pacchetto racchiude sei titoli distribuiti originariamente su piattaforme diverse, per un totale di undici versioni. Non ci troviamo quindi di fronte a un semplice recupero di vecchi capitoli, bensì alla possibilità di esplorare le molteplici declinazioni ludiche costruite attorno a personaggi che abbiamo amato sul grande schermo. E, almeno per quanto mi riguarda, questo tuffo nel passato è iniziato sotto i migliori auspici.
Toy Story 2: un ritorno a casa
Tra tutte le opere incluse nella raccolta, quella che attendevo con maggior trepidazione era senza dubbio Toy Story 2: Buzz Lightyear to the Rescue!. Da bambina lo avevo letteralmente consumato, passando ore e ore in compagnia del ranger spaziale e del resto della banda. Riprenderlo in mano oggi è stato come aprire una vecchia scatola dei ricordi: un frammento del passato che, nonostante il tempo trascorso, custodisce ancora un valore speciale.

Sviluppato originariamente da Traveller’s Tales e pubblicato nel 1999, Toy Story 2: Buzz Lightyear to the Rescue! è un platform tridimensionale ispirato al secondo film Pixar. La premessa è semplice: dopo il rapimento di Woody da parte del collezionista Al McWhiggin, spetta a Buzz partire alla sua ricerca e attraversare ambientazioni sempre diverse per riportare a casa il suo amico.
Il bello è che l’avventura non si limita a ripercorrere gli eventi della pellicola. Nei panni di Buzz possiamo esplorare ambientazioni che sembrano enormi se osservate dalla prospettiva di un giocattolo, dalla cameretta di Andy al suo quartiere, passando per il negozio di Al e le aree dell’aeroporto. Oggetti quotidiani e ambienti familiari diventano così parte di un percorso ricco di ostacoli, segreti e piccole sfide da superare.


La struttura dei livelli è uno degli elementi più interessanti dell’esperienza. Per proseguire, Buzz deve raccogliere i gettoni Pizza Planet, ottenibili completando incarichi differenti: recuperare oggetti smarriti, raccogliere monete per Hamm, risolvere enigmi, affrontare avversari e superare prove a tempo. Non basta quindi correre verso l’uscita, perché ogni ambientazione nasconde attività che invitano a guardarsi intorno e a esplorare con attenzione.
Anche le abilità di Buzz contribuiscono alla varietà del gameplay. Oltre a correre e saltare, il protagonista può utilizzare il laser da polso e il suo caratteristico attacco rotante per affrontare i nemici. Nel corso dell’avventura si sbloccano inoltre potenziamenti come gli stivali a razzo, il lanciadischi, il rampino e gli stivali fluttuanti, che permettono di raggiungere zone altrimenti inaccessibili e di tornare sui propri passi per recuperare oggetti lasciati indietro.
Questa progressione dà valore all’esplorazione e incentiva a riprendere in mano i livelli già visitati. Alcuni gettoni, infatti, richiedono abilità che si ottengono soltanto più avanti, rendendo necessario tornare nelle aree precedenti per completarle. Una struttura che oggi può sembrare familiare, ma che conserva il piacere di scoprire nuovi percorsi e sfruttare in modi diversi gli strumenti a disposizione.

A Bug’s Life: quando la memoria fa a pugni con il pad
Un altro tassello che attendevo con curiosità era A Bug’s Life, titolo a cui sono legata fin dall’infanzia. Qui, tuttavia, l’impatto con il presente si è rivelato assai diverso rispetto alla passeggiata con Buzz.
Se da un lato ritrovare Flik mi ha strappato un sorriso sincero, dall’altro ho avvertito con forza il divario tra gli standard attuali e le rigidità dell’era 32-bit. Nello specifico, la mappatura dei comandi e la responsività generale mi hanno messa alla prova più del previsto, rendendo la progressione decisamente più ostica e spigolosa rispetto a come la ricordavo.


Ciò non significa che il gioco sia da buttare, quanto piuttosto che il retrogaming puro pretenda una buona dose di pazienza e spirito di adattamento. La nostalgia addolcisce i contorni di ciò che abbiamo adorato da piccole, ma non può cancellare gli spigoli di una telecamera ballerina o di collisioni poco permissive. Rigiocarlo oggi resta comunque una parentesi stimolante, utile a misurare quanto il nostro occhio critico sia mutato rispetto all’entusiasmo ingenuo di un tempo.

Un’antologia sfaccettata
Oltre a questi due capisaldi, Toy Story: Retro Roundup! mette sul piatto anche il primo storico Toy Story, la conversione di Toy Story 2 per Game Boy Color, l’adrenalinico Toy Story Racer e lo spin-off action Buzz Lightyear of Star Command.
Non tutti i tasselli vantano il medesimo peso emotivo. Alcuni, non avendo fatto parte delle mie abitudini da piccola, non hanno innescato la stessa scintilla nostalgica. Questo, però, non ne sminuisce la validità: al contrario, è stato intrigante approcciare i capitoli meno noti, analizzando le diverse sfumature e i generi con cui Disney e Pixar sperimentavano a cavallo del nuovo millennio.


È proprio l’eterogeneità dell’offerta a dare senso a un’operazione simile: ogni giocatore porta con sé un bagaglio differente, e quello che per qualcuno è un caldo ritorno a casa, per un altro può tramutarsi in una piacevole scoperta inedita. La presenza di versioni concepite per hardware differenti permette inoltre di apprezzare gli adattamenti tecnici e stilistici dell’epoca. Per chi ha vissuto quell’era è un raduno tra vecchi amici; per chi vi si affaccia ora, una finestra storica su uno dei franchise d’animazione più iconici di sempre.

Il valore dei ricordi e uno sguardo al futuro
Il pregio più evidente di queste prime sessioni risiede proprio nell’equilibrio tra memoria personale ed esplorazione critica. Anche i capitoli meno risonanti sul piano affettivo mantengono un loro fascino archeologico all’interno della raccolta.
Resta tuttavia un comparto chiave su cui sospendere momentaneamente il giudizio: il museo digitale integrato, pensato per svelare bozzetti, documenti d’archivio e retroscena sullo sviluppo dei singoli titoli. Non avendolo ancora spulciato a dovere, mi riservo di approfondirne l’effettiva ricchezza in sede di analisi finale, così da capire quanto valore documentaristico aggiunga all’offerta ludica.

Verdetto
Toy Story: Retro Roundup! conferma quanto possa essere potente ritrovare i compagni di gioco della nostra infanzia. La straordinaria familiarità con Toy Story 2 ha impreziosito il mio viaggio, riannodando i fili con pomeriggi spensierati passati a esplorare ogni centimetro della cameretta di Andy.
Non tutti i titoli presenti vantano la stessa tenuta temporale, e l’approccio con A Bug’s Life ha dimostrato come certi schemi di controllo richiedano oggi una marcata tolleranza. Ciononostante, l’ampia rosa di capitoli inclusi offre motivi più che validi per continuare a esplorare l’antologia.
Il gioco ha centrato il bersaglio: regalare autentico intrattenimento e riaccendere, con genuino calore, la scintilla dell’infanzia.
Nostalgia Portami Via
✓ PRO
- Selezione ricca e sfaccettata, ottima per riscoprire i classici Disney Pixar
- Toy Story 2 conserva intatto il suo fascino ed è il vero fiore all’occhiello del pacchetto
- Tanta varietà di generi e stili, utile a comprendere l’evoluzione del franchise su più piattaforme
- Ottimo valore storico per appassionati e nostalgici
✗ CONTRO
- Più di un titolo mostra il peso degli anni sul fronte di comandi e telecamere
- Impatto emotivo altalenante per chi non ha vissuto queste produzioni all’epoca




