Nel panorama in costante crescita dei videogiochi narrativi italiani, The Alighieri Circle: Dante’s Bloodline emerge come una delle proposte più ambiziose e originali degli ultimi anni. Sviluppato dallo studio italiano ONE-O-ONE Games (già noto per l’apprezzato The Suicide of Rachel Foster) e pubblicato da Entalto Publishing e C&R Creative Studios, il titolo si pone l’arduo compito di reinterpretare la Divina Commedia non come un semplice action, ma come un’esperienza interattiva profonda. Trasformando il poema di Dante Alighieri in un thriller psicologico in prima persona, il gioco mette al centro la narrazione e l’atmosfera: dimenticate i combattimenti frenetici, qui troviamo esplorazione, enigmi ambientali e un simbolismo stratificato che eleva il titolo a vero e proprio prodotto culturale.
Il gioco è disponibile dal 10 settembre 2026 su PC, PlayStation 5 e Xbox Series X|S, mentre una versione per Nintendo Switch 2 è prevista più avanti nel corso dell’anno. Su PC è possibile acquistarlo tramite Steam, Epic Games Store e GOG.
Avevo avuto modo di provare The Alighieri Circle: Dante’s Bloodline già a febbraio e, fin dalle prime battute, ero rimasta piacevolmente incuriosita dalla sua particolare interpretazione dell’opera di Dante. Dopo aver affrontato l’avventura completa, posso dire che quella curiosità era ben riposta: il gioco ha confermato e, sotto diversi aspetti, superato le aspettative, proponendo un’esperienza contenuta, ben costruita e capace di raccontare la propria storia senza perdersi in fronzoli.
NOTA: Per chi dovesse avere problemi con gli enigmi del gioco (alcuni sono tostarelli!), abbiamo realizzato anche una guida completa a The Alighieri Circle: Dante’s Bloodline, con tutte le soluzioni e le indicazioni necessarie per affrontare l’avventura.
Trama e Contesto Culturale: Un’Eredità di Sangue
Il giocatore assume il ruolo di Gabriele Alighieri, un uomo comune tormentato da un peso ancestrale: è il discendente diretto di Dante. Per la sua stirpe, la Divina Commedia non è un capolavoro letterario, ma una sorta di prigione o guida rituale. Ogni trentatré anni (numero che richiama i canti delle cantiche dantesche), il velo tra la nostra realtà e l’Inferno si assottiglia pericolosamente. Gabriele è chiamato a compiere “Il Rituale” nella dimora di famiglia per impedire che le porte degli Inferi si spalanchino definitivamente sul mondo reale.
Questa premessa viene sviluppata nel corso dell’intera avventura attraverso la vicenda principale, ma anche grazie all’esplorazione della villa e alla ricerca dei numerosi documenti e oggetti da collezione disseminati negli ambienti. Questi elementi permettono di ricostruire gradualmente la storia della stirpe Alighieri e, soprattutto, di conoscere meglio Gabriele, le sue paure, i suoi ricordi e alcuni dei momenti più importanti della sua vita.

La narrazione non si limita quindi a ciò che accade davanti ai nostri occhi: dialoghi, telefonate, documenti, visioni e altri espedienti narrativi contribuiscono a comporre poco alla volta un quadro più ampio. Alcuni segreti vengono svelati progressivamente, lasciando emergere una vicenda molto più personale di quanto la semplice premessa legata alla Divina Commedia potrebbe far pensare.
Il rapporto con la famiglia assume inoltre un’importanza crescente. La moglie e la figlia di Gabriele non sono presenze costanti sullo schermo, ma vengono raccontate attraverso conversazioni telefoniche, dialoghi e documenti che permettono di comprenderne il ruolo nella vita del protagonista. È proprio questo legame a rendere ancora più pesante ciò che Gabriele dovrà affrontare nel corso del rituale.

Senza entrare nei dettagli per evitare spoiler, la storia conduce infatti verso una scelta particolarmente difficile, legata al destino di Gabriele e delle persone a lui più care. Il finale risulta soddisfacente, ma volutamente ambiguo e lascia spazio all’interpretazione, mantenendo aperte alcune possibilità anche dopo la conclusione dell’avventura.
La Divina Commedia è naturalmente presente attraverso continui riferimenti, simboli e citazioni, oltre al fatto che Gabriele è un discendente di Dante. Il gioco fa riferimento anche ad alcuni versi dell’opera, ma la conoscenza approfondita della Divina Commedia non è necessaria né per comprendere la storia né per risolvere gli enigmi.


Conoscere almeno le basi dell’opera rappresenta sicuramente un valore aggiunto e permette di cogliere alcuni riferimenti con maggiore consapevolezza, ma il titolo riesce a costruire la propria narrazione anche per chi non ha una conoscenza approfondita del poema.
Dante rimane quindi soprattutto una fonte di ispirazione, utilizzata per costruire un mondo nel quale la tradizione letteraria italiana viene reinterpretata attraverso una prospettiva moderna, inquietante e fortemente personale.

Gameplay e Meccaniche: Oltre il “Walking Simulator”
The Alighieri Circle: Dante’s Bloodline propone un gameplay che predilige il ritmo lento e riflessivo. Non ci sono combattimenti, armi o sequenze in cui mettere alla prova i riflessi: l’esperienza si basa soprattutto sull’esplorazione, sull’osservazione dell’ambiente e sulla risoluzione degli enigmi.


Le meccaniche principali includono:
- Esplorazione su due piani di realtà: Il giocatore si muove tra la Villa, luogo legato ai ricordi e alla storia della famiglia, e l’Abisso, una dimensione infernale e distorta che rappresenta anche le paure e i traumi di Gabriele.
- Prove ed enigmi esoterici: Nel corso dei tre capitoli bisognerà affrontare tre prove principali, alcune delle quali suddivise in più fasi. Gli enigmi spaziano dall’associazione di figure e simboli alla gestione di flussi di anime, passando per prove di orientamento e osservazione dell’ambiente. La difficoltà cresce progressivamente e alcune prove richiedono una buona capacità di ragionamento e attenzione ai dettagli.
- Investigazione narrativa: La raccolta di documenti e oggetti da collezione permette di approfondire la storia della stirpe Alighieri e quella personale di Gabriele. Non sono indispensabili per comprendere la trama principale, ma vale sicuramente la pena cercarli per avere un quadro più completo degli eventi e del passato del protagonista.

Gli enigmi rappresentano probabilmente l’elemento più impegnativo dell’esperienza. Non sempre è immediatamente chiaro cosa il gioco voglia farci fare e alcuni puzzle possono richiedere parecchio tempo prima di essere compresi. Con un po’ di riflessione e una buona osservazione dell’ambiente, la maggior parte delle prove risulta comunque fattibile, anche se l’ultima si è rivelata decisamente più complessa rispetto alle precedenti.

Non sono presenti livelli di difficoltà né sistemi di aiuto o suggerimenti e questo potrebbe rappresentare un ostacolo per alcuni giocatori. È un gioco adatto anche a chi non è particolarmente esperto, ma bisogna avere una certa predisposizione per puzzle, indovinelli e ragionamento. Chi cerca un’esperienza più rilassata potrebbe quindi trovarsi in difficoltà davanti ad alcune delle prove più elaborate.
Per chi dovesse avere problemi con gli enigmi, abbiamo realizzato anche una guida completa a The Alighieri Circle: Dante’s Bloodline, con tutte le soluzioni e le indicazioni necessarie per affrontare l’avventura.

L’esplorazione rimane nel complesso abbastanza lineare e segue il percorso della storia, anche se alcune aree permettono di soffermarsi maggiormente alla ricerca di documenti e collezionabili. Questi ultimi non sono particolarmente numerosi, ma rappresentano un buon incentivo per chi vuole conoscere ogni dettaglio della vicenda.


L’intera esperienza richiede circa quattro ore, una durata che personalmente considero adeguata al tipo di avventura proposta. Il gioco non sembra voler allungare artificialmente la propria esperienza e arriva alla conclusione senza trascinarsi inutilmente. Naturalmente, il tempo può aumentare se si decide di esplorare ogni angolo, cercare tutti i collezionabili o dedicarsi agli obiettivi.
La rigiocabilità rimane invece piuttosto limitata. Una volta completata l’avventura non è possibile selezionare liberamente i capitoli e non viene indicato con precisione quali documenti o collezionabili siano eventualmente mancanti. È quindi possibile voler tornare indietro per completare la raccolta, ma farlo può risultare meno comodo di quanto ci si potrebbe aspettare.

Atmosfera e Stile “Made in Italy”
In termini di atmosfera, The Alighieri Circle si colloca nel solco di titoli come Amnesia o Layers of Fear, ma se ne distanzia per il suo forte ancoraggio letterario.
L’Abisso rappresenta uno degli elementi più interessanti dell’esperienza. Non è semplicemente una manifestazione della mente di Gabriele, ma una vera e propria dimensione infernale e distorta, influenzata anche da chi vi è passato e da chi vi passerà. Gli ambienti cambiano nel corso dell’avventura, anche attraverso variazioni nei colori dominanti, pur mantenendo una coerenza visiva e tematica che rende riconoscibile il mondo di gioco.

La Villa assume invece una funzione quasi complementare: rispetto all’Abisso, rappresenta momenti più tranquilli, dialoghi e passaggi legati alla storia di Gabriele e della sua famiglia. È anche qui che alcune delle prove più importanti trovano il proprio spazio, soprattutto nelle fasi finali dell’avventura.
Ogni ambiente contribuisce così alla costruzione di una tensione psicologica che non dipende dalla presenza costante di nemici o combattimenti. The Alighieri Circle è infatti più vicino al thriller psicologico che all’horror tradizionale. Ci sono alcuni mini-jumpscare e diverse situazioni decisamente creepy, ma il gioco punta soprattutto su ambientazioni, illusioni, suggestioni e sulla sensazione di trovarsi in un luogo che non dovrebbe esistere.
La tensione nasce quindi più dal turbamento e dall’incertezza che dalla paura vera e propria. È un approccio che funziona particolarmente bene perché lascia che siano gli ambienti e ciò che scopriamo durante l’esplorazione a costruire progressivamente l’inquietudine.

Un’altra nota di merito va sicuramente al doppiaggio italiano, completamente presente nel gioco e realizzato davvero molto bene. Le voci risultano curate e contribuiscono in maniera importante all’immersione. Tutti i personaggi incontrati nel corso dell’avventura sono ben caratterizzati vocalmente e non ho trovato una voce che stonasse rispetto al contesto.
Essendo un gioco in prima persona, inoltre, i dialoghi non sono costruiti attraverso le classiche scene con i volti dei personaggi. Gran parte delle conversazioni avviene tramite telefono o attraverso soluzioni narrative alternative, mentre altri personaggi vengono presentati attraverso espedienti coerenti con la natura particolare dell’ambientazione. Questa scelta si integra bene con il modo in cui il gioco racconta la propria storia.

Dal punto di vista tecnico, il risultato è buono. Illuminazione, ambientazioni e texture riescono a sostenere bene la direzione artistica, anche se le impostazioni grafiche disponibili su PC risultano piuttosto limitate, con la possibilità di scegliere sostanzialmente tra configurazioni basse e alte senza una vera opzione intermedia. Non è un problema che comprometta l’esperienza, ma è sicuramente una piccola mancanza per chi ama personalizzare maggiormente le proprie impostazioni.
Il ritmo generale è equilibrato e alterna momenti di esplorazione, dialoghi e risoluzione degli enigmi. Solo verso la parte finale il gioco tende ad accelerare maggiormente, accompagnando il giocatore verso la conclusione della vicenda.
Conclusione
The Alighieri Circle: Dante’s Bloodline è un esperimento affascinante che dimostra come il videogioco possa essere un medium perfetto per riscrivere e onorare i classici. Dopo averlo giocato nella sua interezza, posso dire che quella curiosità nata a febbraio con la prima prova è stata ampiamente ripagata. The Alighieri Circle: Dante’s Bloodline rimane un titolo particolare e riuscito, soprattutto per chi cerca un’esperienza narrativa diversa dal solito e apprezza l’idea di vedere la cultura italiana reinterpretata attraverso il linguaggio videoludico.
The Alighieri Circle: Dante’s Bloodline è disponibile dal 10 settembre 2026 per PC, PlayStation 5 e Xbox Series X|S. La versione PC è acquistabile tramite Steam, Epic Games Store e GOG. Nintendo Switch 2 riceverà invece il gioco più avanti nel corso del 2026, con una data di uscita ancora da annunciare.
Consigliato!
✓ PRO
- Narrazione e simbologia legate a Dante e alla cultura italiana
- Atmosfera immersiva e ricca di dettagli
- Gameplay incentrato su esplorazione e puzzle che stimolano l’interpretazione
- Ottimo doppiaggio italiano
- Storia capace di mantenere vivo l’interesse fino alla conclusione
- Durata contenuta e adeguata al tipo di esperienza
✗ CONTRO
- Alcuni puzzle possono risultare molto difficili e poco chiari
- L’assenza di aiuti o livelli di difficoltà può rendere alcune prove ostiche
- Rigiocabilità limitata e assenza di selezione dei capitoli
About The Author
The Alighieri Circle: Dante’s Bloodline
La nostra recensione di The Alighieri Circle: Dante’s Bloodline, thriller psicologico in prima persona sviluppato da ONE-O-ONE Games e pubblicato da Entalto Publishing.
Brand di prodotto: ONE-O-ONE Games
Valuta del prodotto: EUR
Prezzo del prodotto: 20
Prodotto in magazzino: InStock
3.5




Sembra veramente interessante, non vedo l’ora di vederlo completo