Recensione Rune Dice: Attenzione, Crea Dipendenza!

Se bazzicate regolarmente su Steam o negli store digitali delle vostre console, sapete benissimo come vanno le cose: basta digitare le parole “roguelite” e “deckbuilder” per venire sommersi da una valanga di titoli che cercano, spesso pigramente, di scimmiottare i mostri sacri del genere. In un mercato così saturo e standardizzato, trovare qualcosa che riesca davvero a rinfrescare le formule a cui siamo abituati è diventato raro quanto un tiro da venti naturale a D&D. Ecco perché, quando ci siamo avvicinati a Rune Dice, l’opera prima di Smart Raven Studio edita da Kwalee, siamo rimasti genuinamente folgorati da un approccio che definire fuori dagli schemi è poco.

Le nostre primissime impressioni sono state a dir poco entusiasmanti. Fin dai primissimi lanci, il gioco si è rivelato un titolo estremamente stimolante e divertente, capace di generare quella classica dipendenza da “ancora una run e poi stacco”.

Il segreto? Una folle ma brillantissima fusione tra il calcolo matematico tipico dei giochi di dadi e la gestione spaziale della fisica, un mix che incolla letteralmente allo schermo e che trasforma ogni scontro in un piccolo puzzle cinetico imprevedibile.

Rune Dice mette subito le carte (o meglio, i cubi) in tavola: non è il solito viaggio compassato fatto di turni statici e fredda pianificazione, ma un’avventura magnetica che osa, si prende i suoi rischi e diverte come pochi altri indie usciti in questo periodo.

Ma sarà bastata questa rinfrescante ventata di originalità a superare i classici difetti strutturali che spesso piagano i roguelite più geometrici? Mettetevi comodi, perché per scoprirlo dobbiamo prima capire cosa succede quando la magia antica incontra le leggi della gravità…

Gameplay: Il “Falso” Dado e la Magia della Fisica

Per capire davvero cosa sia Rune Dice, bisogna resettare completamente il concetto classico di “gioco di dadi”. Se vi aspettate un titolo alla Dicey Dungeons, dove si lancia un cubetto e si spera in un buon numero da incastrare in una determinata abilità, siete totalmente fuori strada. Qui ci troviamo di fronte a quello che potremmo definire un “falso” dado. I cubi che lanceremo sul campo di battaglia, infatti, non rotolano per determinare un valore casuale, ma hanno un singolo numero fisso impresso sulla faccia superiore. La vera magia non sta nel risultato del lancio, ma nel loro posizionamento spaziale sul tabellone.

Il fulcro dell’esperienza si basa su una meccanica di fusione immediata e magnetica, che strizza visibilmente l’occhio a tormentoni digitali come 2048 o Suika Game, ma in salsa fantasy. Quando scagliate un dado sul campo di battaglia e questo entra in collisione con un altro dado dello stesso identico valore, i due si fondono istantaneamente in un unico cubo più potente, raddoppiando il proprio numero.

Non finisce qui: il dado appena fuso acquista energia e balza automaticamente verso il cubo a lui simile più vicino, cercando una nuova unione.

Recensione Rune Dice: Quando il deckbuilding tattico incontra la fisica

Questo sistema dà vita a un effetto a catena di rara spettacolarità visiva e tattica. Vedere un singolo lancio preciso innescare una serie di balzi, fusioni e rimbalzi impazziti che arrivano a generare dadi dai valori astronomici — i quali poi si scagliano contro i nemici sotto forma di devastanti attacchi magici — regala una soddisfazione indescrivibile. Pulire lo schermo da un’intera ondata di mostri con una reazione a catena perfetta è un colpo di dopamina puro.

A un occhio disattento, tutto questo potrebbe sembrare un caos governato puramente dal caso, ma è qui che risiede la genialità del gameplay. C’è un profondo e stimolante studio della traiettoria dietro ogni singola mossa. Prima di scagliare il dado, il cervello del giocatore si attiva per calcolare l’angolo di rimbalzo, la forza impressa e la vicinanza dei bersagli. È un esercizio mentale continuo che intrattiene e stimola, trasformando la fisica degli impatti in una vera e propria arte magica da padroneggiare run dopo run.

Rune Dice: Il roguelite perfetto per Switch e Steam Deck? La nostra Recensione

“… Ancora una partita e poi stacco”

Sebbene il gioco metta sul piatto una varietà notevole, per gran parte dei nostri test ci siamo fatti catturare da una classe in particolare: il Mago.

Nelle note ufficiali del gioco, il Mago era descritto come la classe ideale per chi ama “scatenare tempeste di fulmini” tra i ranghi nemici, e possiamo confermarvi che la prova su strada si è rivelata estremamente stimolante e divertente. Giocare con il Mago permette di sfruttare al massimo le collisioni dei dadi per ripulire il campo di battaglia, offrendo un approccio tattico molto gratificante basato proprio sulla gestione dei danni ad area.

Rune Dice Recensione: Il perfetto erede di Peglin e Dicey Dungeons?

A supportare l’azione c’è un sistema di progressione e livellamento che spinge a migliorare costantemente il proprio eroe partita dopo partita. Accumulando vittorie ed esplorando la mappa, è possibile sbloccare achievement e far salire di livello il proprio personaggio, il che permette di accedere a nuove combinazioni iniziali e sottoclassi speciali (ce ne sono ben 3 per ogni tipo di eroe). Questo costante livellamento e lo sblocco di nuovi dadi magici modificano l’andamento delle partite, dando una percezione di crescita tangibile e una marcia in più per affrontare i boss più ostici.

Il bello è che il Mago è solo una delle tante sfaccettature dell’offerta. Rune Dice garantisce un’ottima rigiocabilità grazie a ben 8 classi uniche totali. Se dopo aver livellato il Mago vorrete cambiare aria, potrete lanciare dadi speciali nei panni del Ladro (specializzato nel diffondere veleno mortale), del Guerriero (focalizzato sul tankare e accumulare armatura pesante), oppure sperimentare con le abilità uniche di Bardo, Arciere, Druido, Paladino e Negromancer.

Ogni classe apre le porte a sinergie uniche tra dadi, reliquie e rune, assicurando che ogni tentativo si senta diverso dal precedente.

Recensione Rune Dice: Attenzione, Crea Dipendenza!

La Frustrazione del Caso

Non è tutto oro quel che luccica, e anche il tavolo da gioco più divertente può essere ribaltato per la rabbia. Dobbiamo ammetterlo con totale onestà: nel corso delle nostre ore di prova, Rune Dice ha saputo essere estremamente frustrante.

Il motivo risiede proprio in quella fisica dei rimbalzi che tanto ci aveva esaltato all’inizio. Trattandosi di un gioco in cui i dadi si scontrano come biglie sul tabellone, basta un millimetro di deviazione o una collisione calcolata male dal motore di gioco per mandare a monte i piani. Non c’è niente di più punitivo del vedere una run splendida, portata avanti per ore con fatica, interrompersi bruscamente solo perché un dado cruciale ha “deciso” di rimbalzare nel modo sbagliato, mancando la fusione e lasciandoci alla mercé del nemico.

Recensione Rune Dice: Attenzione, Crea Dipendenza!

Questa imprevedibilità mette in luce i veri limiti strutturali da deckbuilder di Rune Dice. I veterani del genere sanno bene che per contrastare la sfortuna (RNG), i pilastri del game design offrono sempre degli strumenti di controllo, primo tra tutti la “pulizia del mazzo” (il cosiddetto deck thinning). In Rune Dice, purtroppo, questi strumenti mancano o sono ridotti all’osso. Il gioco vi permette di aggiungere dadi magici al vostro arsenale attraverso vittorie e negozi, ma non vi offre un modo consistente ed efficace per rimuovere i dadi iniziali più deboli.

Questa mancanza di controllo costringe il giocatore ad affidarsi un po’ troppo alla pura fortuna, specialmente negli scontri avanzati e contro i boss più spietati. Quando le regole del combattimento si fanno dure e i boss iniziano a manipolare il campo o a evocare servitori, la pianificazione strategica cede il passo alle preghiere. Vi troverete spesso a lanciare i dadi sperando nel miracolo geometrico piuttosto che in una build solida, un difetto che alla lunga può scoraggiare chi da un roguelite cerca prima di tutto la gratificazione del proprio ingegno tattico.

Rune Dice Recensione: Attenzione, Crea Dipendenza!

Comparto Tecnico, Sonoro e Barriere Linguistiche

Spostando lo sguardo sul lato puramente tecnico e visivo, la produzione firmata Smart Raven Studio si difende piuttosto bene.

La Pixel Art che adorna i menu, le mappe procedurali e gli sprite dei nemici è curata e piacevole, pur senza gridare al miracolo. Il vero fiore all’occhiello della componente visiva è però la fluidità: vedere decine di dadi tridimensionali animati che rimbalzano e si scontrano contemporaneamente a schermo senza il minimo calo di fotogrammi è una gioia per gli occhi.

Rune Dice Recensione: Attenzione, Crea Dipendenza!

Se la vista viene promossa, l’udito purtroppo non riceve lo stesso trattamento.

Il vero punto debole della produzione è infatti il comparto audio. La colonna sonora in stile chiptune, sebbene azzeccata sulla carta per l’estetica rétro del gioco, si rivela fin da subito estremamente ripetitiva e priva di mordente. Dopo la prima ora di gioco le tracce musicali tendono a stancare e a risultare quasi fastidiose, un vero peccato per un titolo che fa del dinamismo il suo punto di forza. Fortunatamente gli effetti sonori (SFX) dei dadi che si scontrano e delle esplosioni magiche salvano in parte l’atmosfera sonora complessiva, ma vi ritroverete spesso ad abbassare il volume della musica per mettere in sottofondo i vostri brani preferiti.

Infine, è doveroso fare una precisazione importante per i nostri lettori: il fattore lingua. Rune Dice non supporta la localizzazione in italiano. Sebbene i menu di gioco e le dinamiche di lancio siano assolutamente intuitivi e comprensibili per chiunque, l’assenza della nostra lingua richiede un minimo di sforzo iniziale quando ci si trova a dover leggere e interpretare i testi descrittivi in inglese di rune, reliquie e abilità speciali delle sottoclassi. Niente che possa compromettere irrimediabilmente l’esperienza (il gioco scorre comunque via liscio una volta memorizzate le icone e i termini chiave del genere), ma è un elemento da tenere in considerazione prima di fiondarsi all’acquisto.

Conclusione

Rune Dice dimostra che c’è ancora spazio per l’originalità nel mondo dei roguelite, confezionando un’esperienza imperfetta ma indubbiamente magnetica e capace di intrattenere per ore.

PRO

  • La fusione dei dadi basata sulla fisica è un’idea fresca, divertente e che crea assuefazione.
  • Livellare qualsiasi classe regala grandi soddisfazioni tattiche.
  • Il sistema di sblocchi e le 8 classi disponibili garantiscono un’ottima rigiocabilità iniziale.
  • Ideale per sessioni mordi-e-fuggi senza spendere una fortuna.

CONTRO

  • La fisica dei rimbalzi e la gestione dell’RNG possono punire ingiustamente le run migliori.
  • Testi e interfacce sono disponibili solo in inglese.

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