Il panorama dei metroidvania indipendenti è più affollato che mai, ma c’è chi riesce ancora a catturare l’attenzione grazie a un’idea di fondo magnetica e a un’identità visiva marcata. È il caso di Barbarian Saga: The Beastmaster, un action metroidvania in 2D interamente disegnato a mano che ci proietta nei panni dell’ultimo Beastmaster, un guerriero capace di assorbire le anime degli animali per trasformarsi e reclamare il mondo di Arborea. Abbiamo provato la demo del gioco e, tra art design ispirato e qualche spigolo di troppo, vi raccontiamo come è andata.
Un oscuro e affascinante mondo dipinto a mano
Il primo impatto con Barbarian Saga: The Beastmaster è indubbiamente positivo, e il merito va tutto alla sua direzione artistica. Il mondo di Arborea, piagato da guerre divine e regni corrotti, prende vita attraverso uno stile visivo disegnato a mano davvero riuscito. L’estetica dark-fantasy è pulsante, le ambientazioni godono di una buona personalità e il design di alcune creature (specialmente i boss) dimostra un gusto eccellente. L’atmosfera è cupa e avvolgente, capace di tratteggiare un lore misticheggiante che incuriosisce sin dai primi minuti di gioco.

Un gameplay dal buon potenziale, ma…
Se l’occhio vuole la sua parte, il pad esige la precisione. Il sistema di combattimento di Barbarian Saga si poggia su basi solide: attacchi base, schivate tempestive e abilità speciali. Tuttavia, pad alla mano, la demo ha evidenziato una sensazione generale di legnosità.
Allo stato attuale, il feeling è ancora piuttosto grezzo. Tra i problemi principali che minano l’esperienza troviamo:
- Una reattività dei comandi non sempre impeccabile.
- Hitbox e animazioni a tratti fumose, che rendono difficile leggere l’azione.
- Nemici fin troppo aggressivi, piagati da un respawn fin troppo frequente e dal classico, fastidioso “danno da contatto”.
Il potenziale per imbastire ottimi scontri c’è, ma serve un’importante opera di polishing e bilanciamento per rendere i combattimenti fluidi e soddisfacenti. La boss fight finale della demo rappresenta il picco dell’esperienza: spettacolare, ritmata e decisamente più pulita rispetto al resto dell’esplorazione. Un vero e proprio faro sul potenziale del gioco.

Il fattore Beastmaster e l’esplorazione di Arborea
La vera killer feature del titolo risiede nel sistema delle trasformazioni. Poter utilizzare i poteri e le fattezze delle bestie sia in combattimento che per superare ostacoli ambientali è un’idea sulla carta eccezionale. Purtroppo, in questa build di prova, la meccanica rimane sullo sfondo, senza essere sfruttata in modo pieno o soddisfacente. Si percepisce la bontà dell’idea, ma manca ancora quella centralità nel gameplay che ci saremmo aspettati.
Anche la struttura metroidvania canonica fa il suo dovere tra backtracking e aree interconnesse supportate da una mappa, ma il senso di progressione e l’orientamento tendono a risultare a tratti confusi, complice anche un level design che non sempre indica chiaramente la direzione da seguire.

Conclusione
Barbarian Saga: The Beastmaster è un gioco molto promettente ma ancora in fase embrionale a livello di rifinitura.
Pro:
- Direzione artistica e stile disegnato a mano davvero notevoli.
- Il concept del Beastmaster e delle trasformazioni ha un enorme potenziale.
- Ottima boss fight finale, spettacolare e ben ritmata.
- Ambientazione dark-fantasy affascinante.
Contro.
- Gameplay generale ancora troppo grezzo e legnoso.
- Gestione dei nemici e delle hitbox da rivedere (troppi danni da contatto).
- Le meccaniche principali sono ancora poco valorizzate nella demo.
- Progressione a tratti confusa.
Voto: 6 / 10 – Barbarian Saga: The Beastmaster è un progetto estremamente promettente, una gemma grezza che mostra fin da ora un’anima artistica di tutto rispetto e un’idea di gameplay (quella del Beastmaster) sulla carta vincente. Al momento, però, l’esperienza si scontra con una realizzazione tecnica ancora acerba e legnosa, che necessita di tanto lavoro di rifinitura su comandi, hitbox e bilanciamento.


