C’è stato un tempo in cui i racing game avevano un solo, brutale obiettivo: farti divertire subito e farti sputare sangue per dominare il cronometro.
Parking Garage Rally Circuit, l’ultima follia di quel genio di Walaber, non è la solita operazione nostalgia confezionata a tavolino. È un tributo ignorante, fatto di fumo di gomme e pixel grossi come sassi, a quell’epoca d’oro dove tutto era più semplice ma maledettamente più difficile.
Il concept? Qui il rally è una questione di sopravvivenza urbana, tra pareti di cemento armato che non perdonano e rampe di parcheggi multipiano che sembrano disegnate da un sadico.

L’impatto estetico è un colpo al cuore per chiunque abbia posseduto una console a 32-bit. Il gioco non si limita a “sembrare” vecchio: si presenta come un vero e proprio “titolo perduto per Sega Saturn” che avrebbe potuto tranquillamente debuttare nel 1998.
Dai modelli 3D deliziosamente spigolosi ai filtri CRT che simulano i vecchi televisori a tubo catodico, ogni pixel trasuda un’operazione nostalgia curata nei minimi dettagli.
È un tuffo nel passato che colpisce nel segno, trasportandoci in un’atmosfera che ricorda i fasti di Sega Rally e Virtua Racing.
Ma la vera notizia che farà saltare sulla sedia gli appassionati è il lancio, proprio oggi 27 aprile 2026, del massiccio DLC European Tour. Questa espansione non si limita a qualche aggiunta cosmetica, ma raddoppia letteralmente i contenuti del gioco base. Abbandoniamo le coste americane per tuffarci nel cuore del Vecchio Continente, con otto nuovi tracciati ispirati a location reali: dalla suggestiva Napoli con il suo Cave Park, alla Torino industriale, passando per il fascino storico di York e l’eleganza di Parigi.
Preparate i riflessi, perché i garage europei sono pronti a mettere a dura prova la vostra precisione millimetrica.
European Tour: Un viaggio tra i parcheggi del Vecchio Continente
Se il gioco base ci aveva lasciati con l’amaro in bocca per una selezione di tracciati un po’ troppo esigua, l’European Tour è la risposta perfetta a ogni critica.
Con questo DLC, il pacchetto complessivo passa da 8 a 16 piste, raddoppiando di fatto l’offerta e trasformando quello che era un esperimento “mordi e fuggi” in un racing game solido e rigiocabile. Le nuove 8 ambientazioni europee sono un piccolo capolavoro di level design stratificato. Non si tratta solo di girare in tondo: ogni parcheggio è un labirinto verticale pieno di scorciatoie “impossibili” che richiedono un atto di fede e un boost perfetto.
Ecco nel dettaglio dove ci porterà questa trasferta (puoi vedere il video gameplay di ogni pista cliccando sui link):
- Parigi (Art Car Park): Non fatevi ingannare dall’eleganza parigina; è un tracciato estremamente tecnico dove dovrete zigzagare tra pilastri stretti e rampe improvvise. La visibilità è messa a dura prova da un’illuminazione artistica quanto insidiosa. Guarda il video della pista di Parigi
- Torino (Car Factory): Un tributo al cuore industriale d’Italia. Aspettatevi lunghi rettilinei che sfociano in curve a gomito e salti vertiginosi tra i piani della fabbrica che metteranno a dura prova le sospensioni della vostra auto da rally. Guarda il video della pista di Torino
- Montpellier (Double Loop): Con due loop completi, dovrete gestire il boost con precisione millimetrica per non cadere a metà giro o schiantarvi rovinosamente all’uscita della rotazione. Guarda il video della pista di Montpellier
- Napoli (Cave Park): In assoluto la mia preferita. Si corre letteralmente dentro grotte di tufo con stalattiti che cadono dal soffitto come ostacoli dinamici. Il contrasto tra l’oscurità della caverna e le luci artificiali del parcheggio è visivamente incredibile. Guarda il video della pista di Napoli
- York (York Castle Car Park): Le curve sono strette e “secche”, l’ideale per chi ama lo snaking estremo senza mai staccare il piede dall’acceleratore. Un tracciato claustrofobico dal retrogusto medievale. Guarda il video della pista di York
- Amburgo (Concert Hall): La struttura aperta permette di vedere i piani sottostanti: affascinante, ma occhio a non distrarvi o finirete di sotto durante un salto. Guarda il video della pista di Amburgo
- Copenaghen (Power Plant): Tra fumi e strutture metalliche nella sua atmosfera industriale, dovrete trovare le linee giuste tra i generatori in un tracciato che sembra quasi un percorso a ostacoli elettrizzante. Guarda il video della pista di Copenaghen
- Ginevra (Parking Tour): Si sale e si scende continuamente attraverso una torre a spirale; qui la gestione della telecamera e la continuità della derapata sono fondamentali per non rompere il ritmo. Guarda il video della pista di Ginevra

Trovate qui il mio sgangerato gameplay!
Ogni location ha una sua identità precisa, con ostacoli tematici (e qualche tocco di libertà artistica come i tunnel sottomarini) che ricordano il caos creativo dei titoli arcade anni ’90, dove il realismo veniva sacrificato volentieri sull’altare del divertimento puro.
A legare il tutto interviene una colonna sonora da urlo firmata nuovamente dai The Holophonics. Il loro stile Ska/Punk è la benzina di questo gioco: il ritmo in levare dei fiati e le chitarre distorte raddoppiano l’energia a ogni curva. È quel tipo di musica che ti spinge a rischiare di più, a tentare quella derapata folle solo per seguire il tempo della batteria. In un gioco dove la tensione è costante a causa della precisione richiesta, questa colonna sonora trasforma la frustrazione di un errore nel desiderio immediato di riprovare.one di un errore nel desiderio immediato di riprovare, rendendo l’intera esperienza frenetica e incredibilmente elettrizzante
Il Gameplay: Derapate, Boost e l’arte dello “Snaking”
Se l’occhio viene appagato dalla nostalgia, sono le dita a dover fare il lavoro sporco.
Il sistema di guida di Parking Garage Rally Circuit è un curioso ibrido: la velocità di base delle vetture è quasi “pigra”, ma è solo un’illusione. Il cuore pulsante del gioco risiede nel sistema di mini-turbo mutuato direttamente dai grandi classici come Mario Kart. Ogni curva è un’occasione per piantare l’auto di traverso, caricare il boost e schizzare via.
Qui però entra in gioco il mio passato (e forse anche il vostro): se siete cresciuti a pane e Crash Team Racing a livello competitivo, vi sentirete subito a casa, ma con una sfida rinnovata. Chi ha dominato le piste di CTR sa bene che il segreto non era solo derapare, ma gestire le “riserve” e mantenere il Sacred Fire per intere sezioni.

In questo titolo di Walaber, la filosofia è identica. Mantenere il boost attivo concatenando derapate anche in rettilineo (il celebre snaking) non è un optional, ma l’unico modo per polverizzare i tempi dei “fantasmi” d’oro e degli sviluppatori.

La differenza? Qui non siete in un’ampia pista fantastica, ma chiusi tra pilastri di cemento e soffitti bassissimi che non vedono l’ora di interrompere la vostra striscia di velocità nel modo più brutale possibile.
Non fatevi ingannare dall’aspetto “giocattoloso” o dai colori vibranti: il gioco è estremamente punitivo.

La fisica è volutamente stralunata e leggera; basta prendere una rampa con un’angolazione sbagliata di un millimetro o toccare un’auto parcheggiata per vedere il proprio bolide trasformarsi in una trottola impazzita, costringendovi a premere compulsivamente il tasto Restart.
È un ciclo di trial and error che crea una dipendenza incredibile: ogni schianto vi insegna qualcosa, ogni millesimo limato al cronometro è una scarica di dopamina. La precisione richiesta è millimetrica, e la soddisfazione di chiudere un giro perfetto senza mai interrompere la catena di boost è un piacere che solo chi ha amato il competitivo dei racing arcade può capire davvero.

Conclusione
Nonostante non sia un titolo tripla A e possa sembrare “piccolo” rispetto ai giganti del genere, Parking Garage Rally Circuit è una straordinaria ventata di aria fresca. Se, come me, siete cresciuti a pane e CTR o Sega Rally, troverete in questa produzione Walaber quella sfida purissima basata sulla memoria muscolare e sulla caccia al millesimo di secondo che spesso manca nei racing game moderni, troppo impegnati a essere realistici o eccessivamente guidati.
Il DLC European Tour è l’ingrediente che mancava: lo rende finalmente un pacchetto completo, capace di intrattenere per ore chiunque abbia voglia di masterizzare ogni rampa e ogni scorciatoia. Non è perfetto, ma il divertimento che sprigiona è sincero e spietato.
Pro
- Skill Ceiling elevatissimo: Il divertimento è immediato, ma la profondità del sistema di boost offre una curva di apprendimento degna dei migliori titoli competitivi.
- Estetica Coerente: Stile grafico e comparto sonoro non sono solo “retro”, sono una ricostruzione filologica e affascinante dell’era a 32-bit.
- Longevità finalmente solida: Il DLC European Tour risolve il limite principale del gioco base, raddoppiando i contenuti e offrendo tracciati molto più complessi.
- Multiplayer Online caotico: Gareggiare fino a 8 giocatori online è un’esperienza delirante che aggiunge pepe alla competizione.
Contro
- Assenza dello Split-Screen: In un titolo che urla “anni ’90” da ogni poro, la mancanza del multiplayer locale è un vero peccato. Sarebbe stata la ciliegina sulla torta.
- Fisica “lunatica”: La leggerezza delle auto e la fiscalità degli urti possono risultare imprevedibili, generando frustrazione in chi non ha la pazienza di ricominciare dopo ogni minimo errore.
Voto 7.5/10 – Un gioco che non si prende sul serio, ma che pretende il massimo dai tuoi pollici. Divertimento allo stato puro, perfetto per sessioni mordi e fuggi tra un pilastro in cemento e una derapata a Napoli.













