Quando nel 2017 il primo viaggio di William Adams debuttò su console, in molti commisero l’errore di etichettare l’opera di Team Ninja come un semplice, seppur validissimo, “clonazione” della formula souls-like. Tuttavia, il tempo e la dedizione dei fan hanno dimostrato che il DNA di questa saga è qualcosa di unico, un ecosistema dove la gestione millimetrica del Ki e il tecnicismo dell’azione pura si fondono in un’esperienza viscerale.
Con l’arrivo di Nioh 3, possiamo finalmente affermarlo senza timore di smentita: il brand non è più un satellite di altri generi, ma un vero e proprio pilastro dell’azione tecnica moderna.
Il merito di questa ascesa va equamente diviso tra la maestria degli sviluppatori e il supporto strategico di Koei Tecmo Europe, un publisher che ha saputo proteggere la visione di Team Ninja, permettendo alla serie di evolversi senza snaturare la sua anima punitiva ma estremamente gratificante.
Nioh 3 rappresenta la chiusura di un cerchio e, allo stesso tempo, l’apertura verso nuovi orizzonti produttivi, portando la sfida su una scala mai vista prima.
Preparate la vostra build: il viaggio sta per ricominciare.
Se hai domande o vuoi conoscere altri appassionati, entra nella Community e unisciti alla conversazione!
Prima di gettarci a capofitto tra i fumi della polvere da sparo e il sangue degli Yokai di questo terzo capitolo, è fondamentale comprendere da dove veniamo. Per questo, vi consigliamo caldamente di recuperare:
– La storia di Nioh e Nioh 2
– La nostra Guida Completa di Nioh 3
– Guida ai Collezionabili e Location di Nioh 3
– Come Sconfiggere Tutti i Boss di Nioh 3
– Tutto quello che devi sapere su Nioh
Buon divertimento!
Il Destino di un Nuovo Shogun: La Storia di Nioh 3
Il viaggio di Nioh 3 non è solo un seguito spirituale, ma un’epopea che attraversa i secoli più turbolenti della storia giapponese. A differenza dei capitoli precedenti, focalizzati su periodi più ristretti, questo titolo abbraccia una scala narrativa senza precedenti, coprendo diverse ere e regioni iconiche: dal Castello di Edo alla regione di Totomi durante il periodo degli Stati Combattenti (Sengoku), fino alla capitale Kyoto nel periodo Heian. Per la prima volta nella serie, la narrazione si spinge fino al celebre periodo Bakumatsu, il crepuscolo dello shogunato.
Il Protagonista: Tokugawa Takechiyo
Il cuore del racconto batte attorno a un nome destinato a cambiare il Giappone: Tokugawa Takechiyo. I giocatori vestiranno i panni di questo giovane nobile, colto nel momento cruciale in cui è pronto a diventare il prossimo Shogun durante il prospero periodo Edo. La narrazione inizia invitando i giocatori a scoprire l’origine di un cammino che porterà Takechiyo a tentare di salvare il Giappone attraverso il tempo. Questo elemento di viaggio temporale permette di esplorare ogni era come un vasto open-field, fondendo la realtà storica con il sovrannaturale tipico della saga.
L’Incipit: Tra Storia e Misticismo
L’avventura ha inizio in un Giappone sospeso tra luce e ombra:
- La Missione: Il protagonista deve affrontare un viaggio attraverso le epoche per stabilizzare il paese e reclamare il suo destino.
- Ere Attraversate: Il gioco ci porta nel 1572 d.C. (Periodo degli Stati Combattenti) in zone come Hamamatsu e il fiume Tenryu, per poi spostarsi indietro fino al 1190 d.C. e oltre.
- Connessioni col Passato: Sebbene Takechiyo sia il nuovo volto della saga, il legame con i predecessori resta forte. Come bonus per i giocatori veterani, sono presenti le armature ispirate a William (Nioh) e Hiddy (Nioh 2), sottolineando la continuità ereditaria tra i guerrieri che hanno segnato la storia dell’Amrita.
In Nioh 3, la storia non è più un semplice pretesto per i duelli, ma un affresco corale dove le ambizioni umane e le minacce degli Yokai si intrecciano in un mondo aperto, vasto e ricco di dettagli storici.

Ambientazione e Struttura: L’Evoluzione dell’Open-Field
Abbandonata la rigida selezione dei livelli tramite menu bidimensionale, Nioh 3 proietta i giocatori in un mondo organico e interconnesso. La vera rivoluzione di questo capitolo risiede nel passaggio all’open-field, una filosofia di design che eredita la verticalità esplorativa di Rise of the Ronin e la densità ambientale dei migliori dungeon di Wo Long: Fallen Dynasty. Non ci troviamo di fronte a una distesa vuota, ma a una macro-mappa che respira, dove il passaggio tra un porto commerciale sferzato dal vento e un tempio rurale infestato avviene senza soluzioni di continuità.
Il cuore di questa metamorfosi è il periodo Bakumatsu, un’epoca di laceranti contrasti dove il crepuscolo dello Shogunato Tokugawa incrocia la modernizzazione occidentale. Gli sviluppatori hanno saputo orchestrare un connubio magistrale tra storia e misticismo: vedere le iconiche “Navi Nere” di Perry ormeggiate mentre le foreste circostanti pullulano di demoni ancestrali è un’esperienza che ci ha lasciato senza fiato. Questo setting permette una varietà visiva inedita, dove le lame dei samurai incrociano i primi fucili a canna rigata, riflettendo il caos di un Giappone sospeso tra tradizione e progresso.
Sotto il profilo della progressione, Team Ninja ha evitato le trappole dell’open world generico. La struttura delle mappe richiama la filosofia degli “Hub dinamici” tipica dei Musou più moderni di Koei Tecmo (come Dynasty Warriors Origins), ma con il rigore punitivo del level design dei soulslike. L’esplorazione non è mai fine a se stessa: ogni deviazione viene premiata con shortcut intelligenti, segreti ambientali e Santuari nascosti che fungono da veri baluardi di salvezza. La gestione degli spazi alterna sapientemente ampie vallate esplorative a dungeon claustrofobici, garantendo che la tensione non cali mai.
In definitiva, questa nuova libertà permette di scegliere l’approccio alla sfida: i lettori possono decidere di puntare dritti al boss di zona o perdersi tra i sentieri del Bakumatsu per scovare equipaggiamento raro. È un Giappone più grande e vivo, dove ogni angolo sembra sussurrare storie di samurai caduti, rendendo la scoperta gratificante quanto un duello all’ultimo sangue.

Il Combat System: Lo Splendore del Dualismo
Arriviamo a quello che, per noi di Passione Videogiochi, rappresenta il vero spartiacque tra un buon titolo e un capolavoro assoluto: il sistema di combattimento. Se pensavate che Team Ninja avesse raggiunto il picco con il capitolo precedente, preparatevi a ricredervi. Il fulcro dell’esperienza in Nioh 3 risiede nello Switch Dinamico tra Stile Samurai e Stile Ninja, una meccanica che non si limita a cambiare le animazioni, ma muta radicalmente l’approccio tattico a ogni singolo scontro.
Mentre lo Stile Samurai incarna la solidità della tradizione, fatta di colpi pesanti, parate millimetriche e una gestione del Ki che premia il tempismo, lo Stile Ninja sblocca un’agilità quasi sovrannaturale. Abbiamo testato a lungo la reattività dei controlli e possiamo assicurarvi che il “feeling” dei colpi ha raggiunto una pulizia tecnica impressionante: ogni fendente restituisce un feedback fisico che pochi altri action RPG riescono a replicare.
La fluidità dei movimenti durante le fasi Ninja ci ha ricordato da vicino le vette toccate dallo studio nella nostra recensione di Ninja Gaiden 4 (o se preferite approfondire i tecnicismi, nella nostra analisi completa del titolo). C’è molto di Ryu Hayabusa in questo Nioh 3, specialmente nella capacità di concatenare attacchi aerei e gadget con una velocità che lascerà i lettori più abili letteralmente estasiati.
Ma la personalizzazione non si ferma solo alla spada e allo shuriken. Prima ancora di scendere in campo, i giocatori si troveranno davanti a uno dei sistemi di creazione dell’avatar più stratificati di sempre. La profondità dell’editor è tale da permettere di definire ogni minimo dettaglio anatomico e stilistico, garantendo che ogni guerriero sia unico nel vasto mondo di gioco. A tal proposito, sappiamo quanto i nostri lettori amino la perfezione estetica: se volete un protagonista degno di nota senza perdere ore tra i cursori, date un’occhiata ai migliori codici creazione personaggio Nioh 3 scovati e condivisi dalla nostra community.
In questa danza di sangue e acciaio, Team Ninja dimostra di aver trovato l’equilibrio perfetto.
Non si tratta solo di premere tasti freneticamente, ma di comprendere quando essere un muro d’acciaio incrollabile e quando trasformarsi in un’ombra letale e inafferrabile. È un dualismo che diverte, punisce e infine esalta come nient’altro sul mercato.

Difficoltà e Boss Fight: Un Calice di Sangue e Sudore
Parlare di un titolo di Team Ninja significa, inevitabilmente, discutere della sua capacità di portarci al limite della frustrazione per poi regalarci un’estasi da vittoria che pochi altri media possono offrire. In questo terzo capitolo, il design dei boss raggiunge vette di creatività e sadismo encomiabili. La varietà messa in campo è sbalorditiva: si passa da enormi Yokai grotteschi, che occupano l’intero schermo con pattern d’attacco caotici ma leggibili, ad avversari umani incredibilmente tecnici, capaci di utilizzare le nostre stesse abilità di switch per metterci alle strette.
Molti lettori si chiederanno: il gioco è più accessibile o più punitivo? La risposta risiede nel bilanciamento.
Se da un lato l’open-field permette di “aggirare” momentaneamente un ostacolo troppo ostico per livellare altrove, dall’altro la sfida pura non è stata minimamente edulcorata. Anzi, abbiamo riscontrato alcuni picchi di difficoltà che faranno tremare anche i veterani. Per capire di cosa stiamo parlando, basti fare un paragone con la “vecchia guardia”: alcuni degli scontri presenti in questo titolo entrano di diritto nella lista dei boss più epici della saga di Nioh, superando per complessità e coreografia perfino i mostri sacri dei primi due capitoli.
Tuttavia, non dobbiamo temere che eventuali sbilanciamenti rovinino l’esperienza sul lungo periodo. La storia recente ci insegna che Koei Tecmo Europe è estremamente attenta al feedback della community; lodiamo fin da ora l’impegno del publisher nel garantire un supporto post-lancio costante, con patch correttive e futuri bilanciamenti che limeranno le asperità più spigolose (come alcuni hitbox ancora un po’ generosi riscontrati in fase di recensione).
La sfida di Nioh 3 è un calice amaro da bere, ma il retrogusto della vittoria è così dolce da spingerci a chiedere sempre un altro sorso.
È un gioco che non vi regala nulla, ma che vi insegna tutto, a patto che siate disposti a studiare ogni animazione e a rispettare ogni singolo nemico che vi sbarra la strada.

Comparto Tecnico: Il Motore della Nuova Generazione
Sul fronte Grafica e Performance, abbiamo testato il titolo sia su PS5 che su PC, riscontrando un lavoro di ottimizzazione che definiremmo eccellente. Su console, la modalità “Performance” garantisce i 60fps granitici, un requisito che consideriamo imprescindibile per un titolo dove il frame-data decide della vostra vita. Per chi invece non vuole rinunciare all’occhio, la modalità risoluzione introduce un Ray-Tracing sorprendente: i riflessi delle katane sotto la pioggia del Bakumatsu e l’illuminazione dinamica dei santuari creano un’atmosfera magica. Nota di merito per i tempi di caricamento: grazie agli SSD, il passaggio dalla morte al nuovo tentativo è quasi istantaneo, eliminando quel tempo morto che spezzava il ritmo nei capitoli precedenti.
La Soundtrack gioca un ruolo fondamentale nel mantenere alta la tensione. Le musiche non sono mai invasive, ma sanno esplodere in cori epici e percussioni tradizionali giapponesi durante le boss fight, sottolineando l’importanza dello scontro. Il comparto audio brilla soprattutto nel sound design: il rumore metallico di una deviazione perfetta o il rantolo di uno Yokai che emerge dalle ombre sono segnali sonori che imparerete a riconoscere per sopravvivere.
Infine, non potevamo non citare il Loot System, vero marchio di fabbrica (e talvolta incubo) della serie. Ci troviamo di fronte alla solita, gargantuesca valanga di oggetti, armi e armature. Tuttavia, abbiamo accolto con estremo favore l’introduzione dei nuovi filtri smart: ora è possibile impostare regole di auto-vendita o auto-smantellamento molto più granulari, permettendoci di passare meno tempo nei menu e più tempo sul campo di battaglia. La gestione dell’inventario è finalmente meno frustrante, lasciando ai lettori solo il piacere di studiare la build perfetta senza annegare in centinaia di oggetti inutili.

Conclusione: Il Verdetto
Pro e Contro
PRO
- Combat System impeccabile: Lo switch Samurai/Ninja è una rivoluzione che aggiunge una profondità incredibile.
- Mondo Aperto Organico: L’open-field valorizza l’esplorazione senza sacrificare il level design punitivo.
- Performance eccellenti: Su PS5 e PC il feeling è fluido e reattivo, fondamentale per il genere.
- Art Direction: L’epoca Bakumatsu è ricreata con un fascino cupo e magnetico.
CONTRO
- Loot travolgente: Nonostante i filtri smart, la quantità di oggetti può ancora risultare soverchiante.
- Narrativa altalenante: La storia fatica a tenere il passo con l’eccellenza del gameplay.
- Picchi di difficoltà: Alcuni boss potrebbero risultare eccessivamente frustranti per i meno pazienti.
Voto Finale: 8 / 10 – Nioh 3 è, senza ombra di dubbio, il capitolo della maturità. Nonostante qualche spigolosità nella gestione del loot e una trama che, pur migliorata, fatica a restare impressa quanto il gameplay, ci troviamo di fronte a un titolo monumentale.
Se hai domande o vuoi conoscere altri appassionati, entra nella Community e unisciti alla conversazione!
Vi consigliamo caldamente di recuperare anche:
– La storia di Nioh e Nioh 2
– La nostra Guida Completa di Nioh 3
– Guida ai Collezionabili e Location di Nioh 3
– Come Sconfiggere Tutti i Boss di Nioh 3
– Tutto quello che devi sapere su Nioh
Buon divertimento!