Recensione Mixtape: La playlist agrodolce che riavvolge i nostri anni più belli

Recentemente Annapurna Interactive ci ha abituato bene con titoli dove la musica non è solo un contorno, ma l’anima stessa dell’esperienza. Lo abbiamo visto con il recente People of Note, un’avventura musicale che ci era piaciuta moltissimo e che abbiamo recensito proprio qui. Le premesse per questo nuovo progetto erano quindi promettenti, specialmente sapendo che dietro c’era il tocco di Beethoven & Dinosaur, già autori del visionario The Artful Escape (che abbiamo recensito qui!).

Eppure, al di là del pedigree, io ero rimasta subito affascinata sin dai primi trailer per la sua direzione artistica magnetica, che indubbiamente mi ricordava vagamente anche Life is Strange.

Mixtape è un’avventura narrativa che sembra uscita da una commedia di John Hughes, capace di catturare l’essenza dell’amicizia e quel sapore agrodolce del diventare grandi. Disponibile da oggi (7 maggio 2026) su PC, PS5, Switch 2 e Xbox (Day 1 su Gamepass), è un racconto di formazione che fonde cinema e musica in un’esperienza eclettica.

Volete sapere perché mi ha rubato il cuore? Mettetevi comodi, premete play e seguitemi in questo viaggio tra i ricordi.

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Side A: Il ritmo del distacco e l’ultima estate

Stacy ha deciso di partire per New York per diventare una music supervisor (perché la musica è tutta la sua vita) e trovare la sua strada. Ma farlo significa lasciare i suoi amici di sempre, Van e Cassandra. I tre devono dirsi addio l’indomani, ma decidono di rendere memorabile la loro ultima serata insieme organizzando una festa d’addio epica. Per farlo dovranno sgattaiolare via, cercare alcolici proibiti e affrontare quei piccoli-grandi drammi adolescenziali che a quell’età sembrano la fine del mondo.

Mixtape Recensione - La playlist agrodolce dei Nostri Anni più Belli

Il concetto di Mixtape non è solo il titolo del gioco o un oggetto fisico, ma il modo in cui la mente di Stacy archivia l’esistenza.

Qui non stiamo parlando di una semplice “musica di sottofondo”, ma di un vero e proprio organo di senso attraverso cui Stacy decodifica il mondo.

Avete presente quando sentite una vecchia canzone alla radio e, improvvisamente, venite travolti dall’odore della pioggia di quel pomeriggio di dieci anni fa o dal sapore di quel gelato mangiato in spiaggia? Ecco, Stacy vive costantemente in questo stato di grazia e condanna. Lei non vede solo una strada o un bosco; lei sente un riff di chitarra che trasforma una semplice camminata in una scena cinematografica. La musica è il suo filtro: interpreta la realtà attraverso le note e le parole di artisti che hanno dato voce a chi non sapeva come esprimersi.

Ed è proprio questa sua sensibilità che ci permette di fare continui salti indietro, come se premessimo ‘Rewind’ sulla sua cassetta dei ricordi.

Recensione Mixtape di Annapurna Interactive: La Playlist Agrodolce dei Nostri Anni più Belli Riavvolge il Nastro dei Ricordi

Questi flashback non sono interruzioni, ma il battito del cuore della storia. Sono momenti che scandiscono il ritmo di una vita intera: il primo bacio, tra i denti dell’apparecchio e l’imbarazzo; il ritmo incalzante dello skate, quando la città diventa una pista infinita e ci si sente invincibili; il suono sordo dei sassi lanciati nello stagno. Sono gesti semplici che la musica di Stacy trasforma in poesie visive.

Per quanto mi riguarda, mi ha ricordato un po’ la delicatezza narrativa di Pioggia di ricordi di Miyazaki, dove il passato torna a bussare per dare un senso al presente, non so se avete presente. È un’atmosfera che profuma delle commedie di John Hughes, dove ogni piccolo dramma adolescenziale diventa un tassello fondamentale per diventare grandi.

Mixtape Recensione - La playlist agrodolce dei Nostri Anni più Belli

Stacy non sceglie la musica per accompagnare la sua vita; la musica è la sua vita, ed è attraverso questo Mixtape che noi impariamo a voler bene a lei, a Van e a Cassandra, scoprendo che i loro ricordi, in fondo, assomigliano terribilmente ai nostri…

È un’esperienza incredibilmente immersiva perché ci spinge a chiederci: ‘Quale sarebbe la colonna sonora di questo mio momento?’. Sono sicura che almeno una volta nella vita ve lo siate chiesti.

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La cosa che ho amato di più è come il gioco ricordi quel periodo della vita dove quello che contava era esserci.

Esserci davvero, senza uno smartphone in mano, quando bastava chiamarsi dalla finestra per iniziare la giornata più figa del mondo. La fantasia qui la fa da padrona: i ricordi sono “colorati” e “ritmati” dall’immaginazione.

Mixtape Recensione - La playlist agrodolce dei Nostri Anni più Belli

Ci ritroveremo a volare nel cielo sopra un prato sconfinato, a far volare la macchina come in Harry Potter o E.T. in un cielo bombardato da fuochi d’artificio, o a sfrecciare su un carrello della spesa in autostrada inseguiti dalla polizia. Ogni ricordo è reso indelebile da una colonna sonora azzeccatissima (che vanta pezzi di artisti come DEVO, Iggy Pop e Joy Division).

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Noi degli anni ’80 o ’90 abbiamo vissuto un’infanzia dove le cose non erano necessariamente più semplici, ma erano sicuramente più vive.

Giocare questo titolo mi ha fatto bene e male al contempo: ho ripercorso insieme a Stacy anche la mia infanzia e quei momenti che non torneranno più. Mixtape è una lettera d’addio consapevole all’innocenza.

Stacy sa cosa sta lasciando, vive un mix di fiducia verso il futuro e nostalgia per qualcosa che sta per perdere… mentre noi, che quel passato lo abbiamo già perso, sappiamo esattamente a cosa va incontro.

Questo genera un sentimento agrodolce che fa ridere e un po’ piangere, lasciandoti con la sensazione di aver salutato un caro amico una volta arrivati ai titoli di coda.

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Side B: Gameplay episodico e piccoli drammi universali

A livello di gameplay, la struttura è molto semplice e consiste in tanti piccoli scenari e tuffi nel passato.

Il gioco cambia volto in funzione del momento: magari dovremo manovrare l’impacciata lingua di Stacy (con una divertente panoramica interna alla bocca!) durante il suo primo bacio con un ragazzo con l’apparecchio, oppure schivare ostacoli con lo skateboard o far esplodere fuochi d’artificio a comando.

Questa varietà di situazioni è esaltata da un’estetica irresistibile: lo stile dei disegni e delle animazioni è un piccolo miracolo tecnico. Le palette sono calde, rasserenanti, e hanno il potere quasi magico di riportarti ai colori delle estati della nostra infanzia.

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Mixtape non cerca mai il realismo, ma la sensazione del ricordo.

Gli sviluppatori hanno utilizzato una tecnica che imita la stop-motion tradizionale, con personaggi che sembrano quasi modellati nell’argilla, muovendosi con un frame-rate volutamente “scattoso” — simile a quello visto in Spider-Man: Across the Spider-Verse — che dona una matericità incredibile a ogni scena.

Tutto questo mi ha fatto pensare a quelle uscite con gli amici, ai tempi in cui i social non esistevano e si perdeva il tempo inventando giochi coi compagni di avventure.

Mentre giocavo, ho fatto un tuffo nel passato alle mie estati a Procida, dove con una bicicletta, un pallone e il mare riempivo intere giornate. Qui, in Mixtape, non abbiamo il mare o le bici, ma abbiamo le foreste, la natura, gli skateboard e soprattutto la musica di Stacy.

Non c’è nulla di inutilmente complicato o fuori luogo.

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Mixtape si presenta più come un piccolo film episodico, una perla da godersi in una serata, dalla durata di circa 3-4 orette.

È il tempo giusto per una storia così densa di sentimenti.

E se siete dei perfezionisti, c’è un’ottima notizia: se vi perdete qualche dettaglio o volete sbloccare quei trofei che richiedono un pizzico di pratica in più (magari non li prenderete alla prima botta!), potrete tranquillamente selezionare i singoli capitoli una volta finita l’avventura. È un invito a esplorare ogni flashback con calma, senza l’ansia da prestazione.

Anche a livello di trama, non cercate chissà quali colpi di scena o risoluzioni epiche. Anzi, la risoluzione finale è molto semplice, quasi ‘banalotta’ se guardata con gli occhi di un adulto. Inizialmente, lo ammetto, avevo storto un po’ il naso, mi aspettavo un climax diverso.

Però, fermandomi a riflettere, ho capito che era proprio quello il punto.

Quante volte, da ragazzi, i problemi ci sembravano montagne insormontabili, dei drammi giganteschi che ci toglievano il sommo, per poi risolversi in una bolla di sapone con una risata o un abbraccio? Mi sono fatta andare bene questa semplicità perché è maledettamente coerente con quello spirito adolescenziale.

In Mixtape, non è la meta che conta, ma come la narrazione ti conquista mentre ci arrivi.

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Un Rewind necessario

Mixtape è un addio consapevole all’innocenza, un viaggio agrodolce che fa vibrare le corde della memoria come il saluto a un caro amico. Se volete riavvolgere il nastro dei vostri ricordi, indossate le cuffie e premete “Play”.

PRO

  • Direzione artistica e tecnica stop-motion semplicemente incantevole.
  • Colonna sonora magistrale che diventa parte integrante del gameplay.
  • Capacità incredibile di toccare le corde della nostalgia senza essere banale.
  • Narrativa “onirica” che trasforma piccoli momenti in sequenze epiche.

CONTRO (Ma per me sono PRO!)

  • Gameplay estremamente basilare e cozy (potrebbe non piacere a chi cerca la sfida… io l’ho amato!).
  • Durata contenuta (3-4 ore)… anche se perfetta per il tipo di esperienza!

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