Sviluppato da CIRCLEfromDOT e pubblicato da PQube, Kusan: City of Wolves è uno sparatutto verticale hardcore arrivato il 30 luglio 2026 su PC, con supporto anche a Steam Deck.
Nei panni di Jin, un ex soldato divenuto mercenario, ci troviamo in una città corrotta e piena di neon, dove praticamente ogni angolo può trasformarsi in una trappola.
La storia ci mette davanti a un complotto, una ragazza dai misteriosi poteri e un passato fatto di tradimenti. Ma diciamocelo: in Kusan la parte che conta davvero è riuscire a sopravvivere.
E non è affatto scontato.
Qui si muore. Tanto.
Il gameplay di Kusan è costruito intorno a un concetto abbastanza semplice: un errore e sei morto.
Jin può essere oneshottato e questo cambia completamente il modo in cui bisogna affrontare gli scontri. Non possiamo semplicemente buttarci nella mischia sperando di far fuori tutti prima che loro facciano lo stesso con noi.
Bisogna pensare, muoversi bene e soprattutto imparare dai propri errori.
La cosa che ho apprezzato è che il gioco lascia comunque abbastanza libertà su come affrontare i nemici.
Possiamo scegliere un approccio più stealth, magari sfruttando la balestra, oppure andare completamente all’attacco con pugni, fucile a pompa e rimbalzo dei proiettili.
Il sistema di abilità permette infatti di creare build diverse, anche se bisogna stare attenti a come sistemiamo i vari chip con i potenziamenti.
Non basta quindi scegliere l’abilità che ci sembra più forte: bisogna anche pensare a come organizzare la propria build.

Una difficoltà che si fa sentire
La difficoltà è probabilmente l’aspetto che farà più discutere.
Da una parte è giusta e dà soddisfazione quando finalmente riusciamo a superare una sezione che ci aveva fatto penare. Dall’altra, se non siete particolarmente skillati con questo tipo di giochi, può diventare abbastanza frustrante.
Soprattutto con i boss.
Qui cambia completamente musica.
Gli scontri sono molto più tosti rispetto ai normali livelli e il fatto di poter morire con un solo colpo non aiuta di certo.
Si muore, si ricomincia e si riprova.
Dopo qualche tentativo, però, iniziamo a capire i pattern e a mettere in pratica quello che abbiamo imparato durante il resto del gioco. Ed è proprio lì che arriva la soddisfazione.
Kusan non vuole regalarci niente e, quando finalmente riusciamo a battere un boss che ci aveva massacrato per diversi tentativi, la soddisfazione si sente.

Un’azione sempre leggibile
Nonostante la quantità di cose che possono succedere contemporaneamente, la telecamera dall’alto funziona bene.
L’azione rimane sempre abbastanza leggibile e non mi è capitato di subire colpi completamente a caso da nemici fuori dallo schermo.
È una cosa importante per un gioco dove basta un singolo errore per tornare al punto di partenza.
Anche nelle situazioni più caotiche il gioco mantiene una buona fluidità e, dal punto di vista tecnico, non ho avuto problemi particolari.
Il frame rate è rimasto stabile e non ho notato problemi che andassero a rovinare l’esperienza.

Una giungla urbana piena di neon
Dal punto di vista artistico Kusan mi ha convinto parecchio.
L’ambientazione cyberpunk e la sua giungla urbana sono belle da vedere e soprattutto riescono a mantenere alta l’attenzione anche andando avanti.
Non ho avuto la sensazione di trovarmi davanti sempre agli stessi scenari e la varietà visiva riesce a dare un po’ di respiro tra uno scontro e l’altro.
Anche il comparto artistico ha un impatto bello grosso già dalle prime fasi e questa cosa rimane anche nelle parti più avanzate.
È sicuramente uno degli elementi che contribuisce maggiormente all’identità del gioco.

E la storia?
Per quanto l’azione sia il cuore dell’esperienza, la storia non è stata lasciata completamente da parte.
La vicenda di Jin e il contesto in cui si trova riescono a coinvolgere e i dialoghi fanno il loro lavoro senza diventare semplicemente un intermezzo tra una sparatoria e l’altra.
Non siamo davanti a un gioco che vuole raccontare una storia lunghissima e piena di colpi di scena, ma quello che viene messo sul piatto funziona abbastanza bene.
E forse è anche giusto così.
Con una durata di circa 4-5 ore, Kusan preferisce andare dritto al punto invece di allungare il brodo.

Hotline Miami? Sì, ma non troppo
Il paragone con Hotline Miami (o il recente Tackle for Loss) viene abbastanza naturale.
La visuale dall’alto, la velocità degli scontri e il modo in cui una morte ci costringe a riprovare ricordano sicuramente il famoso indie di Dennaton Games.
Kusan però prova a metterci qualcosa di suo, soprattutto attraverso il sistema di abilità e la possibilità di costruire approcci diversi.
Non siamo quindi davanti a una semplice copia.
L’ispirazione si vede, questo sì, ma il gioco cerca di costruire la propria identità attraverso il combattimento e le build.

Una campagna breve, ma intensa
La campagna dura circa 4-5 ore.
Non è una durata enorme, ma considerando il tipo di esperienza proposta non mi è sembrata un problema.
Kusan punta soprattutto sulla difficoltà e sulla voglia di migliorarsi. Le varie morti fanno parte dell’esperienza e, soprattutto con i boss, può capitare di spendere parecchio tempo semplicemente per imparare come affrontarli.
Per questo, secondo me, la durata è abbastanza giusta.
Anche a livello di rapporto qualità-prezzo il gioco merita, soprattutto se siete alla ricerca di una sfida.

Un gioco che sa a chi parlare
Kusan: City of Wolves non è sicuramente per tutti.
Se cercate un gioco rilassante da giocare senza troppe preoccupazioni, probabilmente non è quello giusto.
Se invece vi piacciono le sfide belle toste, i giochi dove bisogna imparare dai propri errori e le ambientazioni cyberpunk, allora vale sicuramente la pena dargli una possibilità.
La difficoltà può essere un piccolo ostacolo, soprattutto per chi non è abituato a questo genere di esperienza, ma proprio quella stessa difficoltà è anche uno dei motivi per cui il gioco riesce a dare soddisfazione.
CONSIGLIATISSIMO!
✓ PRO
- Gameplay veloce e molto soddisfacente
- Sistema di build che permette approcci diversi
- Boss davvero impegnativi
- Ambientazione cyberpunk riuscita
- Buona varietà visiva
- Tecnicamente stabile
- La difficoltà dà soddisfazione quando si superano le varie sezioni
✗ CONTRO
- La difficoltà può diventare frustrante
- Essere oneshottati durante i boss può risultare pesante
- Alcuni potrebbero trovare la durata troppo breve
- Bisogna fare attenzione alla gestione dei chip e delle build
About The Author
Kusan: City of Wolves
Kusan: City of Wolves è uno sparatutto cyberpunk hardcore che punta tutto su combattimenti veloci, difficoltà elevata e diverse possibilità di approccio. Nella nostra recensione analizziamo gameplay, build, boss, ambientazione e comparto tecnico.
Brand di prodotto: CIRCLEfromDOT
Valuta del prodotto: EUR
Prezzo del prodotto: 14.99
Prezzo valido fino a: 2026-08-31
Prodotto in magazzino: InStock
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