Benvenuti nella guida completa di GRIME II.
Se siete qui, probabilmente vi siete risvegliati in un mondo fatto di materia pulsante, ossa e segreti antichi, e avete capito subito che la forza bruta non basterà per sopravvivere.
In questo sequel (che abbiamo recensito qui), la meccanica dell’assorbimento si evolve: non siamo più solo predatori, ma diventiamo ciò che consumiamo.
Questa guida strategica vi accompagnerà passo dopo passo attraverso ogni regione, dal primo risveglio del vostro Formplasma fino allo scontro finale, assicurandovi di non mancare nemmeno un potenziamento genetico o un boss opzionale.
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Per i video del Gameplay Completo di Grime II, li troverete sul nostro Canale YouTube:
- Grime 2 Guida e Gameplay Completo Parte 1
- Grime 2 Guida e Gameplay Completo Parte 2
- Grime 2 Guida e Gameplay Completo Parte 3
- Grime 2 Guida e Gameplay Completo Parte 4
- Grime 2 Guida e Gameplay Completo Parte 5
- Grime 2 Guida e Gameplay Completo Parte 6
- Grime 2 Guida e Gameplay Completo Parte 7
- Grime 2 Guida e Gameplay Completo Parte 8
- Grime 2 Guida e Gameplay Completo Parte 9 (Finale)
Guida GRIME II – Episodio 1: Dalle Radici alla Dimora di Manzil
Guida GRIME II – Episodio 1: Dalle Radici alla Dimora di Manzil
In questo capitolo inaugurale della nostra guida, analizziamo l’ascesa del Formplasma, l’inquietante protagonista di questo sequel. GRIME II accoglie il giocatore con un’atmosfera densa e oppressiva, dove il confine tra roccia e carne è quasi indistinguibile. Sin dai primi istanti, il titolo chiarisce la sua natura: un soulslike tecnico dove la reattività non è un’opzione, ma l’unico strumento per non soccombere a un mondo che vuole consumarvi.
L’Apprendimento: Risveglio e Fondamentali
Il viaggio inizia immediatamente, senza troppi preamboli narrativi, catapultandoci in un tutorial dinamico. Qui impariamo a gestire il peso del Formplasma attraverso i comandi base: il Dash (scatto), essenziale per il posizionamento, e il Parry (parata), il vero cuore pulsante dell’esperienza. A differenza di altri esponenti del genere, la parata qui è un atto predatorio: permette di assorbire la materia nemica per evolversi. L’esplorazione iniziale prosegue con cautela, offrendo al giocatore la possibilità di interiorizzare il ritmo degli attacchi avversari prima che le minacce diventino letali.

Il Primo Grande Ostacolo: Overgrown Barrier
La progressione lineare viene interrotta bruscamente quando affrontiamo la Overgrown Barrier. Questo boss funge da primo “gatekeeper” del gioco, testando la nostra capacità di alternare attacco e difesa in spazi ridotti. Una volta abbattuta la creatura, il Formplasma reclama il suo premio: otteniamo l’abilità Presa. Questa meccanica è fondamentale: permette di interagire con i ganci organici sparsi nel mondo, sbloccando la tipica struttura verticale dei Metroidvania. Per consolidare i progressi, subito dopo lo scontro attiviamo il primo Surrogate, il checkpoint che fungerà da ancora di salvezza in caso di sconfitta.
La Meccanica dei Seal e l’Evoluzione Strategica
Proseguendo nell’ignoto, scopriamo l’importanza dei Sigilli. Durante l’esplorazione, rompiamo il primo Seal, un atto necessario non solo per fare chiarezza sulla mappa di gioco, ma anche per porre le basi per il viaggio rapido (Fast Travel), che si attiverà una volta trovato il secondo sigillo dell’area. L’avanzata continua con determinazione tra scenari mozzafiato e grotteschi, mentre proseguiamo lungo i sentieri sbloccando nuovi checkpoint strategici.

Il combattimento subisce un’evoluzione netta quando affrontiamo Bound Shell. Questa bossfight è più tecnica della precedente e richiede una gestione perfetta del tempismo. La vittoria ci premia con lo sblocco della Forza, una risorsa offensiva rappresentata da una barra verde. Questa meccanica aggiunge un livello tattico: quando la barra è piena, i danni inflitti aumentano drasticamente, ma ogni colpo ne consuma una parte. Saper quando affondare il colpo e quando attendere la ricarica è ciò che separa un giocatore esperto da un neofita. Con questa nuova consapevolezza, l’esplorazione riprende con vigore.
Incontri Narrativi e Alleanze Inaspettate
Il mondo di GRIME II non è fatto solo di mostri, ma anche di figure enigmatiche. Proseguendo, rompiamo un altro Seal e garantiamo la nostra sicurezza presso ulteriori Surrogate. In questa fase incontriamo Yearning Paint, una delle tante creature che popolano questo ecosistema morente, mentre continuiamo ad avanzare verso l’ignoto. Dopo aver attivato un altro checkpoint e proseguito lungo i bivi, facciamo la conoscenza di Forlorn Halfmade.
Il momento di svolta narrativa avviene quando incontriamo Ver. Aiutandola a mettersi in salvo, stringiamo un legame che si rivelerà vitale. Infatti, dopo aver rotto un altro Seal e aver conosciuto Manzil in una situazione di estremo pericolo, sarà proprio Ver a intervenire per salvarci la vita da un destino nefasto.

Missione Principale: Destinazione Kankan
Il primo atto della nostra avventura giunge al termine quando entriamo nella casa di Manzil. Qui, l’azione lascia spazio alla pianificazione: veniamo introdotti alla missione principale che farà da motore agli eventi futuri. Manzil ci affida il compito di raggiungere la maestosa Città di Kankan per consegnare una sfera misteriosa a un abile fabbro di sua conoscenza. È l’inizio di un viaggio molto più grande. Prima di varcare la soglia e avviarci verso l’ignoto, salutiamo Ver, chiudendo questo prologo con la consapevolezza di non essere più soli in questa landa desolata.
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Guida GRIME II – Episodio 2: La Via per Underheads e il Guardiano di Kankan
Guida GRIME II – Episodio 2: La Via per Underheads e il Dominio Verticale
Il viaggio del Formplasma entra nel vivo in questo secondo appuntamento. Se il prologo era servito a stabilire le regole di base, in questa fase il mondo di gioco subisce un’espansione brutale. La struttura metroidvania si fa più complessa, introducendo boss mastodontici che richiedono una padronanza assoluta del sistema di parata e nuove meccaniche di movimento che cambieranno per sempre il vostro modo di esplorare l’ambiente.
Esplorazione e Consolidamento della Mappa
L’avventura riprende con decisione esattamente dal punto in cui avevamo interrotto il nostro cammino. In un titolo così punitivo, il controllo del territorio è la prima regola per la sopravvivenza: per questo motivo, rompiamo immediatamente un Seal per stabilire una base visiva sulla mappa e procediamo nell’area iniziale con rinnovata consapevolezza.

Lungo il sentiero, denso di pericoli e architetture organiche, incontriamo nuovamente Halfmade. Questo NPC si conferma una figura chiave per decifrare l’oscura lore di GRIME II, offrendo frammenti di narrazione che arricchiscono l’atmosfera mentre continuiamo ad avanzare tra le pieghe del mondo. Dopo una sessione di esplorazione particolarmente intensa, attiviamo un Surrogate fondamentale; un passaggio obbligato per mettere al sicuro i progressi e rigenerare le risorse prima di spingerci ancora oltre. La nostra comprensione del territorio si completa poco dopo, quando rompiamo un ulteriore Seal e avanziamo verso l’ignoto.
Scontri Giganteschi: Melded Giant e Faceless Bishop
La tensione narrativa e ludica raggiunge il suo primo picco quando ci troviamo a fronteggiare il Melded Giant. Questo colosso di carne e roccia non è solo un nemico imponente, ma un vero esame sulla gestione della Barra Forza sbloccata in precedenza: ogni colpo deve essere calcolato per massimizzare il danno senza restare scoperti.

Superato il gigante, la strada non si fa più semplice. Continuiamo l’esplorazione mantenendo alta la guardia, fino a trovare il respiro necessario per attivare un nuovo Surrogate e riprendere la marcia. Il momento più drammatico dell’episodio è senza dubbio la Bossfight contro Faceless Bishop Darsh. Darsh è un avversario implacabile che richiede riflessi fulminei. La ricompensa per questa dura battaglia è però straordinaria: otteniamo il Grasp Counter. Questa nuova abilità non è solo un potenziamento, ma un cambio di paradigma che amplia drasticamente le opzioni tattiche durante i contrattacchi.
Nuovi Orizzonti e l’Arrivo del Grappino
Con il Vescovo finalmente abbattuto, il mondo di gioco rivela nuovi passaggi. Prendiamo l’ascensore verso zone inesplorate e facciamo la conoscenza del misterioso viaggiatore ET. Questo mercante enigmatico rappresenta una risorsa inestimabile, permettendoci di scambiare materiali per potenziamenti che saranno vitali per il prosieguo.

Attivato un altro checkpoint, ci immergiamo nell’esplorazione della nuova area. Qui il gameplay subisce la sua trasformazione più radicale: lo sblocco del Grasphook (il rampino). Grazie a questo strumento, il Formplasma acquisisce una mobilità senza precedenti, permettendoci di agganciarci a punti sospesi e navigare in verticale. L’episodio si conclude mentre proseguiamo tra le nuove sezioni, pronti a sfruttare questa nuova dimensione per scovare ogni segreto celato nell’ombra.
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Guida GRIME II – Episodio 3: Il Cuore di Kankan e il Segreto di Manzil
In questo terzo capitolo, il viaggio del Formplasma ci porta nelle profondità di Underheads e finalmente all’interno della leggendaria Città di Kankan. Nuove abilità di movimento e rivelazioni sulla trama cambieranno radicalmente il modo in cui percepiamo i nostri alleati e la nostra missione. Se finora abbiamo lottato per sopravvivere, ora iniziamo a lottare per il destino di questo mondo.
Le Profondità di Underheads
L’avventura riprende con una traversata insidiosa attraverso biomi sempre più ostili. Dopo aver superato ostacoli ambientali complessi, arriviamo finalmente a Underheads. In questa zona, la pressione aumenta: è fondamentale attivare immediatamente il Surrogate locale per evitare di dover ripetere sezioni estremamente punitive.

Non c’è spazio per il riposo: la zona ci accoglie con la Bossfight contro Mountainborn. Questo scontro richiede una precisione millimetrica nelle parate e nell’uso degli scatti. La vittoria non è solo un traguardo, ma un’evoluzione: otteniamo il potere oscuro del Deathmark, un’abilità che segna profondamente il nostro stile di combattimento. Prima di abbandonare l’area, incontriamo The Third Lahad Knight, un avversario opzionale che funge da perfetto test per i riflessi. Una volta pronti, possiamo tornare dall’Impaled Mountainborn per ottenere il lasciapassare definitivo verso la città.
L’Ingresso a Kankan e l’Incontro con i Fabbri
Dopo ore di cammino tra rocce e plasma, entriamo finalmente a Kankan. La città è un capolavoro di architettura organica, labirintica e vibrante. Per non perderci in questo groviglio di corridoi, dobbiamo rompere un Seal per orientarci e rivelare la mappa. Proseguiamo la ricerca del fabbro attivando un nuovo Surrogate strategico.
L’incontro con i maestri d’ascia non è dei più cordiali: facciamo la conoscenza di Yuf e del Firstsmith Malik. Invece di offrirci il loro aiuto, i due decidono di testare la nostra tempra scagliandoci contro ondate di nemici furiosi. Solo dopo aver ripulito l’area, i fabbri riconosceranno il nostro valore, assegnandoci una missione vitale nei piani bassi della città per ottenere finalmente l’accesso al misterioso Yr’ Gog.

Missione nei Piani Bassi: Il Potere del Salto
Scendendo verso i livelli inferiori di Kankan, l’atmosfera si fa ancora più cupa. Qui affrontiamo il temibile Pitcher Vanguard, un nemico che richiede l’uso sapiente di ogni risorsa sbloccata finora. Fortunatamente, ritroviamo Ver, la nostra alleata che si rivelerà fondamentale per abbattere il Greatblade Preacher.
Questo scontro segna il momento più importante dell’episodio per quanto riguarda la mobilità: sblocchiamo il Dash Counter e il Wall Jump. Con la capacità di saltare sulle pareti, il mondo di gioco non ha più confini verticali, permettendoci di raggiungere aree precedentemente inaccessibili e di combattere con una fluidità mai vista prima.

Verità e Tradimenti: Il Piano di Manzil
Con le nuove abilità, torniamo da Yuf e Malik e otteniamo il permesso di incontrare Yr’ Gog. Tuttavia, la situazione precipita quando ricompare Manzil; i fabbri, con un tono preoccupato, ci lanciano avvertimenti sinistri sulle sue reali motivazioni. Nonostante i dubbi che iniziano a insinuarsi, facciamo ritorno alla casa di Manzil.
Qui veniamo ufficialmente arruolati nella sua banda. Manzil rivela finalmente il suo ambizioso piano: dobbiamo recuperare tre componenti leggendari per forgiare un’arma di potere inimmaginabile. Solo con questo strumento potremo sperare di sconfiggere il temibile Goel. La caccia è aperta, ma la domanda rimane: di chi possiamo davvero fidarci?iamo recuperare tre pezzi leggendari per forgiare un’arma capace di abbattere Goel. La vera caccia ha inizio.
Guida GRIME II – Episodio 4: La Caccia ai Frammenti e il Sentiero di Nailglade
In questo quarto episodio, il viaggio del Formplasma entra in una fase decisamente più aperta e strutturata. Superato il prologo e le prime rivelazioni, il nostro obiettivo si fa concreto: recuperare i tre pezzi necessari alla creazione dell’arma leggendaria. L’esplorazione si ramifica, costringendoci a navigare tra aree già note che rivelano nuovi segreti e percorsi alternativi carichi di insidie.
L’Inizio della Ricerca: Sfide e Nuovi Orizzonti
L’avventura prende subito una piega interessante e competitiva. Non appena ci rimettiamo in marcia, incontriamo The First Lahav Knight. Il Cavaliere non è solo un ostacolo, ma una vera e propria nemesi che ci lancia un guanto di sfida formale: ci invita a raggiungerlo nelle rovine di Palladium per misurare la nostra forza in un duello che si preannuncia epico.
Senza perdere di vista l’obiettivo primario, iniziamo la ricerca dei tre pezzi fondamentali per forgiare l’arma. Questa missione ci spinge a riconsiderare l’intera geografia del mondo, mettendoci in marcia verso zone d’ombra ancora inesplorate dove la materia organica sembra farsi ancora più densa e ostile.
Ritorno negli Underheads e l’Apertura dei Percorsi
La struttura Metroidvania di GRIME II si palesa in tutta la sua complessità quando, dopo una lunga ed estenuante fase di perlustrazione, troviamo un nuovo passaggio che ci riporta nelle profondità degli Underheads. Questo collegamento non è solo una scorciatoia, ma apre intere sezioni di progressione precedentemente precluse, dimostrando come il backtracking sia essenziale per l’evoluzione del Formplasma.
In questo ambiente sotterraneo, la sicurezza è un lusso: è vitale attivare un Surrogate prima di continuare l’esplorazione. L’area si espande rapidamente sotto i nostri piedi; per non procedere alla cieca, rompiamo un Seal fondamentale per rivelare la planimetria e proseguiamo tra i nuovi percorsi tra i tunnel pulsanti.

Incontri Singolari e Progressione Mappale
Durante l’avanzata, facciamo la conoscenza di una delle creature più bizzarre e affascinanti di questa sezione: Lost Forged Little. Dopo questo breve intermezzo narrativo, che aggiunge un ulteriore tassello alla lore del mondo, continuiamo l’esplorazione con rinnovato slancio.
La progressione è un costante braccio di ferro con l’ignoto. Per svelare i segreti degli Underheads, distruggiamo un altro Seal e avanziamo con determinazione. La nostra insistenza viene premiata quando riusciamo a romperne un ulteriore, permettendoci di continuare il cammino verso la fase successiva della missione.
Verso Nailglade: Il Cuore della Sfida
L’esplorazione culmina con l’arrivo a Nailglade, una nuova e inquietante regione che segna un passo decisivo nella nostra ricerca. L’architettura qui si fa più “affilata” e pericolosa. Appena entrati, è imperativo rompiamo un altro Seal per mappare i nuovi pericoli e consolidare la nostra posizione attivando un Surrogate di zona.
Scontro Finale: Handbeast
Il capitolo raggiunge il suo climax con la bossfight contro Handbeast, affrontata al termine di una faticosa perlustrazione dell’area. Questo mostro non è solo una prova di forza bruta, ma rappresenta un esame finale su tutto ciò che abbiamo imparato finora. Sconfiggere Handbeast richiede una precisione millimetrica nelle parate, una gestione impeccabile della barra della Forza e, soprattutto, una padronanza totale delle meccaniche di movimento per evitare i suoi devastanti attacchi ad area.
Guida GRIME II – Episodio 5: Il Giardino delle Lame e il Potere dell’Aria
In questo quinto episodio, il viaggio del Formplasma entra nel vivo della missione affidataci da Manzil: il recupero delle tre componenti leggendarie. L’esplorazione si sposta verso biomi più intricati e pericolosi, dove ogni scontro non è solo una prova di forza, ma un tassello fondamentale per l’evoluzione del nostro personaggio. Tra bossfight mastodontiche e lo sblocco di abilità che cambiano radicalmente la mobilità, ci prepariamo a forgiare il nostro destino.
Scontro Iniziale e Raffinatezza Tattica
L’episodio non concede preamboli e ci scaraventa subito nel fango della battaglia. Affrontiamo il Blade Mammoth, un colosso che richiede una gestione perfetta del posizionamento per evitare i suoi attacchi travolgenti. Non è solo una questione di sopravvivenza: la vittoria su questa creatura ci premia con un potenziamento significativo. Otteniamo infatti l’abilità Vulnerabilità Rage, una meccanica che aggiunge profondità strategica al combattimento, permettendoci di sfruttare i momenti di debolezza dei nemici per infliggere danni devastanti in uno stato di furia controllata.

Blade Garden e la Profezia di Yr’ Dunal
Con il nuovo potere a disposizione, la nostra marcia ci conduce a Blade Garden, un’area tanto affascinante quanto letale. Qui facciamo la conoscenza di Yr’ Dunal, un NPC chiave che ci rivela dettagli preziosi su come ottenere una delle componenti dell’arma leggendaria. Dopo aver assimilato queste informazioni vitali, è fondamentale attivare il Surrogate locale per stabilire un punto di controllo, prima di tornare a immergerci nell’esplorazione. La nostra comprensione del territorio si amplia ulteriormente attraverso la rottura di un nuovo Seal, atto necessario per svelare i sentieri nascosti del Giardino.
Incontri e Battaglie Caotiche
Il cammino verso l’arma leggendaria è costellato di figure enigmatiche. Lungo il sentiero incontriamo Ur’ Sok, la cui presenza è strettamente legata alla nostra missione. Tuttavia, la diplomazia lascia presto il posto all’acciaio: ci troviamo ad affrontare l’Impaled Longblade. A differenza degli scontri precedenti, questa battaglia è resa caotica dalla presenza di numerosi servitori che caricano il giocatore contemporaneamente, richiedendo un controllo della folla (crowd control) impeccabile. Solo dopo aver ripulito l’area con successo, possiamo tornare da Ur’ Sok per fare il punto della situazione e riprendere l’esplorazione.
Il Rituale del Quadblade: Le Penspears
La progressione richiede un’attenzione meticolosa ai dettagli ambientali. Mentre rompiamo un altro Seal e mettiamo al sicuro i progressi attivando un nuovo Surrogate, assistiamo a un dialogo teso tra la nostra alleata Ver e Ur’ Ka.
Consiglio Strategico: In questa fase, è cruciale non affrettare i tempi. Raccogliete con cura le Penspears sparse nell’area: questi oggetti sono i requisiti fondamentali per il rituale del Quadblade, senza i quali non potrete avanzare correttamente. Con le lance in pugno, possiamo finalmente continuare la ricerca dell’arena.
Evoluzione del Movimento: Air Dash e Dregbourg
Il finale dell’episodio segna uno dei momenti più importanti per ogni appassionato di Metroidvania: l’evoluzione della mobilità verticale. Facciamo ritorno nell’area di Nailglade per attivare un nuovo punto di salvataggio, ma la vera svolta arriva poco dopo. Sblocchiamo finalmente l’Air Dash, l’abilità che permette di effettuare uno scatto a mezz’aria. Questa meccanica non solo rende i combattimenti più aerei e spettacolari, ma permette di raggiungere piattaforme e segreti precedentemente inaccessibili.
Grazie a questa nuova agilità, riusciamo a sbloccare l’area di Dregbourg, un luogo oscuro e decadente che custodisce un’altra componente essenziale per l’arma di Manzil. L’episodio si conclude con l’attivazione dell’ultimo Surrogate di zona, pronti ad affrontare le ombre che si annidano nel cuore di Dregbourg.
Guida GRIME II – Episodio 6: Il Rituale del Quadblade e il Burst Jump
In questo sesto episodio, il viaggio del Formplasma entra in una fase squisitamente tecnica. Non si tratta più solo di sopravvivere, ma di dominare lo spazio e il ritmo del combattimento. Con l’obiettivo di completare il complesso rituale e ottenere la prima delle tre componenti leggendarie, il giocatore è chiamato a dimostrare una padronanza assoluta delle nuove abilità di movimento e una gestione impeccabile delle risorse energetiche.
Oltre i Limiti Fisici: Burst Jump e Nuove Vie
L’esplorazione in questo capitolo richiede un occhio attento e riflessi pronti. Dopo una prima fase di perlustrazione tra le strutture organiche del mondo, rompiamo un Seal fondamentale, atto che sblocca nuovi sentieri e permette di mappare zone precedentemente avvolte nel mistero.
La vera svolta nel gameplay avviene poco dopo: sblocchiamo l’abilità Burst Jump. Questo potenziamento non è un semplice salto doppio, ma un vero e proprio motore di movimento che rivoluziona l’approccio ai livelli. Grazie al Burst Jump, sezioni di parkour che prima sembravano impossibili diventano ora accessibili, permettendoci di raggiungere segreti e scorciatoie vitali per la nostra progressione.

Acciaio contro Acciaio: Il Secondo Cavaliere Lahav
Mentre testiamo i limiti della nostra nuova agilità, l’ombra del conflitto torna a oscurare il cammino. La nostra marcia ci porta a incontrare il Second Lahav Knight. Questo duello rappresenta un banco di prova tecnico: il cavaliere utilizza pattern d’attacco veloci e punitivi che richiedono parate millimetriche.
La ricompensa per questa vittoria è fondamentale per il late game: incrementiamo drasticamente la potenza della Forza. Con una barra della Forza più efficace, le nostre capacità offensive aumentano, permettendoci di sostenere scambi di colpi più lunghi e devastanti contro i nemici più resistenti.
L’Arena del Sangue: Il Rituale ha Inizio
Con le abilità al massimo, ci dirigiamo verso il cuore dell’episodio. Dopo aver attivato un Surrogate strategico, entriamo nell’arena designata per il rituale. Qui la lore del gioco si fa tangibile: dobbiamo utilizzare le carcasse dei guerrieri caduti e le Penspears (le lance raccolte nel capitolo precedente) per evocare l’orrore che custodisce il frammento dell’arma.
Nota di sopravvivenza: Assicuratevi di aver raccolto tutte le Penspears necessarie prima di attivare l’altare, o sarete costretti a un pericoloso backtracking tra i mostri dell’area.
La Danza delle Lame: Sconfiggere Quadblade
Il momento culminante dell’episodio è la Bossfight contro Quadblade. Questo avversario è la personificazione dell’aggressività: un turbinio di quattro lame che satura lo schermo di attacchi. Sconfiggerlo richiede l’uso combinato di Air Dash, Burst Jump e parate perfette.
Una volta abbattuto il colosso e concluso il rituale, facciamo finalmente ritorno da Yr’ Gog per consegnare la prima componente fondamentale. L’arma definitiva di Manzil inizia a prendere forma, ma la strada per completarla è ancora lunga e densa di pericoli.
Guida GRIME II – Episodio 7: Il Cuore di Paint Reef e il Segreto di Madre Marah
In questo settimo episodio, il viaggio del Formplasma entra nella sua fase più intensa, dove il gameplay tecnico si fonde indissolubilmente con una narrazione cruda e rivelatrice. Con due componenti ormai a portata di mano, l’esplorazione si concentra su Paint Reef, un’area visivamente mozzafiato ma strutturalmente complessa, che metterà a dura prova tanto i vostri riflessi quanto la vostra comprensione della lore.
L’Approdo a Paint Reef: Movimento e Strategia
Sfruttando il potenziamento del salto ottenuto in precedenza, ci dirigiamo verso l’area di Paint Reef. L’obiettivo è chiaro: scovare i frammenti mancanti dell’arma leggendaria. Come sempre, la prudenza è d’obbligo: dopo una prima incursione tra le barriere coralline di carne, attiviamo un Surrogate strategico per consolidare la nostra posizione. L’avanzata prosegue attraverso la distruzione di un Seal, sbloccando la visibilità su nuove e pericolose sezioni del Reef.
Anvilhead e la Seconda Componente
Il primo vero scoglio di questo capitolo è rappresentato dalla Bossfight contro Anvilhead. Questo avversario massiccio richiede una gestione impeccabile dei tempi di recupero. Una volta abbattuto il colosso, il premio è prezioso: otteniamo la seconda componente dell’arma. Tuttavia, la narrazione subisce un brusco cambio di rotta. Il tentativo di tornare alla base di Manzil fallisce a causa di circostanze impreviste, una barriera narrativa che ci obbliga a restare sul campo e a puntare tutto sulla ricerca dell’ultimo pezzo del puzzle.
Esplorazione Avanzata e Platforming Tecnico
Senza possibilità di ripiegare, ci immergiamo nuovamente nel Reef. Attiviamo un altro Surrogate e rompiamo un ulteriore Seal, rivelando Paint Reef non solo come una zona di passaggio, ma come il fulcro dove risiede l’ultima componente. In questa fase, il gioco vira pesantemente sul platforming: sezioni di parkour millimetrico mettono alla prova la nostra agilità. Per non perdere i progressi in caso di errore, attiviamo un checkpoint e rompiamo l’ennesimo Seal per mappare i nuovi, intricati percorsi verticali.

Fleeting Caress e il Potere del Grasp Slide
L’ascesa culmina in uno scontro etereo ma letale: la Bossfight contro Fleeting Caress. La vittoria ci permette di ritrovare la nostra alleata Ver, la cui assistenza si rivelerà cruciale per le rivelazioni a venire. Poco dopo, il nostro arsenale di movimento si completa: sblocchiamo il Grasp Slide. Questa meccanica è fondamentale: consente di scivolare lungo gli agganci organici ottenendo una temporanea, ma vitale, invulnerabilità. Prima di affrontare l’ignoto, è saggio tornare da Yr’ Gog per consegnare il secondo pezzo e ottimizzare l’equipaggiamento in vista dello scontro finale del capitolo.
La Verità su Madre Marah: Lo Scontro col Creatore
Al fianco di Ver, incontriamo una figura leggendaria che scuote le fondamenta della nostra missione: è il guscio di Madre Marah, la creatrice stessa del mondo. La rivelazione è amara: per ottenere l’ultima componente, dobbiamo distruggere la nostra stessa “madre”. Inizia così una battaglia epocale. Al termine del conflitto, assorbiamo la sua essenza, accedendo ai suoi ricordi e comprendendo finalmente il tragico ciclo di creazione e distruzione che governa GRIME II.
L’Arma è Pronta, la Caccia Continua
Con tutti i frammenti finalmente riuniti, facciamo ritorno da Yr’ Gog per l’ultima forgiatura. Tuttavia, il trionfo è amaro. Ver, sconvolta dalla morte di Madre Marah, decide di separarsi dal gruppo e fare ritorno a Kankan. In attesa che l’arma sia ultimata, facciamo la conoscenza di The Ripple of Waves. Infine, Yr’ Gog ci consegna il verdetto: Manzil non è più alla base, è partito per le terre remote di Starmire. Il nostro compito ora è trovarlo e portare a termine il piano.
Guida GRIME II – Episodio 8: Il Sentiero Caduto e le Chiavi di Palladium
In questo ottavo capitolo, il viaggio del Formplasma entra in una fase di transizione cruciale. Se finora l’obiettivo era forgiare l’arma, ora la missione è trovare il suo possessore. Raggiungere Starmire si rivelerà un’impresa molto più articolata del previsto: il sentiero non è una linea retta, ma un labirinto di biomi corrosivi e santuari d’avorio che richiederanno ogni briciola della vostra esperienza.
Alla Ricerca di Starmire: Il Primo Ostacolo
L’avventura riprende con il Formplasma che si mette in marcia alla ricerca della strada per Starmire. Il mondo di gioco inizia a mostrare la sua vera scala, ma il cammino viene subito sbarrato. Ci troviamo infatti ad affrontare la Bossfight contro Bustling Barrier. Superato questo guardiano, la progressione si sposta sull’osservazione: dobbiamo dedicarci all’esplorazione meticolosa per scovare vie d’accesso precedentemente ignorate o inaccessibili.
Palladium: Lo Scalpellino e la Chiave del Progresso
La vera svolta strutturale avviene quando troviamo l’ascensore situato sopra la casa di Manzil, che funge da ponte verso l’area di Palladium. Una volta arrivati, è prioritario attivare il primo Surrogate. Palladium è una zona che premia la pazienza. Dopo aver rotto il primo Seal e attivato un secondo Surrogate, ci troviamo faccia a faccia con The Last Sculptor. Sconfiggere questo boss è un passaggio obbligato: dalla sua polvere otteniamo la Chisel Key, uno strumento indispensabile per sbloccare le pesanti porte di Palladium che prima ci sbarravano il passo. L’area si conclude con una tesa arena contro gli Impaled e la distruzione di un altro Seal per rivelare la via d’uscita.

Fallen Path: Sopravvivenza e Corrosione Ambientale
Abbandonata l’avorio di Palladium, scopriamo il passaggio verso il Fallen Path. Questa nuova area introduce una sfida non convenzionale: una meccanica ambientale pericolosa. Una condizione negativa che, se lasciata accumulare, infligge danni nel tempo (DoT), costringendoci a muoverci con rapidità e precisione. Per navigare in questo inferno, rompiamo il primo Seal e attiviamo un Surrogate vitale. La nostra agilità riceve un ulteriore potenziamento dopo la rottura di un secondo Seal, quando riusciamo finalmente a sbloccare il Dash Slide, abilità che utilizziamo immediatamente per superare i corridoi più angusti e letali del sentiero.
Starserpent e l’Orizzonte di Skyrise
Il culmine dell’episodio è la Bossfight contro Starserpent. Questo scontro richiede una padronanza assoluta del Dash Slide e una reattività impeccabile per evitare i suoi attacchi fulminei. Con la caduta del serpente, l’esplorazione si apre verso le battute finali. Continuiamo ad avanzare entrando nei Mudpits, dove rompiamo un ultimo Seal per orientarci in mezzo al fango. Il capitolo si conclude con il raggiungimento di Skyrise, dove attiviamo il primo Surrogate dell’area. Starmire è ormai visibile all’orizzonte: il confronto finale con Manzil si avvicina.
Guida GRIME II – Capitolo Finale: L’Ascensione a Starmire e l’Eclissi di Goel
Il viaggio del Formplasma giunge finalmente al suo culmine. Dopo aver solcato le profondità degli Underheads e i corridoi corrosivi del Fallen Path, l’obiettivo finale è ora visibile: la regione celeste di Starmire. Qui, tra le vette di Skyrise e le radici del Wanting Tree, si deciderà il futuro della creazione nel confronto definitivo con Goel. Preparatevi: ogni abilità acquisita finora sarà necessaria per sopravvivere all’ultima danza.
La Scalata Verso il Cielo: Da Skyrise a Starmire
L’ultima tappa dell’avventura riparte dalle vertiginose altezze di Skyrise. La progressione qui richiede precisione millimetrica: per avanzare tra le piattaforme sospese, è necessario rompere il primo Seal e, poco dopo, il secondo Seal di Skyrise. Questi atti non solo mappano l’area, ma sbloccano i meccanismi necessari per proseguire verso l’alto senza ostacoli.
Finalmente, il Formplasma raggiunge la regione di Starmire, un luogo dove la materia sembra fondersi con l’etere. È prioritario attivare il primo Surrogate per stabilire una base operativa. L’esplorazione iniziale si consolida con la rottura del primo Seal e l’attivazione del secondo Surrogate. In questa fase finale, otteniamo l’ultimo tassello della nostra mobilità: sblocchiamo l’abilità Hand Jump, un potenziamento essenziale per superare le proibitive barriere verticali che ci separano dal destino.
Incontri Leggendari e il Richiamo delle Montagne
La tensione narrativa sale mentre rompiamo il secondo Seal di Starmire. Poco dopo, assistiamo a un momento chiave: incontriamo Manzil insieme ai Firstsmith Malik e Marlisa. Le verità vengono a galla e i preparativi per l’arma finale si concludono, ma non prima di aver superato una brutale bossfight contro un guardiano d’élite dell’area, ultimo baluardo prima delle vette.
Conclusa la battaglia, il sentiero ci conduce verso le Faceless Mountains. Qui il cerchio si chiude: raggiungiamo Manzil e ritroviamo i nostri compagni di viaggio, Sib Di, Sib Oh e Ver. Insieme, rompiamo l’ultima barriera energetica per ascendere alla fase finale.

L’Ombra del Wanting Tree
L’ultima zona prima del boss finale è il Wanting Tree, un luogo di potere ancestrale. Qui la progressione è rapida ma intensa: attiviamo il primo Seal e il primo Surrogate, seguiti a breve distanza dal secondo Seal e dall’ultimo Surrogate dell’avventura. Oltre questo punto, non si torna più indietro.
Lo Scontro Supremo: Goel
Il climax assoluto è la Bossfight finale contro Goel. Goel rappresenta la sfida definitiva: un nemico che richiede l’uso combinato di Air Dash, Burst Jump, Grasp Slide e Hand Jump, unito a un tempismo perfetto nelle parate. È uno scontro epico, tecnico e visivamente sbalorditivo che mette alla prova la determinazione del giocatore.
Dopo una battaglia estenuante, l’entità suprema cade. L’avventura giunge alla sua conclusione, rivelando il finale della saga. Le conseguenze delle nostre azioni vengono svelate, chiudendo gli archi narrativi del Formplasma, di Manzil e di Ver, lasciandoci con il peso delle scelte fatte per forgiare questo nuovo mondo.
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- Grime 2 Guida e Gameplay Completo Parte 1
- Grime 2 Guida e Gameplay Completo Parte 2
- Grime 2 Guida e Gameplay Completo Parte 3
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- Grime 2 Guida e Gameplay Completo Parte 8
- Grime 2 Guida e Gameplay Completo Parte 9 (Finale)