Il panorama dei monster tamer sta vivendo una seconda giovinezza e, tra i titoli più attesi dai fan della “vecchia scuola”, spicca senza dubbio EvoCreo 2.
Sviluppato dallo studio indipendente ilmfinity, questo sequel non si limita a rifinire la formula che aveva caratterizzato il primo capitolo su dispositivi mobili e il suo successivo sbarco su Steam, ma ambisce a offrire una profondità tattica superiore alla media del genere, puntando tutto su personalizzazione, strategia e su un look nostalgico che strizza l’occhio all’era d’oro in pixel art di Pokémon su Game Boy Advance e Nintendo DS.
Dopo aver provato la build finale del gioco, siamo pronti a dirvi se il viaggio nella misteriosa regione di Shoru riesce a camminare con le proprie gambe o se resta schiacciato dall’ombra dei mostriciattoli di casa Nintendo.
Vi lascio qui di seguito la prova della demo…
E la prima parte gameplay gioco completo, per farvi un’idea:
Un’avventura su misura nel mondo di Shoru
Fin dai primi istanti, EvoCreo 2 mette in chiaro che la libertà del giocatore è il perno dell’intera esperienza. Il viaggio comincia nell’editor iniziale dove abbiamo creato il nostro avatar, Narumi (sfruttando un rinnovato e flessibile sistema di personalizzazione che permette persino di cambiare il proprio genere in corsa senza alcuna restrizione), senza dimenticare il grande classico di ogni monster tamer che si rispetti: dare un nome ironico al proprio rivale, nel nostro caso l’immancabile Gigi!
La trama riprende gli stilemi classici del genere, ma aggiunge sfumature interessanti legate alla scomparsa di nostro padre e alle macchinazioni dello Shadow Hive, un’organizzazione criminale intenta a modificare geneticamente i Creo per trasformarli in armi biologiche. Una narrazione lineare, che funge principalmente da collante per spingerci a esplorare ogni angolo della mappa e a sfidare i più potenti Evocatori del mondo di Shoru per conquistare il titolo di Ultimate Champion.

Gli Starter di Shoru: Tra Forza Bruta e Strategia
Superato il preambolo narrativo ci si trova di fronte alla prima, cruciale decisione: quale Creo diventerà il nostro primo alleato? In EvoCreo 2, gli starter definiscono fin da subito l’approccio ai combattimenti, offrendo quattro opzioni dai ruoli ben delineati:

- Jamra (Fuoco): Un potente orso di fuoco, ideale per chi ama l’offensiva pura.
- Flyopin (Acqua/Natura): Un all-rounder versatilissimo che può contare su mosse di cura.
- Yiterra (Terra): Un vero e proprio tank, capace di assorbire colpi che manderebbero al tappeto chiunque altro.
- Kalumunk (Aria): Lo “scoiattolo alato” che punta tutto sulla rapidità.
Senza troppi dubbi, la mia scelta è ricaduta su Kalumunk.
Perché? In un titolo dove l’iniziativa è tutto, avere un Creo capace di colpire per primo e sfruttare abilità passive basate sull’evasione (che aumentano le probabilità di schivata a ogni colpo critico messo a segno) si è rivelato un vantaggio tattico immenso nelle prime ore di gioco. Inoltre, la progressione sblocca abilità di movimento sul campo come Glide e Fly, che donano all’esplorazione una verticalità davvero interessante.
Gameplay e Meccaniche: Un’evoluzione Tattica
Superati i primi scontri ravvicinati con Gigi, emerge la vera anima di EvoCreo 2: un sistema di combattimento a turni (strutturato su un team massimo di 5 creature anziché le canoniche 6) che premia la pianificazione rispetto allo spam della mossa più forte. Questo grazie all’introduzione dei cooldown (tempi di recupero) sulle abilità: utilizzare immediatamente l’attacco più potente consumerà molta energia e vi lascerà completamente scoperti nei turni successivi, costringendo Narumi a gestire con estrema cura l’avvicendamento delle mosse.
La profondità strategica viene ampliata da una spaventosa quantità di Tratti (Traits) – oltre 100 – combinabili per dare vita a build uniche, e da una bacheca di cattura che vanta più di 300 creature, incluse varianti rare ed esemplari modificati dallo Shadow Hive.
L’elemento più stimolante della progressione è però l’assenza del classico level cap (addio livello 100). Il grinding non è fine a se stesso ma viene affiancato da un profondo Prestige System: una volta raggiunto il picco, è possibile resettare il Creo al livello 1 in cambio di un rango prestigio e di potenziamenti permanenti, garantendo una longevità e una crescita virtualmente infinite. A questo si aggiunge un vero e proprio albero delle abilità per l’Evocatore all’interno del menu Tablet, che permette di sbloccare skill passive uniche per tutto il team, come la condivisione dell’esperienza o l’aumento della velocità di movimento a piedi.

Il Mondo di Shoru: Estetica e Atmosfera
Dal punto di vista visivo, EvoCreo 2 fa un balzo in avanti notevole pur restando fedele alla sua anima in pixel art. Il mondo di Shoru è vibrante, colorato e ricco di piccoli dettagli che rendono l’esplorazione un piacere costante. Le animazioni dei Creo durante le battaglie sono fluide e riescono a trasmettere bene la personalità di ogni creatura: vedere il mio Kalumunk che scatta sullo schermo con agilità dà proprio la sensazione di un predatore dell’aria in azione.
L’esplorazione non è solo una camminata da un punto A a un punto B. Grazie alle abilità speciali dei Creo, come la planata del mio starter, il mondo di gioco acquista una verticalità interessante. Ci sono segreti nascosti ovunque e la mappa sembra invitare Narumi a deviare dal sentiero principale per scoprire aree opzionali dove si nascondono Creo rari o oggetti preziosi. Anche il comparto sonoro accompagna bene l’avventura, con temi musicali che sanno essere incalzanti durante le sfide contro i rivali e rilassanti durante le traversate dei boschi.

Cosa continua a non convincere: le ombre della release
Se da un lato il comparto visivo in pixel art ha fatto passi da gigante, con animazioni fluide e ambientazioni vibranti, permangono purtroppo alcune spigolosità che avevamo già evidenziato durante la nostra prova della demo.
Il difetto più evidente risiede nella localizzazione italiana, che continua a mostrarsi “ibrida” e parziale. È frequente imbattersi in dialoghi in cui i testi alternano l’italiano a termini inglesi rimasti invariati (come “Brother” o “Mother”), mentre i nomi delle mosse e le descrizioni di alcuni oggetti non hanno ricevuto alcuna traduzione. Questo mix linguistico spezza inevitabilmente l’immersione.
In secondo luogo, il level design e l’interfaccia non sempre brillano per intuitività. Nonostante la presenza di un tracker delle missioni sul Tablet, le mappe tendono a essere dispersive e il gioco offre pochissime spiegazioni sulle meccaniche avanzate (come l’affinità elementale tramite le pietre o i sistemi di modifica genetica della Colmena Corporation), lasciando i neofiti un po’ troppo allo sbaraglio in un tutorial che eredita i difetti storici del capostipite.

Conclusione
PRO
- Gameplay profondo: Il sistema di cooldown e l’uso dei Tratti premiano la reale strategia.
- Progressione infinita: L’assenza del level cap e il Prestige System offrono centinaia di ore di gioco.
- Pixel art d’autore: Ottime animazioni dei Creo e mondo di Shoru vibrante ed esplorabile verticalmente.
- Personalizzazione: Ottima libertà nella gestione dell’avatar e dello skill tree dell’Evocatore.
CONTRO
- Traduzione pigra: Il mix continuo tra scritte in italiano e termini in inglese è fastidioso.
- Tutorial e indicazioni deboli: Mancano spiegazioni chiare sulle meccaniche più complesse; orientarsi non è sempre intuitivo.
- Trama telefonata: La narrazione segue un percorso estremamente prevedibile.
Voto: 7/10 – Se cercate un’alternativa valida ai classici del genere e non vi spaventa un po’ di autonomia nell’apprendimento, EvoCreo 2 si conferma un caloroso e sincero tributo all’epoca d’oro dei monster tamer bidimensionali. Sebbene soffra ancora di una localizzazione italiana altalenante e di una narrazione debole, è un acquisto caldamente consigliato per tutti i nostalgici che cercano un’avventura profonda, complessa e ricca di creature da collezionare.







