Copa City dopo gli aggiornamenti: il football tycoon è finalmente decollato?

Quando avevo provato Copa City per la prima volta, ero partito da un presupposto semplice: l’idea mi piaceva parecchio.

Un gestionale dedicato non alla squadra, al mercato dei calciatori o alla tattica sul campo, ma a tutto ciò che accade attorno a una partita di calcio. Organizzare l’arrivo dei tifosi, preparare le aree della città, gestire sicurezza e servizi, vendere biglietti, allestire lo stadio e fare in modo che migliaia di persone possano vivere una giornata di festa senza trasformare la città in un inferno logistico.

Sulla carta, un’idea originale e perfetta per chi, come me, apprezza simulatori e gestionali tranquilli.

La prima prova, però, mi aveva lasciato parecchi dubbi. Nella nostra recensione di Copa City su PS5 avevamo evidenziato soprattutto il tutorial estremamente lungo e non saltabile, i problemi di controllo con il DualSense, alcune imperfezioni tecniche e una generale sensazione di macchinosità.

Da allora gli sviluppatori hanno continuato a lavorare sul gioco, raccogliendo anche le critiche della community. E proprio il tutorial, la UI, la progressione e l’esperienza con il controller sono stati tra gli aspetti dichiaratamente interessati dagli aggiornamenti.

A questo punto la domanda era inevitabile:

Copa City è finalmente diventato il gioco che prometteva di essere?

Non ho mai disinstallato il gioco e dopo il nuovo lancio di metà settembre proposto da Triple Espresso ho pensato che fosse il momento giusto per tornare alla campagna e giocarci nuovamente per un paio d’ore.

La risposta, purtroppo, è più complicata di un semplice sì o no.

Un gioco che ha ascoltato la community

Partiamo da un dato positivo: gli sviluppatori hanno effettivamente ascoltato i giocatori.

Non è un’affermazione di circostanza. Le modifiche apportate nel corso dei mesi mostrano un lavoro abbastanza evidente sui problemi segnalati dopo il lancio.

Già nelle comunicazioni successive all’uscita il team aveva riconosciuto alcuni dei principali problemi emersi dalle recensioni: un tutorial troppo lungo e obbligatorio, una UI poco trasparente e obiettivi non sempre sufficientemente chiari.

Nel corso degli aggiornamenti sono poi arrivati interventi sulla progressione della campagna, sui controlli, sui bug, sui percorsi dei tifosi e sull’economia.

Copa City modalità di gioco - Copa City dopo gli aggiornamenti: il football tycoon è finalmente decollato?

Particolarmente interessante è stato il lavoro sul primo scenario della campagna: gli obiettivi principali sono stati resi più accessibili, mentre quelli secondari sono stati pensati per offrire una sfida maggiore a chi vuole raggiungere i livelli più alti.

E poi è arrivata una delle modifiche più importanti: il rifacimento del tutorial.

Finalmente un tutorial che si può saltare

Questo era uno dei problemi più evidenti della mia prima prova.

Il vecchio tutorial durava circa due ore e, soprattutto, non poteva essere semplicemente saltato. Per un gestionale può essere comprensibile voler spiegare tutte le meccaniche, ma costringere il giocatore a seguire una lunga introduzione prima di poter iniziare davvero la propria partita rischiava di trasformare l’apprendimento in una prova di resistenza.

Oggi la situazione è decisamente diversa.

Tutorial Copa City - Copa City dopo gli aggiornamenti: il football tycoon è finalmente decollato?

Il tutorial è stato ricostruito e gli otto scenari originali sono stati ridotti a quattro sezioni, pensate per introdurre progressivamente i tre grandi elementi del gameplay: costruzione, gestione della città e gestione dello stadio.

Ancora più importante, il tutorial può essere saltato e si può entrare direttamente in una partita normale. Gli sviluppatori hanno inoltre lavorato per rendere meno invasive le finestre di dialogo e più leggibili gli indicatori visivi. SSteam Community

È esattamente il tipo di intervento che serviva.

Nella mia nuova prova, infatti, non ho dovuto ripercorrere quella lunghissima introduzione. Ho potuto iniziare direttamente dalla campagna e vedere cosa fosse realmente cambiato nel gioco.

La campagna è più leggibile, ma non sempre più fluida

La prima missione ci porta a Varsavia per organizzare una partita di beneficenza tra Arsenal e Beşiktaş.

Ed è qui che Copa City mostra finalmente qualcosa del suo potenziale.

La gestione parte dalla città e arriva progressivamente allo stadio. Bisogna attirare i tifosi, soddisfare le loro necessità, organizzare le aree di accoglienza, costruire strade e servizi, gestire volontari e specialisti, occuparsi della sicurezza e preparare i settori dello stadio.

Il sistema dei tifosi, per esempio, è interessante.

Ci sono diverse categorie, ognuna con esigenze specifiche:

  • i tifosi “core”, più interessati alla ristorazione;
  • le famiglie, che richiedono soprattutto divertimento;
  • gli ultras, per i quali diventano fondamentali sicurezza e gestione degli spostamenti.

Da qui nasce una vera e propria rete di esigenze da soddisfare.

Un’area può avere bisogno di più divertimento, un’altra di maggiore sicurezza, un’altra ancora di servizi di ristorazione. Per ottenere determinati risultati bisogna costruire moduli, collegarli all’energia attraverso i generatori e assicurarsi di avere abbastanza volontari e specialisti.

È una struttura che, sulla carta, funziona.

E rispetto alla mia prima partita ho notato anche una maggiore varietà nei moduli, soprattutto per quanto riguarda ristorazione e intrattenimento.

Food truck, chioschi, tavoli, calcetti, cabine fotografiche, mascotte, palchi e altri elementi permettono di costruire aree sempre più specializzate.

Ed è proprio qui che si intravede il gioco che Copa City potrebbe diventare.

Copa City dopo gli aggiornamenti: il football tycoon è finalmente decollato?

Il problema è che tutto continua a essere troppo macchinoso

Il problema è che questa buona idea viene spesso frenata dal modo in cui il gioco ce la fa gestire. La gestione dei moduli, per esempio, dovrebbe essere una delle parti più soddisfacenti del gameplay, ma invece, almeno su PS5, spesso diventa una lotta con l’interfaccia.

Selezionare un elemento, spostarlo, ruotarlo, trovare il punto giusto in cui inserirlo, capire perché non può essere posizionato e poi tornare indietro nei menu richiede spesso più passaggi di quanti sarebbe ragionevole aspettarsi.

La situazione diventa ancora più evidente quando si arriva allo stadio. L’idea di poter assegnare un determinato settore a una specifica tipologia di tifosi è ottima: possiamo destinare una parte della tribuna alle famiglie, un’altra ai tifosi core e un’altra agli ultras, intervenendo anche sui servizi, sulla sicurezza, sui prezzi dei biglietti e sull’organizzazione complessiva. È esattamente il genere di profondità che vorrei trovare in un football tycoon.

Peccato che, durante la mia prova, arrivare semplicemente a selezionare e configurare correttamente un settore sia diventato un esercizio di pazienza. In alcuni casi non era immediatamente chiaro perché una determinata zona non fosse selezionabile, costringendomi a provare più volte, cambiare schermata, tornare indietro e ripetere le operazioni.

Alla fine ci sono riuscito. Ma il punto è proprio questo: un gestionale può essere complesso senza essere macchinoso. E Copa City, almeno su console, troppo spesso confonde le due cose.

Copa City dopo gli aggiornamenti: il football tycoon è finalmente decollato?

Il controller continua a essere un problema

Ed è probabilmente il punto in cui la mia valutazione su PS5 cambia meno rispetto alla recensione originale.

Gli sviluppatori hanno effettivamente lavorato sui controlli con gamepad. Le patch hanno corretto diversi problemi legati agli input, compresi doppi input e situazioni in cui il controller poteva diventare poco responsivo. Anche l’esperienza del tutorial con il controller è stata migliorata.

Ma una cosa è correggere i bug. Un’altra è rendere il sistema di controllo piacevole. E qui, per me, Copa City continua ad avere difficoltà.

La modalità puntatore è presente e può essere utilizzata per muoversi nell’interfaccia con gli analogici, ma la sensazione generale rimane poco naturale.

Su PC, naturalmente, mouse e tastiera possono cambiare sensibilmente l’esperienza. Su PlayStation, invece, il DualSense dovrebbe essere il punto di riferimento.

E quando per configurare una porzione della tribuna si finisce a perdere diversi minuti semplicemente per navigare tra le opzioni, qualcosa non funziona.

Una gestione interessante che rischia di diventare una lista di incombenze

Durante la partita ho comunque iniziato a ripercorrere la struttura del gameplay: attirare i tifosi, accoglierli, costruire le strutture necessarie e alimentarle con l’energia, trovando al contempo abbastanza volontari e specialisti. A questo si aggiunge la necessità di aumentare divertimento, sicurezza e ristorazione, controllare il prezzo dei biglietti e gestire i diversi settori dello stadio, il tutto tenendo sempre d’occhio il bilancio.

Il problema è che queste attività non riescono sempre a trasformarsi in una sensazione di vera organizzazione. Più che avere la percezione di guidare un’enorme macchina organizzativa, spesso sembra di stare semplicemente completando una lunga lista di requisiti.

Manca il momento “wow”, quell’istante in cui guardi la città e pensi: “Ok, questa cosa l’ho organizzata io”.

La struttura c’è, la profondità potenziale pure, e le licenze dei club reali aiutano. Ma il gioco non riesce ancora a trasformare tutto questo in un’esperienza davvero coinvolgente.

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Eppure le idee continuano a essere ottime

Ed è proprio questo il motivo per cui Copa City è difficile da bocciare completamente. Ogni volta che mi trovo davanti a una delle sue meccaniche, il pensiero è lo stesso: “Questa è una bella idea”.

La gestione dei settori dello stadio con la distinzione tra famiglie, tifosi core e ultras funziona sulla carta, così come la necessità di costruire percorsi separati per evitare che le tifoserie si incontrino. E lo stesso vale per la gestione della sicurezza, per i moduli dedicati ai singoli club e per la possibilità di sviluppare progressivamente la città. Il problema è che queste idee non vengono ancora amalgamate in un’esperienza che riesca a trascinarmi: è come se il gioco avesse tutti gli ingredienti per un ottimo piatto, ma mancasse ancora qualcosa nella cottura.

Graficamente è migliorato? Anche qui, la situazione non è cambiata abbastanza da farmi cambiare opinione. Da lontano, Copa City può essere gradevole; la città, la disposizione delle aree e la visione d’insieme funzionano. Quando però si zooma, emergono ancora diversi problemi.

Durante la mia nuova prova ho continuato a notare texture molto sgranate, soprattutto su elementi che dovrebbero caratterizzare le aree: cartelloni, bandiere e altri dettagli ambientali. È una contraddizione curiosa, perché il gioco invita continuamente a entrare nel dettaglio — costruiamo una fanzone, piazziamo un chiosco, organizziamo una zona per i tifosi e poi andiamo a vedere cosa succede — salvo poi offrire un livello di dettaglio non sempre all’altezza quando ci si avvicina. E in un gestionale di questo tipo, la componente visiva conta più di quanto possa sembrare: non serve una grafica fotorealistica, ma serve la sensazione che quello che abbiamo costruito sia un luogo vivo.

Copa City dopo gli aggiornamenti: il football tycoon è finalmente decollato?

Anche l’audio continua a mostrare qualche incertezza. Durante la prova ho infatti incontrato situazioni in cui l’audio dei dialoghi veniva a mancare, soprattutto durante alcuni passaggi dell’interfaccia e dei menu. Gli sviluppatori sono intervenuti più volte su questa componente e sui problemi di voice-over nelle patch precedenti; il fatto che siano comparsi ancora alcuni comportamenti poco convincenti non significa necessariamente che si tratti degli stessi bug già segnalati, ma contribuisce comunque alla sensazione di un prodotto che non sembra ancora completamente rifinito. E questa impressione si ritrova anche nei dialoghi.

Il problema più grande è il ritmo. Se c’è un aspetto che dopo questa seconda prova mi convince ancora meno, è proprio la cadenza dell’esperienza. Copa City continua a richiedere parecchio tempo per spiegare cosa sta succedendo, ma non sempre riesce a trasformare quelle spiegazioni in vero coinvolgimento: i dialoghi iniziali sono piuttosto lunghi, le schermate informative numerose e le attività richiedono diversi passaggi. Quando finalmente si entra nel vivo della gestione, ci si ritrova spesso a combattere con menu e controlli.

Il risultato è un gioco che non riesce a creare abbastanza curiosità per il passo successivo. Durante la mia prova, arrivato alla fine di una giornata di gioco, la sensazione non è stata: “Bene, vediamo cosa succede domani!”, bensì un più laconico: “Ok, abbiamo finito”. Ed è una differenza enorme.

Una conclusione arrivata troppo presto. C’è poi un episodio della mia prova che riassume bene il problema. Dopo circa un’ora e mezza di gestione avevo attirato migliaia di tifosi, venduto centinaia di biglietti, organizzato le aree della città, gestito le strutture e iniziato a configurare lo stadio, raggiungendo il Tier 2. E, improvvisamente, lo scenario si è concluso. La partita vera e propria non è mai arrivata.

Nel mio caso la missione si è chiusa lasciandomi a circa dieci giorni dall’evento, con la sensazione di aver preparato una buona quantità di cose senza poter vedere il risultato finale. Non posso dire con certezza se si sia trattato di una condizione prevista o di un problema di progressione, ma l’esperienza è risultata estremamente anticlimatica. Dopo tutto quel lavoro, volevo vedere la partita, i tifosi entrare e la città funzionare, per capire se la mia organizzazione avesse davvero dato i suoi frutti. Invece, la partita non è mai arrivata.

Copa City dopo gli aggiornamenti: il football tycoon è finalmente decollato?

Quindi gli aggiornamenti sono serviti?

Quindi gli aggiornamenti sono serviti? Sì, e sarebbe ingiusto dire il contrario. Il Copa City che ho provato oggi è migliore rispetto a quello della mia prima recensione: il tutorial è stato ripensato e ora può essere saltato, la progressione è stata ribilanciata, sono stati introdotti nuovi moduli e la gestione della città è diventata più articolata. Sono stati corretti numerosi problemi legati a controller, interfaccia, audio e progressione, mentre gli sviluppatori hanno continuato a intervenire sui percorsi dei tifosi e sulle campagne. Soprattutto, hanno dimostrato una cosa che non va sottovalutata: non hanno abbandonato il gioco dopo un lancio difficile. E questo merita di essere riconosciuto.

Ma non basta ancora. Il problema è che la buona volontà non coincide automaticamente con un buon risultato. Oggi Copa City è più completo, accessibile e ricco, ed è sicuramente più vicino al gioco che avrebbe dovuto essere al lancio; tuttavia, almeno per la mia esperienza su PS5, non è ancora abbastanza coinvolgente e continua a essere troppo macchinoso. La sua struttura è interessante, ma il modo in cui viene gestita tende a spegnere l’entusiasmo.

Il gioco mi dice continuamente cosa posso fare — organizzare questo, costruire quello, gestire un settore, attirare determinati tifosi, migliorare la sicurezza o aumentare il divertimento —, ma raramente riesce a farmi pensare: “Voglio assolutamente vedere cosa succede dopo”. Ed è questo, per me, il vero nodo irrisolto.

Copa City dopo gli aggiornamenti: il football tycoon è finalmente decollato?

Copa City: un progetto ancora interessante, ma ancora incompiuto

La mia opinione di fondo, quindi, non è cambiata completamente; anzi, forse oggi riesco a vedere ancora meglio il potenziale di Copa City, perché finalmente ho potuto esplorare alcune delle sue meccaniche senza dover superare il vecchio muro del tutorial. E quello che ho visto mi piace: apprezzo l’idea di organizzare un evento calcistico dal punto di vista logistico, di gestire le tifoserie, di strutturare i settori dello stadio e di bilanciare sicurezza, ristorazione, divertimento, trasporti, volontari e specialisti, arrivando persino a pianificare i percorsi dei tifosi rivali per evitare che si incontrino.

Il problema è che tutte queste ottime idee, messe insieme, producono ancora un’esperienza troppo legnosa. Proprio per questo non riesco a consigliarlo senza riserve a chi cerca un gestionale rilassante ambientato nel mondo del calcio. Se però avete già il gioco, oppure lo avete tenuto nella vostra lista dei desideri, oggi vale sicuramente la pena dargli una nuova occhiata: non è più il Copa City recensito al lancio, ma non è ancora nemmeno il gioco che vorrei giocare.

Il verdetto. Copa City è migliorato, ma non ha ancora fatto il salto di qualità. Gli aggiornamenti dimostrano che il team sta ascoltando la community, correggendo i problemi più evidenti del lancio con un nuovo tutorial, un bilanciamento della progressione e una maggiore varietà di moduli. Rimangono però criticità importanti — soprattutto su PS5 —, tra controlli macchinosi, un’interfaccia poco intuitiva, un ritmo lento, qualche imperfezione tecnica e una gestione che, nonostante le buone premesse, fatica a trasmettere la vera soddisfazione di aver organizzato una grande partita.

L’idea di fondo continua a essere molto più interessante del risultato finale, e forse è proprio questo il motivo per cui continuerò a tenere d’occhio il titolo: a differenza di altri progetti abbandonati dopo un esordio difficile, qui gli sviluppatori stanno dimostrando una reale volontà di miglioramento. Adesso serve però il passo più difficile: trasformare tutte queste buone intuizioni in un’esperienza che abbia finalmente un po’ di mordente.

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