In un panorama ormai saturo di soulslike che provano a reinventare la formula di Dark Souls, Valor Mortis sceglie una direzione diversa: lo fa spostando tutto in prima persona e calandoci in un’Europa napoleonica corrotta da poteri oscuri. Dopo averlo provato durante il playtest, è arrivato il momento di scoprire se questa particolare interpretazione del genere riesce a mantenere le sue promesse.
Dietro il progetto troviamo One More Level, studio polacco già noto per Ghostrunner e Ghostrunner 2. L’esperienza maturata con il combattimento in prima persona viene qui applicata a un soulslike più ragionato, basato su parate, schivate e gestione delle risorse.
Il gioco è pubblicato da Lyrical Games e arriva su PC, PlayStation 5 e Xbox Series X|S. Inizialmente previsto per il 24 settembre 2026, Valor Mortis è stato rinviato al 13 ottobre 2026. One More Level e Lyrical Games hanno spiegato di aver scelto la nuova data anche per evitare un calendario particolarmente affollato a settembre e avere più spazio per il lancio. La versione Xbox è inoltre disponibile dal day one su Xbox Game Pass.
Dopo il playtest del 2025, la versione completa rappresenta quindi l’occasione per verificare quanto sia cresciuto il progetto e se le sue idee funzionino davvero nel lungo periodo.
Creare un soulslike interamente in prima persona è una sfida tutt’altro che semplice, soprattutto quando precisione e tempismo sono fondamentali. Valor Mortis prova ad affrontarla mantenendo quella firma stilistica che ha già caratterizzato i precedenti lavori di One More Level.
Un Soulslike da Vivere in Prima Persona
La scelta di adottare una visuale in prima persona non è soltanto una questione estetica: cambia radicalmente il modo in cui si affrontano gli scontri. In Valor Mortis non osserviamo semplicemente il protagonista mentre schiva, para o attacca, ma dobbiamo gestire ogni movimento direttamente dalla sua prospettiva. Questo rende il combattimento più immediato, ma anche più impegnativo, soprattutto quando ci si trova circondati da più nemici o davanti a un avversario di grandi dimensioni.
La prima persona funziona particolarmente bene quando si riesce a entrare nel ritmo dello scontro. Ogni parry richiede tempismo, mentre una schivata eseguita nel momento sbagliato può trasformare rapidamente un combattimento apparentemente sotto controllo in una situazione molto più complicata. Non avendo la classica visuale alle spalle del personaggio, anche la gestione dello spazio assume un’importanza maggiore: conoscere la posizione dei nemici e non lasciarsi accerchiare diventa fondamentale.
È proprio questa combinazione tra prospettiva e meccaniche Soulslike a rendere Valor Mortis interessante. Il gioco non cerca semplicemente di trasportare in prima persona un sistema di combattimento tradizionale, ma costruisce buona parte della propria identità attorno a questa scelta.

Combattimenti e Meccaniche di Gioco di Valor Mortis
Il ritmo degli scontri è generalmente più ragionato rispetto a quello di un action game tradizionale. Non basta quindi attaccare continuamente: bisogna osservare i movimenti del nemico, riconoscere i suoi pattern e scegliere il momento giusto per contrattaccare.
Uno degli elementi centrali è la barra dello sbilanciamento. Parate eseguite correttamente e attacchi mirati permettono di indebolire la postura dell’avversario, creando delle finestre in cui possiamo passare all’offensiva. La pistola assume quindi un ruolo interessante all’interno del sistema: non è soltanto un’arma a distanza, ma può diventare uno strumento utile per interrompere il ritmo del nemico e contribuire al suo sbilanciamento.


A questo si aggiungono le armi da mischia e i poteri soprannaturali, che ampliano progressivamente le possibilità a disposizione del protagonista. La sensazione è quella di un sistema costruito per permettere al giocatore di alternare diverse soluzioni invece di affidarsi continuamente alla stessa strategia.
Un altro elemento da tenere in considerazione è il fuoco. Riempendo l’apposita barra è possibile attivare effetti di bruciatura che aumentano ulteriormente il potenziale offensivo. Questo introduce un’ulteriore variabile durante gli scontri e permette di trasformare una buona gestione delle risorse in una fase offensiva particolarmente efficace.

La difficoltà, soprattutto nelle prime ore, deriva quindi meno dalla semplice quantità di danni che possiamo infliggere e più dalla necessità di imparare a leggere il combattimento. Ogni avversario richiede attenzione e, quando si incontrano nemici più aggressivi o gruppi di avversari, mantenere il controllo della situazione diventa essenziale.


Rispetto al playtest che avevamo provato nel 2025, è proprio questo uno degli aspetti che meritava maggiore attenzione. Le basi del sistema erano già interessanti, ma la versione completa permette finalmente di capire se parry, schivate, armi da fuoco, sbilanciamento e poteri riescano a sostenere un’intera avventura, e non soltanto le poche ore di una demo.
E quando tutto funziona, Valor Mortis riesce a restituire quella sensazione che un buon Soulslike dovrebbe cercare: il giocatore muore, capisce cosa ha sbagliato, torna allo scontro e questa volta riesce a superarlo grazie alla propria esperienza. In prima persona, ogni successo risulta ancora più diretto, perché siamo noi a dover leggere ogni movimento e reagire nel giro di pochi istanti.

Un Mondo Napoleonico Intriso di Orrore
L’ambientazione è senza dubbio uno degli elementi che distinguono maggiormente Valor Mortis. One More Level prende l’Europa dell’epoca napoleonica e la trasforma in una versione alternativa, oscura e soprannaturale, dove la guerra ha lasciato spazio a una misteriosa piaga e a presenze tutt’altro che naturali.
Il risultato è un mondo che riesce a mescolare storia, horror e fantasy senza rinunciare alla propria identità. Trincee, fortezze, villaggi devastati, edifici religiosi e ambientazioni più inquietanti costruiscono progressivamente un’Europa che sembra familiare, ma allo stesso tempo profondamente corrotta. L’atmosfera può ricordare per certi versi Bloodborne per il modo in cui elementi storici e architetture gotiche vengono contaminati dall’orrore, ma Valor Mortis segue una direzione decisamente più legata al contesto napoleonico.


Anche la narrazione sfrutta questo scenario per costruire un mondo nel quale la storia alternativa e gli elementi soprannaturali procedono di pari passo. Nei panni di William Dowsett, un soldato della Grande Armée riportato in vita dopo la propria morte, ci troviamo a esplorare un’Europa devastata dalla piaga e a cercare di comprendere cosa sia realmente accaduto.
L’esplorazione non è quindi soltanto un modo per raggiungere il prossimo combattimento. Attraverso gli ambienti, i personaggi e gli elementi disseminati nel mondo è possibile ricostruire gradualmente ciò che è successo e comprendere meglio il ruolo della Guardia Eterna, della piaga e delle figure che ruotano attorno alla storia.
Anche la struttura Soulslike è perfettamente integrata nell’ambientazione. Le lanterne rappresentano i nostri punti di riferimento e permettono di prepararsi per ciò che ci aspetta, mentre la risorsa ottenuta dai nemici può essere utilizzata per migliorare il personaggio. La morte fa quindi parte integrante dell’esperienza: perdere i progressi accumulati e tornare sul luogo della propria caduta diventa parte del naturale processo di apprendimento.

Sistema di Progressione e Abilità in Valor Mortis
La progressione rappresenta un altro elemento fondamentale dell’esperienza. Se nel playtest avevamo potuto soltanto intravedere le possibilità offerte dal sistema, nella versione completa diventa molto più evidente quanto armi, abilità e poteri soprannaturali siano importanti per definire il proprio stile di gioco.
Il protagonista può sviluppare diverse capacità che modificano il modo in cui affrontiamo gli scontri. Questo permette di non limitarsi a migliorare semplicemente i valori del personaggio, ma di costruire progressivamente un approccio più personale al combattimento.
La presenza contemporanea di armi da mischia, pistole e poteri offre inoltre diverse possibilità durante gli scontri. Possiamo concentrarci maggiormente sul combattimento ravvicinato, sfruttare le armi da fuoco per creare aperture oppure utilizzare le abilità soprannaturali per ottenere un vantaggio nei momenti più complicati.

La progressione assume quindi un ruolo importante anche nel modo in cui affrontiamo le aree già visitate. Tornare in luoghi precedentemente esplorati con nuove capacità può permettere di raggiungere zone o risorse che inizialmente non erano accessibili, aggiungendo un ulteriore incentivo all’esplorazione.
È proprio qui che Valor Mortis cerca di distinguersi dal semplice action game in prima persona: la crescita del personaggio e la nostra crescita come giocatori procedono insieme. Sbloccare una nuova abilità è utile, ma imparare quando utilizzarla può fare una differenza altrettanto importante.
Rispetto al playtest, quindi, la progressione appare molto più completa e contribuisce a dare maggiore profondità a un’esperienza che altrimenti avrebbe rischiato di basarsi quasi esclusivamente sul combattimento.

Prestazioni e Controlli
Rispetto al playtest del 2025, anche il comparto tecnico merita una valutazione più attenta nella versione completa. Durante il test avevo riscontrato qualche problema sporadico di prestazioni e, soprattutto, alcune difficoltà con i controlli, dato che il DualSense di PlayStation 5 non veniva riconosciuto correttamente.
Nella versione completa, invece, il supporto ai controller è stato integrato in modo più completo e l’esperienza risulta decisamente più adatta a essere giocata con un gamepad. Una scelta che, considerando la natura del combat system, trovo particolarmente sensata: tra parate, schivate, attacchi e abilità da utilizzare rapidamente, avere tutti i comandi a portata di mano rende più naturale la gestione degli scontri.
Anche sul fronte delle prestazioni, la versione definitiva mostra una maggiore maturità rispetto a ciò che avevo provato nel playtest. La fluidità è particolarmente importante in un gioco in cui il tempismo delle parate e delle schivate può determinare l’esito di uno scontro, e proprio per questo eventuali cali di prestazioni possono avere un impatto diretto sul gameplay.
Conclusioni
Valor Mortis è un soulslike diverso, con un’identità ben definita e il coraggio di rischiare. L’ambientazione napoleonica e il tono horror lo distinguono dalla massa, mentre la prospettiva in prima persona regala un coinvolgimento raro nel genere.
Certo, il ritmo è lento, la cura va bilanciata meglio e i controlli su tastiera vanno rivisti, ma il potenziale è evidente.
Se questa è solo un’anteprima, la versione finale potrebbe davvero sorprendere.
Vuoi vedere il Valor Mortis in azione? Guarda la live su Twitch o il video completo su YouTube.
Un Soulslike Fuori Dagli Schemi
✓ PRO
- Combat system in prima persona originale
- Combattimenti basati su parate, schivate e tempismo
- Ambientazione napoleonica gotica e soprannaturale
- Progressione e personalizzazione del personaggio
- Atmosfera tra storia alternativa, horror e fantasy
✗ CONTRO
- Alcune fasi possono risultare più lente
- Alcuni combattimenti sono particolarmente punitivi



E anche questo si giocherá?
assolutamente sì!!!
Un gioco veramente interessante e ancora lo devo provare, ma sicuramente questo qui andrà sulla mia wishlist personale ?❤️
Fai piu che bene <3 merita!
Stupendo !! ?
!BELLISSIMO!
dai che magari i primi mesi del 2026 riesco a prendere un pc decente per giocarlo perchè a vederlo pare figo
Speriamo! Hai un sacco di robina da recuperare!
Ero in dubbio, amando i soulslike ma non molto il gioco in prima persona, però mi hai fatto venir voglia di scaricare la demo, voglio provarlo assolutamente!!
Provala, e poi mi dici!
Interessante ! (cit.)
A me piace l’idea della prima persona, sicuramente da un cambio al genere anche se l’idea di quel tipo di gioco con quella visuale…non so. Comunque interessante ?
Un souls in prima persona… Mi piace la sfida ! Verrà provato