La demo di Lawn Mowing Simulator 2 ci aveva fatto un’ottima impressione. Il nuovo titolo di Skyhook Games sembrava in grado di replicare quella peculiare soddisfazione tipica del genere, trasformando un’attività banale come tagliare l’erba in un passatempo rilassante. La versione completa, tuttavia, ci ha messi di fronte a un quadro più complesso di quanto sperassimo.
Se da un lato il gioco amplia la formula introducendo nuove attività, una carriera più strutturata e una gestione aziendale basata su reputazione ed esperienza, dall’altro inciampa su diversi ostacoli: criticità tecniche, collisioni legnose, glitch grafici, un feedback aptico del controller quasi assente e una localizzazione italiana incompleta. Il risultato è un simulatore dal grande potenziale, che però necessita di una robusta serie di interventi prima di poter mantenere tutte le promesse.
Questa recensione è un po’ particolare, perché nasce dal confronto tra le esperienze di Narumi, Davide e Kre0. Tutti e tre abbiamo avuto modo di provare prima la demo e successivamente il gioco completo, sia su PC che su PS5, e abbiamo quindi deciso di raccogliere in questa recensione i nostri diversi punti di vista. Di seguito troverete anche alcuni nostri video iniziali dedicati al gioco, insieme alle nostre impressioni e ai pareri maturati durante le varie fasi di prova.
Ambientazione e atmosfera
Lawn Mowing Simulator 2 ci trasporta negli Stati Uniti, chiamandoci a gestire e curare diverse proprietà attraverso i nostri incarichi. Gli scenari comprendono prati, abitazioni, vialetti, piscine e aiuole, sfruttando un sistema dinamico pensato per far evolvere gli ambienti nel corso della carriera: tornando in una determinata zona, potremo notare variazioni rispetto alla nostra precedente visita. È un’idea interessante, che evita l’effetto “livelli statici” e dà respiro al mondo di gioco. L’atmosfera, d’altronde, resta uno degli elementi meglio riusciti del progetto. Come già apprezzato nella demo, il punto di forza della serie è la capacità di trasformare un’attività ordinaria in un’esperienza rilassante.
Niente combattimenti o frenesie: il piacere puro nasce dal veder rifiorire una proprietà grazie al proprio lavoro. Ed è qui che il titolo, per lunghi tratti, continua a funzionare: veder avanzare il tosaerba e ammirare il netto stacco tra l’erba incolta e il tappeto verde perfetto restituisce una gratificazione immediata. Purtroppo, rispetto alla prima prova, nella versione completa emergono con più forza quei difetti tecnici capaci di spezzare la magia e compromettere l’immersione.
Il gameplay: più attività, non soltanto tagliare l’erba
Se il dubbio principale legato alla demo riguardava la varietà dei contenuti, possiamo dire che Skyhook Games ha provato concretamente ad ampliare la formula. Il nostro lavoro, infatti, non si limita più al semplice taglio del prato. Nel corso della carriera ci troveremo a impugnare tosaerba, tagliabordi, soffiatori, rastrelli e diversi altri strumenti dedicati alla manutenzione del verde. Gli incarichi richiedono inoltre mansioni differenti all’interno dello stesso contratto: potremo ritrovarci a sgomberare il terreno da oggetti estranei, a rispettare percentuali precise di taglio, a sradicare erbacce o a ripulire tutto da foglie e residui. È un’impostazione lodevole, che spezza la monotonia e regala respiro all’esperienza.
Anche la gestione dei macchinari prova a strizzare l’occhio alla simulazione pura, imponendoci di monitorare l’altezza di taglio, la velocità e il carico del motore. Forzare troppo la mano, affrontando erba troppo alta a velocità sostenuta, rischia di sovraccaricare il mezzo e compromettere le prestazioni, costringendoci a calibrare i movimenti. Sono piccoli tocchi che arricchiscono il quadro, ma ironicamente è proprio quando il titolo cerca di farsi più simulativo che iniziano a scricchiolare le sue fondamenta.

Cosa lo distingue
Uno degli aspetti che ci ha convinto meno riguarda proprio il riscontro fisico restituito dalle attrezzature. Questa criticità si avverte in modo particolare utilizzando il tosaerba e il tagliabordi: mentre siamo all’opera, manca quasi del tutto una risposta concreta che ci faccia percepire il lavoro attraverso le mani. La vibrazione, pur essendo attiva tra le opzioni, durante la prova non ha accennato a funzionare correttamente. Può sembrare un dettaglio marginale, ma in un simulatore incentrato interamente sull’interazione con i propri strumenti diventa invece un elemento centrale.
Il risultato è un’esperienza fin troppo “vuota”: vediamo l’erba abbassarsi e il macchinario muoversi a schermo, ma il controller non supporta l’azione con la giusta pesantezza. Una sensazione di distacco che si accentua con la gestione delle collisioni. Il tagliabordi tende a compenetrare alcuni elementi dello scenario, e in determinate situazioni le attrezzature attraversano superfici e oggetti in modo del tutto antico e innaturale. Certo, non parliamo di bug bloccanti che impediscono di completare i contratti, ma di imperfezioni che rompono continuamente l’immersione. E in un simulatore, questo scotto pesa più che altrove.
Una realizzazione tecnica ancora acerba
Il vero tallone d’Achille di Lawn Mowing Simulator 2 risiede purtroppo in una veste tecnica ancora da rifinire. La nostra prova è stata costellata da sbavature di vario genere: glitch visivi, improvvisi artefatti, schermate nere e una gestione delle collisioni spesso ballerina. Anche la mobilità del protagonista prestarsi a qualche critica, palesando un passo non sempre fluido. A far storcere il naso è poi la resa stessa del prato, solcato da scie di passaggio così marcate da finire per stonare, restituendo una texture finale poco credibile.
Si tratta di imperfezioni che non stroncano l’esperienza sul nascere, ma la zavorrano a lungo andare, rendendole impossibili da ignorare. Un vero peccato, soprattutto considerando che la struttura di fondo custodiva ambizioni ben più alte.

Carriera e progressione
La modalità carriera rappresenta senza dubbio una delle aggiunte più rilevanti rispetto all’esperienza offerta dalla demo. Si parte fondando la propria azienda, scegliendo il nome, personalizzando il logo e definendo l’aspetto del personaggio, per poi tuffarsi in una spirale di guadagni, punti esperienza e reputazione. Salendo di livello si sbloccano gradualmente nuovi strumenti, posizioni contrattuali inedite, slot per i dipendenti, spazi per i set di equipaggiamento e concrete possibilità di espansione aziendale. È presente una solida struttura gestionale, pensata proprio per dare un senso di progressione alla ripetizione degli incarichi.
Anche il sistema dei contratti si dimostra articolato: ogni lavoro mostra chiaramente difficoltà, tempistiche stimate e obiettivi, mentre a fine missione si riceve una valutazione basata soprattutto sulla precisione certosina del nostro operato. La mole di contenuti e sistemi è insomma nettamente superiore a quanto intravisto nella prima prova. Il problema, tuttavia, è che questa intelaiatura gestionale non basta, da sola, a reggere l’urto dei problemi di gameplay e delle sbavature tecniche.
Le nuove attività
Tra le novità più stuzzicanti figurano senza dubbio il diserbo e la gestione delle foglie e dei residui. Il tagliabordi permette di raggiungere quelle aree che il tosaerba non può gestire con efficacia, come i bordi dei vialetti, i marciapiedi e gli angoli più angusti; il soffiatore sposta cumuli di foglie e detriti, mentre il rastrello si rivela utile per recuperare quanto finisce nei punti più scomodi. Questa sfaccettatura funziona a corrente alternata. Il comportamento delle foglie, ad esempio, ci ha convinto: vederle scivolare via sotto il getto del soffiatore e ammucchiarsi dietro i vasi o gli elementi dello scenario restituisce una fisica d’interazione davvero soddisfacente. Anche in questo caso, però, non mancano le incertezze: in determinate circostanze le richieste del gioco non sono chiarissime, lasciandoci nel dubbio su dove vada esattamente ripulito o accumulato il materiale di scarto.

La localizzazione italiana
Una delle caratteristiche che avevamo accolto con maggiore favore già in fase di presentazione era la presenza dell’italiano. Rispetto al capitolo precedente rappresenta senza dubbio un’aggiunta di peso, capace di spalancare le porte a un pubblico più ampio.
Purtroppo, la nostra prova ha fatto emergere diverse sbavature, con interfacce e sezioni non tradotte o convertite solo parzialmente. Non siamo di fronte a un disastro sistematico, ma le mancanze sono abbastanza frequenti da restituire l’impressione di un’opera ancora incompleta. È un vero peccato, soprattutto perché la cura riposta in questa lingua era stata uno degli aspetti più lodati durante i primi contatti con la demo.
Grafica e Audio
Sotto il profilo visivo, Lawn Mowing Simulator 2 sceglie la strada del realismo pulito. Gli ambienti appaiono gradevoli da osservare e la varietà delle proprietà scongiura l’effetto monotonia, evitandoci la sensazione di lavorare sempre nello stesso cortile. A dare un ulteriore tocco di credibilità contribuisce l’utilizzo di licenze e marchi reali per le attrezzature, come Kubota e Stiga. Il tallone d’Achille, ancora una volta, risiede nella tenuta tecnica. Se la qualità generale della grafica risulta discreta, sono i glitch e le compenetrazioni a tradire le ambizioni del titolo. In una produzione basata interamente sulla precisione millimetrica degli spazi, vedere un’attrezzatura trapassare una superficie o un oggetto invece di urtarlo fa decisamente storcere il naso.
Il comparto sonoro assolve in pieno il suo compito primario: immergere il giocatore. Il rombo dei motori, il fischio delle lame e il fruscio delle foglie sollevate contribuiscono a ricreare quell’atmosfera rilassante e bucolica che costituisce il marchio di fabbrica della serie. La scelta di non inserire una colonna sonora invasiva si rivela azzeccata: in un simulatore di questo tipo è fondamentale lasciare spazio ai rumori ambientali e agli strumenti di lavoro, trasformando l’esperienza in una sorta di parentesi acustica di puro relax.

Longevità e rigiocabilità
Su questo fronte, la versione completa risponde finalmente a uno dei dubbi principali espressi in sede di anteprima: la mole di contenuti è decisamente lievitata. Tra contratti variegati, un parco attrezzi sterminato, una carriera strutturata, meccaniche di reputazione, gestione dei dipendenti e nuove posizioni aziendali, gli stimoli per andare avanti non mancano, impreziositi da incarichi che mescolano più attività in un’unica missione. Il problema, dunque, non è la quantità. Il vero interrogativo riguarda la soglia di tolleranza del giocatore di fronte alla natura intrinsecamente ripetitiva del loop ludico. Per i puristi del genere non rappresenterà un ostacolo, trattandosi del cuore pulsante dell’esperienza; per chi cercava una varietà d’azione più marcata, invece, il rischio di una certa stanchezza a lungo termine rimane concreto. E così, a conti fatti, torniamo alle conclusioni della nostra prima prova: la formula funziona, ma il suo successo dipenderà interamente dalle aspettative di chi siede ai comandi.
Dalla demo alla versione completa: cosa è cambiato?
La demo ci aveva lasciato una sensazione positiva e soprattutto molta curiosità. Il gameplay era rilassante, l’idea di fondo funzionava e i nostri dubbi principali riguardavano la varietà dei contenuti e la capacità del gioco completo di mantenere interessante la formula sul lungo periodo. Dopo aver provato la versione definitiva, possiamo dire che almeno una parte di quelle domande ha trovato risposta, perché la quantità di contenuti c’è tutta. La carriera è più strutturata di quanto lasciasse intuire la prima prova, il parco attrezzi è decisamente più fornito e le attività di contorno sono state ampliate. Il problema è che, insieme all’espansione dell’offerta, abbiamo riscontrato una serie di criticità tecniche che nella demo non avevano un peso così rilevante. La sensazione positiva iniziale ne esce inevitabilmente ridimensionata, non perché il concept di base abbia smesso di funzionare, ma perché la qualità della realizzazione non riesce sempre a sostenere le ambizioni del progetto.

Giudizio finale
Valutare Lawn Mowing Simulator 2 è un esercizio complesso perché il suo nucleo funziona ancora alla perfezione: tagliare l’erba, rimettere in sesto le proprietà e scalare la nuova e più ricca carriera regala una soddisfazione sorprendente.
Il problema risiede nella cornice tecnica, zavorrata da glitch, collisioni approssimative, un feedback del controller assente e una localizzazione italiana incompleta. Se le idee di Skyhook Games convincono, l’esecuzione mostra il fianco a troppe incertezze. Per i puristi del genere il titolo ha comunque il suo perché, ma per tutti gli altri il consiglio è di attendere patch correttive: il potenziale c’è, ma allo stato attuale non basta a compensare i grattacapi della prova.
- Meno indicato a: chi cerca una grande varietà di gameplay, un’esperienza tecnicamente impeccabile o un riscontro fisico e immersivo durante l’utilizzo delle attrezzature.
- Consigliato a: appassionati di simulatori, giocatori alla ricerca di un’esperienza rilassante e chi trova soddisfazione nel completamento meticoloso e ordinato degli incarichi.
Un passo avanti, ma con troppi problemi
✓ PRO
- Gameplay rilassante e soddisfacente
- Più attività rispetto al precedente capitolo
- Carriera più strutturata
- Buona varietà di attrezzature
- Sistema di progressione interessante
- Ambientazioni piacevoli
- Interazione con foglie e residui ben riuscita in alcune situazioni
- Presenza della lingua italiana
✗ CONTRO
- Diversi glitch e problemi tecnici
- Collisioni e compenetrazioni poco convincenti
- Feedback del controller quasi inesistente
- Vibrazione che non sembra funzionare correttamente
- Alcune parti della traduzione italiana sono incomplete
- Alcune interazioni non sono sufficientemente chiare
- La formula può diventare ripetitiva
About The Author
Lawn Mowing Simulator 2
Recensione di Lawn Mowing Simulator 2: un'esperienza rilassante ma con qualche problema
Brand di prodotto: Skyhook Games
Valuta del prodotto: EUR
Prezzo del prodotto: 24.99
Prezzo valido fino a: 2026-12-31
Prodotto in magazzino: InStock
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