Ink Inside: Un viaggio tra i fogli di un quaderno animato

Il panorama dei titoli indipendenti continua a stupire per la capacità di fondere stili artistici nostalgici a meccaniche di gioco moderne.

Ink Inside, sviluppato da Blackfield Entertainment e pubblicato da Entalto Publishing, è un esempio lampante di come l’estetica possa diventare parte integrante del gameplay.

Il titolo si presenta come un action RPG ambientato interamente all’interno di un taccuino, dove il protagonista, uno scarabocchio di nome Stick, deve combattere contro la minaccia del “Sog”, un’umidità corrosiva che rischia di cancellare ogni disegno.

Meccaniche ibride e la nuova sfida S+

Il sistema di combattimento mescola il dinamismo dei picchiaduro a scorrimento con le regole del dodgeball (ball combat). I giocatori devono lanciare “nuclei” carichi di energia e schivare proiettili a ritmo serrato. Sebbene il gioco offra numerose opzioni di accessibilità per un approccio casual, la vera novità è la modalità S+ (F@#k’n Hard).

Questa modalità, disponibile dal 27 marzo, è un tributo ai “ragequit games” degli anni ’90: trasforma l’intero gioco base in un lungo tutorial per prepararsi a una sfida punitiva e brutale. Completare la modalità S+ non è solo una prova di abilità, ma fornisce l’ultimo indizio per risolvere il segreto ARG (Alternate Reality Game) legato al gioco, permettendo ai fan più accaniti di accedere a contenuti nascosti nel mondo reale tramite siti protetti da password.

Ink Inside Recensione: Un viaggio tra i fogli di un Quaderno animato

Eccellenza artistica e cast d’eccezione

Il pedigree degli sviluppatori, che hanno lavorato a titoli come Steven Universe: Unleash the Light, brilla nel design “handmade” degli asset. Il comparto audio è altrettanto curato, con una colonna sonora orchestrata e un doppiaggio completo che vede la partecipazione di talenti come Brian David Gilbert.

La struttura dei livelli è ricca di oggetti bizzarri (come la “Cursing Fairy Princess” Traff) e segreti che premiano la curiosità. Inoltre, la presenza della cooperativa locale rende Ink Inside un titolo perfetto da giocare in compagnia, alternando momenti di puro caos a sessioni di strategia coordinate.

Conclusione

Pro

  • Stile Artistico Unico: L’estetica “fatto a mano” è eccezionale e coerente con l’ambientazione nel taccuino.
  • Combat System Originale: Il mix tra beat ‘em up e meccaniche da ball-combat (stile dodgeball) è fresco e divertente.
  • Cast e Doppiaggio: La presenza di doppiatori professionisti e una colonna sonora orchestrale elevano la qualità della produzione.
  • Contenuti Extra: La presenza di cutscenes in live action e una lore profonda aggiungono valore al pacchetto.

Contro

  • Caos Visivo: Nelle fasi più concitate, la natura “caotica” del gioco può rendere difficile leggere perfettamente ogni proiettile a schermo.
  • Nostalgia Selettiva: Lo stile cartoon anni ’90/2000 è splendido, ma potrebbe non far presa su chi cerca una grafica più moderna o fotorealistica.

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