GOTY 2025 ai The Game Awards: Clair Obscur Domina un’Edizione Storica

L’edizione 2025 dei The Game Awards è stata una di quelle che rimarranno impresse nella memoria collettiva, nel bene e nel male. Tenutasi l’11 dicembre al Peacock Theater di Los Angeles, la serata ha celebrato un anno videoludico eccezionale, segnato da progetti ambiziosi, ritorni attesi e una scena indie sempre più influente.
Questa volta, però, non si è trattato di un semplice gala di premiazione: è stato il trionfo di una visione, quella di un’industria che sembra finalmente pronta a riconoscere fino in fondo la potenza narrativa e artistica delle produzioni indipendenti.

A dominare la scena è stato Clair Obscur: Expedition 33, autentico fenomeno del 2025, che ha frantumato ogni record con nove premi, incluso l’ambitissimo Game of the Year. Un risultato impressionante, che richiama inevitabilmente alla mente annate “monumentali” come quelle di The Last of Us Part II o Baldur’s Gate 3, titoli capaci di catalizzare l’attenzione e di diventare subito punto di riferimento. Quest’anno, però, la vittoria di un team come Sandfall Interactive rappresenta un segnale ancora più forte: l’autorialità e la visione artistica contano più dei budget milionari, e il confine tra indie e tripla A non è più una linea netta ma uno spazio di contaminazione.

Come da tradizione, lo show ha alternato momenti di celebrazione ai trailer inediti e agli annunci che hanno acceso l’hype della community mondiale. Geoff Keighley ha puntato su un ritmo serrato, forse meno spettacolare in termini di “grandi numeri” rispetto ad alcune edizioni passate, ma con un’attenzione maggiore al contenuto delle opere, ai team dietro i giochi e alla loro identità. Il risultato è stata una serata che non si è limitata a consegnare statuette, ma ha provato a raccontare dove sta andando il medium.

Game of the Year 2025

Vincitore: Clair Obscur: Expedition 33

Clair Obscur: Expedition 33, sviluppato da Sandfall Interactive, si distingue per il suo mondo immersivo, l’estetica artistica e la narrazione profonda. Il titolo combina elementi di RPG e storytelling interattivo in un’esperienza unica, capace di catturare sia i giocatori abituati alle produzioni indipendenti sia gli appassionati di grandi blockbuster. Qui non c’è solo un “bel gioco”, ma un’opera che utilizza il linguaggio videoludico per parlare di perdita, cicli, memoria e scelte difficili, lasciando qualcosa anche dopo i titoli di coda.

In occasione della vittoria, gli sviluppatori hanno inoltre annunciato un nuovo trailer dedicato al DLC, pensato proprio come celebrazione del riconoscimento ottenuto, offrendo un primo sguardo ai contenuti in arrivo.

Per approfondire l’universo del gioco e i contenuti aggiuntivi puoi leggere l’articolo su Clair Obscur: Expedition 33 DLC.

Le altre nomination:

  • Death Stranding 2: On The Beach
  • Donkey Kong Bananza
  • Hades II
  • Hollow Knight: Silksong
  • Kingdom Come: Deliverance II

La line-up dei candidati racconta bene il livello del 2025: il ritorno di Kojima con Death Stranding 2, l’attesissimo Hades II, l’ormai leggendario Hollow Knight: Silksong. Nonostante questo, Clair Obscur è riuscito a imporsi, segno che non basta più “essere grandi nomi”: serve un’identità forte e riconoscibile.

Best Game Direction

Vincitore: Clair Obscur: Expedition 33

Il premio celebra la visione creativa complessiva di un titolo, e in questo senso Clair Obscur ha convinto quasi all’unanimità. Le scelte artistiche, il design delle meccaniche e il ritmo del racconto convergono in una direzione chiara e coerente, che eleva l’esperienza al di sopra del semplice “gioco di ruolo ben fatto”. È uno di quei casi in cui regia, estetica e gameplay vanno nella stessa direzione, senza compromessi evidenti.

Le altre nomination:

  • Death Stranding 2: On The Beach
  • Ghost of Yōtei
  • Hades II
  • Split Fiction

La presenza di Death Stranding 2 e Ghost of Yōtei in questa categoria sottolinea quanto il 2025 sia stato ricco di progetti autoriali, ma il predominio di Clair Obscur ribadisce il suo ruolo di “manifesto” estetico e narrativo dell’anno.

Best Narrative

Vincitore: Clair Obscur: Expedition 33

Riconoscimento alla migliore narrazione dell’anno: trama avvincente, personaggi ben caratterizzati e mondo credibile. Il titolo si conferma come esempio di eccellenza narrativa per l’industria, non solo per ciò che racconta ma per il modo in cui lo fa, integrando temi maturi con scelte ludiche che hanno un peso emotivo. È il tipo di storia che dimostra come il videogioco possa reggere il confronto con cinema e serie TV quando decide di prendersi sul serio.

Le altre nomination:

  • Death Stranding 2: On The Beach
  • Ghost of Yōtei
  • Kingdom Come: Deliverance II
  • Silent Hill f

Il fatto che Clair Obscur prevalga su nomi come Death Stranding 2 e Silent Hill f suggerisce chiaramente quanto la sua scrittura sia riuscita a colpire nel segno.

Best Art Direction

Vincitore: Clair Obscur: Expedition 33

La direzione artistica ha catturato il pubblico grazie a uno stile estetico unico e creativo, combinando elementi visivi originali con ambientazioni coinvolgenti. Qui l’arte non è un semplice abbellimento, ma un veicolo di tono e significato: la composizione delle scene, l’uso del colore, il rapporto tra luce e ombra raccontano tanto quanto i dialoghi.

Le altre nomination:

  • Death Stranding 2: On The Beach
  • Ghost of Yōtei
  • Hades II
  • Hollow Knight: Silksong

Vedere nella stessa cinquina Hades II e Hollow Knight: Silksong dice molto sul livello medio della categoria, e rende ancora più significativo il successo di Clair Obscur.

Best Score & Music

Vincitore: Lorien Testard (Clair Obscur: Expedition 33)

La colonna sonora accompagna perfettamente il mood del gioco, enfatizzando ogni momento narrativo e creando un’atmosfera memorabile. Le musiche di Lorien Testard non sono solo “di contorno”: diventano un filo conduttore emotivo che lega insieme personaggi, eventi e ambientazioni, contribuendo in modo decisivo all’identità dell’opera.

Le altre nomination:

  • Christopher Larkin (Hollow Knight: Silksong)
  • Darren Korb (Hades II)
  • Toma Otowa (Ghost of Yōtei)
  • Woodkid & Ludvig Forssell (Death Stranding 2: On The Beach)

Una categoria da brividi, dove ogni candidato avrebbe avuto argomenti per vincere. Il fatto che Clair Obscur riesca a emergere anche qui conferma quanto il suo impianto audiovisivo sia stato percepito come un tutt’uno.

Best Audio Design

Best Audio Design the Game Awards 2025: Battlefield 6

Vincitore: Battlefield 6

Il realismo sonoro e la potenza dell’audio rendono l’esperienza FPS intensa e coinvolgente, con effetti e mixaggio di livello superiore. In un genere dove il “feel” delle armi e la percezione dello spazio sono fondamentali, l’audio diventa un’arma vera e propria, e Battlefield 6 lo dimostra in ogni scontro.

Le altre nomination:

  • Clair Obscur: Expedition 33
  • Death Stranding 2: On The Beach
  • Ghost of Yōtei
  • Silent Hill f

Qui la vittoria di un grande FPS rispetto a titoli più narrativi è interessante: ricorda che l’eccellenza tecnica ha ancora un peso specifico importante ai TGA.

Best Performance

Vincitrice: Jennifer English (Clair Obscur: Expedition 33)

La performance vocale e di motion capture ha reso i personaggi più vividi e credibili, contribuendo in modo decisivo all’immersione narrativa. Jennifer English riesce a reggere il peso emotivo della storia senza mai scivolare nel melodrammatico, restando sempre umana e sfaccettata.

Le altre nomination:

  • Ben Starr (Clair Obscur)
  • Charlie Cox (Clair Obscur)
  • Erika Ishii (Ghost of Yōtei)
  • Konatsu Kato (Silent Hill f)
  • Troy Baker (Indiana Jones and the Great Circle)

Una categoria che sembra quasi un’estensione del trionfo di Clair Obscur, ma che conferma anche quanto il livello recitativo nei videogiochi moderni sia cresciuto negli ultimi anni.

Innovation in Accessibility

Vincitore: Doom: The Dark Ages

Il titolo si è distinto per opzioni di accessibilità avanzate, rendendo il gameplay fruibile da un pubblico più ampio. Non è banale vedere un FPS così frenetico impegnarsi su questo fronte, e il riconoscimento suggerisce una direzione chiara: l’accessibilità non è più un “extra” opzionale, ma una responsabilità.

Le altre nomination:

  • Assassin’s Creed Shadows
  • Atomfall
  • EA Sports FC 26
  • South of Midnight

Games for Impact

Vincitore: South of Midnight

Premio a un gioco che affronta temi sociali e culturali con sensibilità, generando riflessione e contenuti significativi. È la categoria che più esplicitamente dichiara il videogioco come mezzo espressivo e politico, e la vittoria di South of Midnight conferma che c’è spazio per titoli che vogliono dire qualcosa di preciso sul mondo.

Le altre nomination:

  • Consume Me
  • Despelote
  • Lost Records: Bloom & Rage
  • Wanderstop

Best Ongoing

Vincitore: No Man’s Sky

Il titolo continua a innovare con aggiornamenti costanti, mantenendo viva la community e introducendo nuovi contenuti. La sua è una storia di riscatto rarissima nel panorama AAA, e questo premio sembra sancire definitivamente il suo passaggio da “caso controverso” a modello di supporto e perseveranza.

Le altre nomination:

  • Final Fantasy 14
  • Fortnite
  • Helldivers 2
  • Marvel Rivals

Best Community Support

Vincitore: Baldur’s Gate 3

L’impegno verso la comunità e la risposta attiva alle richieste dei giocatori hanno fatto emergere il titolo come esempio di eccellenza nella gestione dei fan. Anche a distanza dal lancio, Baldur’s Gate 3 continua a essere un punto di riferimento per come si costruisce un dialogo con il proprio pubblico.

Le altre nomination:

  • Final Fantasy 14
  • Fortnite
  • Helldivers 2
  • No Man’s Sky

Best Independent Game

Vincitore: Clair Obscur: Expedition 33

Un riconoscimento che conferma l’impatto culturale e creativo del gioco, non solo tra i titoli principali ma anche tra le produzioni indie. Il fatto che lo stesso titolo domini sia nelle categorie “maggiori” che in quella indie evidenzia ancora una volta come le etichette stiano iniziando a stare strette.

Le altre nomination:

  • Absolum
  • Ball x Pit
  • Blue Prince
  • Hades II
  • Hollow Knight: Silksong

Best Debut Indie Game

Vincitore: Clair Obscur: Expedition 33

Il titolo ha dimostrato una maturità sorprendente per un esordio, dominando la categoria e confermando le sue qualità narrative e creative. Parlare di “debutto” per un’opera di questo livello fa quasi strano, ma rende bene l’idea di quanto il team sia arrivato preparato al suo esordio sul grande palcoscenico.

Le altre nomination:

  • Blue Prince
  • Despelote
  • Dispatch
  • Megabonk

Best Mobile Game

Vincitore: Umamusume: Pretty Derby

Un titolo mobile capace di combinare accessibilità, profondità e appeal per il pubblico portatile. Il messaggio è chiaro: il mobile non è più solo il regno delle esperienze mordi e fuggi, ma un ecosistema dove si possono creare mondi complessi e community fidelizzate.

Le altre nomination:

  • Destiny: Rising
  • Persona 5: The Phantom X
  • Sonic Rumble
  • Wuthering Waves

Best VR/AR Game

Vincitore: The Midnight Walk

Premio al miglior titolo VR/AR per immersione, interattività e design degli ambienti virtuali. Il gioco sfrutta appieno le potenzialità della realtà virtuale, offrendo un’esperienza coinvolgente e unica.

Le altre nomination:

  • Alien: Rogue Incursion
  • Arken Age
  • Ghost Town
  • Marvel’s Deadpool VR

Best Action Game

Vincitore: Hades II

Premio al miglior gioco d’azione, lodato per il combat system e il ritmo di gioco, evolvendo la formula del celebre predecessore. Hades II dimostra come sia possibile iterare su una base già eccellente senza limitarsi a “fare di più”, ma cercando un passo in avanti significativo.

Le altre nomination:

Best Action/Adventure Game

Vincitore: Hollow Knight: Silksong

Team Cherry conquista il premio grazie a level design raffinato, sfide avvincenti e un mondo dettagliato. Dopo anni di attesa, Silksong arriva in punta di piedi ma con la sicurezza di chi sa esattamente cosa vuole essere: un metroidvania esigente, denso e curato in ogni dettaglio.

Le altre nomination:

  • Death Stranding 2: On The Beach
  • Ghost of Yōtei
  • Indiana Jones and the Great Circle
  • Split Fiction

Best Roleplaying Game

Vincitore: Clair Obscur: Expedition 33

Riconoscimento al miglior RPG dell’anno, consolidando la supremazia del titolo nella narrativa e nel gameplay. Non si limita a proporre statistiche e build, ma utilizza il ruolo e le scelte del giocatore per rafforzare temi e relazioni all’interno del mondo di gioco.

Le altre nomination:

  • Avowed
  • Kingdom Come: Deliverance II
  • The Outer Worlds 2
  • Monster Hunter Wilds

Best Fighting Game

Vincitore: Fatal Fury: City of the Wolves

Premio al miglior picchiaduro, dove la tecnica e la profondità delle meccaniche sono state valorizzate. Il ritorno di una serie storica che riesce a parlare sia ai veterani che a chi si avvicina al genere adesso.

Le altre nomination:

Best Family Game

Vincitore: Donkey Kong Bananza

Un gioco accessibile e divertente per tutte le età, perfetto da condividere con amici e famiglia. È il tipo di titolo che ricorda quanto il videogioco possa ancora essere un’esperienza da divano, fatta di risate, sfide e complicità.

Le altre nomination:

  • LEGO Party!
  • LEGO Voyagers
  • Mario Kart World
  • Sonic Racing: CrossWorlds
  • Split Fiction

Best Sim/Strategy Game

Vincitore: Final Fantasy Tactics – The Ivalice Chronicles

Premio alla profondità strategica e alla capacità di rinnovare il genere. Il ritorno di Final Fantasy Tactics non era solo una questione di nostalgia, ma l’occasione per riportare in primo piano un modo di intendere la tattica che molti giocatori aspettavano da anni.

Le altre nomination:

  • The Alters
  • Jurassic World Evolution 3
  • Civilization VII
  • Tempest Rising
  • Two Point Museum

Annunci e anticipazioni più interessanti

Se da un lato i The Game Awards 2025 hanno celebrato il meglio dell’anno appena trascorso, dall’altro hanno ribadito il loro ruolo di vetrina privilegiata per ciò che giocheremo nei prossimi anni. Nel corso della serata si sono alternati world premiere, nuove IP, ritorni di saghe storiche e aggiornamenti sostanziosi per giochi già usciti, trasformando il palco in una sorta di “non‑E3 invernale” dove ogni trailer poteva potenzialmente rubare la scena.

Resident Evil: Requiem

Resident Evil: Requiem è stato uno dei momenti più attesi e discussi del blocco annunci, soprattutto per chi segue la saga Capcom fin dagli esordi. Il nuovo trailer ha mostrato il ritorno di personaggi storici, ambientazioni claustrofobiche e situazioni che richiamano l’horror più teso e sporco del franchise, bilanciando esplorazione, gestione delle risorse e momenti action ben dosati.
La conferma di una versione dedicata a Switch 2 rende il progetto ancora più intrigante: da un lato il fascino del survival horror classico, dall’altro la sfida di mantenere tensione, resa visiva e fluidità anche in contesto portatile. È il genere di annuncio che parla sia alla fanbase consolidata, sia a chi potrebbe usare Requiem come porta d’ingresso nell’universo di Resident Evil.

Lords of the Fallen II

Lords of the Fallen II è tornato a mostrarsi con un gameplay trailer più sostanzioso, che ha permesso finalmente di intuire la direzione precisa intrapresa dal team. I combattimenti appaiono più solidi e leggibili rispetto al passato, con colpi pesanti, gestione rigorosa di stamina e posizionamento, e un’attenzione particolare alle finestre di parry e counter.
Sul piano estetico, il gioco punta a ritagliarsi uno spazio riconoscibile nell’affollato panorama soulslike: atmosfere cupe, architetture gotiche, enormi cattedrali e un immaginario dark fantasy che non ha paura di sporcarsi le mani. È una seconda occasione importante per il franchise, e il messaggio sembra chiaro: questa volta l’obiettivo è presentarsi come alternativa credibile ai nomi più grossi del genere.

Highguard

Highguard è stata probabilmente la nuova IP più interessante tra quelle mostrate sul palco. Si tratta di uno shooter fantasy sviluppato dagli autori di Apex Legends e Titanfall, e già dal trailer si percepisce l’esperienza maturata nello spazio degli FPS ad alta mobilità. Il gunplay appare immediato e reattivo, ma incastonato in un mondo fatto di castelli sospesi, magia, tecnologia arcana e scenari verticali che invitano a muoversi, scattare, saltare e combinare abilità.
L’idea di fondere competenze da shooter competitivo con un worldbuilding fantasy strutturato fa pensare a un progetto pensato per durare, con il potenziale di costruire una community attorno a mappe, modalità e aggiornamenti costanti. Non è il “solito sparatutto con skin fantasy”, ma un universo che punta a un’identità forte fin da subito.

Diablo IV: Lord of Hatred

Diablo IV: Lord of Hatred ha riportato al centro dell’attenzione uno dei villain più iconici della serie, Mefisto. Il trailer ha mostrato nuove regioni corrotte, culti dediti al Signore dell’Odio, creature demoniache e un tono ancora più cupo rispetto al gioco base, come se l’espansione volesse andare a scavare nelle radici più disturbanti e sacrileghe dell’immaginario di Diablo.
Oltre all’impatto estetico, il focus è chiaramente rivolto alla community hardcore: nuovi contenuti endgame, sfide pensate per personaggi già avanzati, possibili sistemi aggiuntivi di progressione e personalizzazione. Lord of Hatred sembra voler segnare l’inizio di una “seconda fase” per Diablo IV, indirizzata a chi in Sanctuary ha già speso decine se non centinaia di ore.

Tomb Raider – il ritorno di Lara

Tra gli annunci che hanno fatto più rumore a livello mediatico c’è stato il ritorno di Tomb Raider, con un nuovo progetto che punta a rilanciare Lara Croft per la nuova generazione. Il trailer ha mostrato un mix tra l’impostazione più contemporanea della trilogia recente e richiami molto espliciti all’era classica: tomb raiding puro, enigmi ambientali, strutture antiche e un senso dell’avventura più “pulito” e centrato sull’esplorazione.
Nonostante i dettagli sulla struttura di gioco siano ancora limitati, il messaggio è chiaro: Lara è tornata per occupare di nuovo il suo spazio nel panorama delle action adventure, cercando di parlare sia a chi è cresciuto con i capitoli storici, sia a chi l’ha conosciuta solo negli ultimi anni.

Il nuovo progetto di Larian

Dopo il travolgente successo di Baldur’s Gate 3, l’apparizione di Larian ai TGA era carica di aspettative, e lo studio non si è limitato a una semplice passerella. Il nuovo progetto legato all’universo di Divinity è stato presentato come l’evoluzione naturale delle ambizioni del team: un RPG ancora più ampio, reattivo e costruito attorno alla libertà del giocatore.
Il trailer ha mostrato scenari fantasy molto vari, scelte morali visibilmente impattanti e momenti di cooperativa che suggeriscono un ritorno alla formula “gioca come vuoi, con chi vuoi”. È uno di quei reveal che non dicono tutto, ma bastano a mettere il titolo subito nelle liste dei più attesi.

Star Wars sul palco

Lo spazio dedicato a Star Wars ha dimostrato come il brand continui a essere una presenza fissa nei grandi eventi. Da una parte, un action RPG ambientato in un’epoca precedente alla saga cinematografica, con jedi, politica galattica e ambientazioni nuove che ampliano ulteriormente l’universo narrativo. Dall’altra, un titolo più adrenalinico incentrato sulle corse e sull’alta velocità tra pianeti iconici, rottami di Star Destroyer e circuiti sospesi nel vuoto.
Questa doppia anima – narrativa e arcade – racconta bene la strategia attuale: raggiungere pubblici diversi usando la stessa licenza, ma declinandola in generi e strutture di gioco molto differenti.

Conclusione

Quella dei The Game Awards 2025 è un’edizione destinata a restare come uno spartiacque, più che come una semplice fotografia dell’anno appena trascorso. Clair Obscur: Expedition 33 ha monopolizzato i riflettori e le discussioni, trasformandosi nel simbolo di un’industria che non ha più paura di affidare il proprio “volto” a progetti autoriali, nati fuori dai tradizionali colossi ma capaci di giocare allo stesso livello – se non più in alto – in termini di ambizione, visione e impatto.

Allo stesso tempo, il palco dei TGA ha mostrato quanto il futuro del medium sia già in movimento: tra il ritorno di saghe storiche come Resident Evil, Tomb Raider e Diablo, le nuove IP ad alto potenziale come Highguard e i progetti mastodontici sul fronte strategico e GDR, l’impressione è quella di un ecosistema in cui conviveranno sempre più anime diverse. AAA, indie, live service, esperienze single player dense e finite: tutto sembra avere spazio, purché sappia prendersi dei rischi e parlare con una voce riconoscibile.

Le polemiche sulla “pioggia di premi” a Clair Obscur, o su chi avrebbe meritato più spazio tra i candidati, sono in fondo il segno migliore di quanto i giocatori sentano questo medium come qualcosa di vivo, da discutere e mettere in discussione. Uscendo da questa edizione, resta la sensazione di trovarsi in una fase creativa in cui niente è davvero cristallizzato: le gerarchie possono cambiare, i generi possono mescolarsi, i team relativamente piccoli possono riscrivere le regole del gioco. Per chi ama i videogiochi, non è solo una lista di vincitori e trailer: è la conferma che, almeno per ora, il settore non ha alcuna intenzione di smettere di sorprendere.

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4 commenti su “GOTY 2025 ai The Game Awards: Clair Obscur Domina un’Edizione Storica”

  1. Io dico senza pensarci due volte che il Goty lo vincerà Expedition 33,un gioco veramente mastodontico che ha regalato tante emozioni ma soprattutto ha riportato in vita il mondo dei videogiochi con le loro meccaniche ed una formula che mi hanno colpito veramente ❤️

  2. Giusto adesso guardavo l’account di X di Geoff Keighley e faceva un sondaggio di come sia andata questa edizione dei Games Awards con un giudizio che va da A a D o meno. Ha vinto D o meno con quasi il 40% delle preferenze. Questo dimostra quanto questo show sia diventato un carrozzone di annunci senza un vero filo logico, troppo lungo e sempre meno centrato sui premi. E mi trovo concorde. Io personalmente trovo odiosi i premi, troppo soggettivi e in questo caso pieni zeppi di gente incompetente a giudicare un mondo che non è suo. Faccio ancora i complimenti a Expedition 33 ma questo NON può essere l’evento di punta per stabilire i migliori videogiochi del 2025. Anzi finisce ancora una volta per sminuire i veri protagonisti…i giochi e i loro sviluppatori. Non ci sarà mai un Kojima 2.0 se il denaro viene sempre prima di tutto. Ok…ho finito ?.

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