Salve volpacchiotti!
Mai nella mia vita avrei potuto pensare che sarei mai stata qui a parlarvi di un gioco di treni che fanno trick, grind e acrobazie folli.
Eppure eccoci qua.
Io sono una che ha sempre amato alla follia i giochi alla Subway Surfers o i classici endless runner come Temple Run, titoli frenetici in cui i riflessi rapidi la fanno da padrona e bisogna schivare ostacoli a ritmi impossibili. Ricordo ancora benissimo quando uscì Crash Bandicoot: On the Run!: mi ero fissata su quel genere con una passione smisurata, vivendo ogni singola corsa, condividendo traguardi e godendomi ogni momento insieme alla community.
Insomma, mi piace molto il genere.
Quindi, quando ho messo le mani su Denshattack!, action arcade game a base di folli acrobazie ferroviarie rilasciato il 15 luglio 2026 per mano dello sviluppatore Undercoders e degli editori Fireshine Games (di cui abbiamo recensito anche lo stupendo Duskfade, lavorando anche alla guida walkthrough) e Boltray Games…. Mi aspettavo più o meno la solita esperienza arcade immediata e spensierata…
E in parte è stato così1
Però, la profondità del gameplay, la stratificazione delle meccaniche, le strutture dei livelli e persino le boss fight mi hanno genuinamente fatto sgranare gli occhi e gridare dal divertimento. Durante una delle mie live su Twitch mi sono anche lasciata trasportare dall’entusiasmo, affermando senza filtri che per me questo è palesemente il gioco dell’anno. Insomma, staremo a vedere come si chiuderà la stagione, ma una cosa è certa: abbiamo terribilmente bisogno di più giochi così!
La follia dei treni acrobatici
Appena si avvia il gioco, Denshattack! mette subito le cose in chiaro attraverso una sequenza d’apertura che dipinge un Giappone distopico, una sorta di cupa prigione aziendale da cui la telecamera fugge verso le colline fiorite della campagna in rovina, dove chi rifiuta la bolla metropolitana si è ritagliato uno spazio di libertà. Questo contrasto netto racchiude l’anima stessa del titolo: in un panorama videoludico spesso piatto e grigio, quest’opera creata da un piccolo studio indipendente spagnolo con oltre quindici anni di storia alle spalle sa di progetto della vita, di un sogno che i fondatori inseguivano da tempo e che trasuda un’energia creativa ed entusiasta capace di spiazzare.
Eppure, l’impatto iniziale non è una passeggiata. La primissima fase di ambientamento non fa sconti e non prende per mano con la solita pappa pronta. I controlli, il flusso dei tracciati e l’idea stessa di guidare un convoglio fuori dai binari chiedono un attimo di tregua al cervello per farsi metabolizzare.
Poi, all’improvviso, il blocco svanisce.

La pista si spalanca davanti a voi e il titolo si trasforma in una giostra irrefrenabile. È un mix pazzesco e surreale che prende il celebre meme del multi-track drifting, lo frulla con la velocità dei vecchi fasti di Sonic The Hedgehog, ci spruzza sopra la libertà stilosa di Tony Hawk’s, legando il tutto a un senso del ritmo eccezionale. Vi ritrovate a scivolare giù per i binari a velocità assurde, saltando, facendo grind sui corrimani, manual millimetrici, drift sporchi e acrobazie aeree da capogiro.
E la cosa più assurda, mentre lo state vivendo pad alla mano, è che state guidando un treno.
Più si scava a fondo nella campagna e più il gameplay si stratifica con classe, introducendo chicche tecniche fenomenali come lo Yukaz — quel provvidenziale vento verde che vi spara dritti verso l’alto durante un trick per scovare scorciatoie impensabili — o la Yaya Rosudo, la barra che si riempie per dipingere nell’aria una linea arcobaleno con cui planare verso zone altrimenti off-limits. Certo, non tutto brilla allo stesso modo: il tanto decantato drifting multibinario alla fine si rivela un’idea simpatica sulla carta ma fin troppo marginale nei fatti. Poco male, perché l’amalgama generale scorre così liscia che la sensazione costante è quella di planare sui livelli senza attrito.

Design dei livelli, boss e contenuti extra
La genialità di Denshattack! sta nel modo in cui riesce a non annoiare mai, offrendo una varietà di situazioni che spazia dalle classiche corse contro il tempo alle distruzioni ambientali, fino a sezioni uniche come il pattinaggio sul ghiaccio o folli discese fuori dai binari. Tutto questo è reso accessibile da un sistema di checkpoint talmente clementi che, se sbagliate o vi schiantate, venite rimessi in pista a pochi centimetri di distanza: niente frustrazione inutile, solo il tempo e il punteggio a subire la penalità, lasciandovi liberi di ripartire a razzo. E poi ci sono loro, i boss di fine zona: enormi, stravagantissimi e profondamente legati alla cultura pop giapponese, veri e propri test delle abilità accumulate fin lì.
Ma l’offerta non finisce mica qui. Man mano che sfrecciate nei livelli, potete raccogliere bombolette spray e ingranaggi per sbloccare una sfilza di treni alternativi, ognuno dotato di abilità uniche che cambiano le carte in tavola. C’è chi vi perdona un paio di schianti senza intaccare il punteggio, chi vi mostra visivamente il punto esatto del drift perfetto o chi vi regala una zona di sicurezza totale sui binari sospesi, permettendovi di cucirvi il mezzo addosso in base al vostro stile di guida.
A completare il quadro ci pensano i collezionabili, e in particolare le fotografie scattate da Fernando — il primo amico che Emmy incontra lungo il cammino — per assemblare una rivista in-game. Una trovata deliziosa che, da una prospettiva ludica, vi permette di scoprire di più sulla vita dei protagonisti e sulla lore del mondo di gioco senza appesantire il ritmo forsennato dell’azione, lasciando che siano stile e sostanza a parlare per primi.

Grafica e Sound Design
L’estetica in cel-shaded sfoggia contrasti d’ombra perfetti, colori piatti d’impatto e linee marcate che urlano anime da ogni pixel, esaltata da effetti cinetici pazzeschi come speed line dinamiche, sbuffi di fumo in stile manga e onomatopee pop-up. Il vero capolavoro, però, sta nell’ottimizzazione: gestire enormi mappe aperte a velocità folli senza un singolo calo di frame è una sfida vinta alla grande, con il gioco che gira fluido a sessanta frame al secondo rocciosi su qualsiasi console (inclusa la nuovissima Nintendo Switch 2) e su PC con pieno supporto alle risoluzioni ultrawide. Ovviamente non mancano minuscoli nei tecnici, come rarissimi cali nei menu, sporadici episodi di clipping con i muri o l’impossibilità di posizionare manualmente le decalcomanie sui vagoni, ma sono dettagli che non scalfiscono minimamente la bontà del pacchetto.
Se il colpo d’occhio e il gameplay vi faranno innamorare di Denshattack!, a stendervi definitivamente penserà il comparto sonoro. Non sto esagerando: ci troviamo di fronte a un vero e proprio dream team di compositori storici del settore videoludico, un assembramento di talento talmente assurdo da spingere il gioco direttamente nella stratosfera.

Alla guida della nave c’è Tee Lopes, la mente geniale dietro la colonna sonora di Sonic Mania e Shredder’s Revenge. Ma non è solo: ad accompagnarlo c’è un cast di mostri sacri che farebbe girare la testa a chiunque. Troviamo 2 Mello ( direttamente dall’energia urbana di Bomb Rush Cyberfunk), la leggenda SEGA Richard Jacques, Shinji Hosoe (il maestro dietro le iconiche note di Ridge Racer Type 4), Shoji Meguro dalla saga di Persona, e persino la voce inconfondibile e dolcissima di Takenobu Mitsuyoshi, storico compositore e vocalist di casa SEGA. Ogni singola traccia è cucita addosso al livello che state affrontando, fondendosi in un tutt’uno con la velocità e la frenesia dell’azione.
Ma sarebbe riduttivo fermarsi solo alla musica, perché l’attenzione riposta negli effetti sonori è altrettanto maniacale. Giocando anche solo per un momento con la musica disattivata, vi accorgerete della cura incredibile dietro a ogni singolo sferragliamento: il rumore dei carrelli che mordono i binari, lo stridio metallico dei grind sulle rotaie, l’aria che fischia durante i salti e il feedback acustico millimetrico che sottolinea ogni trick. Un lavoro di sound design sopraffino che restituisce consistenza e vita a un treno che sfreccia fuori dai binari, trasformando ogni corsa in un’esperienza multisensoriale totale.

Il verdetto finale
Denshattack! è di gran lunga una delle sorprese più sbalorditive e felici di questo anno. Sotto la sua scorza coloratissima, fatta di treni acrobatici, battute ironiche e citazioni continue, pulsa un progetto solidissimo, rifinito con amore maniacale e tecnicamente da manuale su qualsiasi piattaforma decidiate di giocarlo.
Certo, preparatevi a cadere in quella bellissima e pericolosa trappola del tryhard: il gioco dà una dipendenza pazzesca, spingendovi a rigiocare lo stesso livello all’infinito solo per limare quei pochi secondi o spammare il record perfetto, senza mai perdere un grammo del suo divertimento genuino.
Se cercate un’opera fresca, originale e capace di stamparvi un sorriso gigantesco in faccia dall’inizio alla fine, beh… avete trovato il vostro convoglio.
Allacciate le cinture, impugnate il pad e salite a bordo: per me è promosso a (quasi) pieni voti, ed è il mio personale gioco dell’anno…
Consigliatissimo!
✓ PRO
- Un sistema di movimento e trick fluido e adrenalinico che non annoia mai.
- Le folli e originalissime boss fight di fine zona, veri banchi di prova per i riflessi.
- Una colonna sonora stellare firmata da vere leggende dell’industria.
- Ottimizzazione tecnica super stabile.
✗ CONTRO
- La fase di apprendimento iniziale è piuttosto ripida e ostica.
- Qualche meccanica secondaria risulta marginale.
- Personalizzazione limitata dei vagoni.
About The Author
Denshattack!
Leggi la recensione di Denshattack! su Passione Videogiochi: scopri tutto sui folli treni di questo titolo unico. Vale la pena giocarci? Scoprilo ora!
Brand di prodotto: Undercoders
Valuta del prodotto: EUR
Prezzo del prodotto: 19.99
Prodotto in magazzino: InStock
4.8




