Serpent’s Gaze: Il soulslike cooperativo che vi farà unire le forze (e invocare i santi)

Cari appassionati di sfide impossibili e pad fracassati, la vostra Narumi è tornata più carica che mai!

Questa volta non sono sola, perché per testare a fondo la nuova, brutale creatura dei ragazzi di Feeble Minds, ho deciso di trascinare all’inferno con me due compagni di sventure d’eccezione: Sakura e ironFrank. Sì, perché Serpent’s Gaze – fresco fresco di debutto in Accesso Anticipato su Steam – mette subito le cose in chiaro: qui non si scherza, si muore male ad ogni passo. Se affrontato in solitaria può apparire come il classico pellegrinaggio punitivo e un po’ compassato, è non appena si accende la scintilla della cooperativa fino a 4 giocatori che il gioco cambia completamente volto.

Ci siamo lanciati in questa spedizione tra le sabbie dei Majin e le cattedrali degli Attar’Esh, scoprendo un gameplay che fonde la pesantezza tattica del combat system soulslike con l’imprevedibilità folle di un roguelike, grazie a un mix letale di benedizioni divine e maledizioni improvvise.

Il risultato? Un caos generatosi sullo schermo che ha messo a durissima prova la nostra coordinazione, trasformando ogni run in un’altalena tra piani strategici finiti malissimo e miracolosi salvataggi all’ultimo secondo per pura sopravvivenza. Mettetevi comodi, quindi: ecco la nostra analisi dettagliata di un titolo che promette di diventare il nuovo punto di ritrovo per chi ama soffrire… rigorosamente in compagnia!

Un deserto di sangue e sabbia: Lore e Atmosfera Dark Fantasy

Dal punto di vista dell’ambientazione, Serpent’s Gaze si allontana furbescamente dai cliché dei castelli gotici e delle paludi medievali per proiettarci in un immaginario dark fantasy arido, decadente e intriso di misticismo. Vestiamo i panni di uno Scion, una creatura strappata alla morte e riportata in vita da Magnolia, un dio albero ormai morente. La nostra missione? Una sorta di pellegrinaggio sacrale e violentissimo con un unico, brutale obiettivo: sterminare gli dei rivali e gli usurpatori che tengono sotto scacco queste terre. Perché in questo mondo non c’è spazio per la diplomazia: l’unico modo per far fiorire di nuovo il deserto è spargere sangue.

Il colpo d’occhio è notevole e l’identità visiva è uno dei punti che ci ha colpito di più durante le nostre sessioni. Il mondo di gioco è diviso tra le rovine desertiche dei Majin, un popolo nomade e spietato, e le maestose cattedrali di pietra dei fieri Attar’Esh. Non aspettatevi una narrazione cinematografica classica o logorroica; la storia qui va ricostruita pezzo dopo pezzo attraverso il design degli ambienti, i pattern dei boss e i frammenti di lore nascosti. Il feeling generale è magnificamente cupo e rituale: ogni passo tra le dune dà la costante e opprimente sensazione di essere pedine in un gioco di divinità crudeli.

https://www.youtube.com/watch?v=lvPqZQJ6XY4

Il Combat System: Peso, Tattica e Maledizioni Divine

Se pensate di potervela cavare premendo tasti a caso e correndo all’impazzata, siete decisamente fuori strada. Il cuore pulsante di Serpent’s Gaze è un combattimento estremamente lento, pesante e ragionato, dove la definizione di soulslike non è un semplice specchietto per le allodole. Ogni fendente ha un’inerzia pazzesca, ogni schivata consuma risorse preziose e un singolo errore di posizionamento può tradursi in un biglietto di sola andata per la schermata di game over.

Serpent’s Gaze: Il soulslike cooperativo che vi farà unire le forze (e invocare i santi)

A rendere ogni spedizione un terno al lotto ci pensa la fortissima componente roguelike.

Avanzando tra i livelli si ottengono le Benedizioni, ovvero doni e reliquie del nostro patrono capaci di stravolgere la build e creare sinergie devastanti. Il vero colpo di genio (o di sadismo) degli sviluppatori è però il Curse System: le divinità rivali non staranno a guardare e vi lanceranno contro maledizioni casuali a ogni run, introducendo trappole ambientali bastarde o miniboss letali pronti a darvi la caccia nelle stanze.

E se pensate di averci preso la mano, l’Awareness System farà in modo che a ogni run completata con successo il gioco alzi l’asticella della difficoltà, rendendo l’esperienza progressivamente più punitiva. Insomma, una vera e propri sfida di adattamento continuo.

Serpent’s Gaze: Il soulslike cooperativo che vi farà unire le forze (e invocare i santi)

Il Caos della Cooperativa: Quando l’unione fa la forza (e il delirio)

Arriviamo al vero piatto forte dell’esperienza, ovvero quel multiplayer a quattro che ha trasformato le nostre serate in un misto di urla e risate isteriche.

Inutile girarci intorno: Serpent’s Gaze è stato pensato, calibrato e rifinito per essere giocato in compagnia. Se da soli il titolo si trasforma in un cammino fin troppo compassato e a tratti frustrante, è quando si riempie la lobby che il gioco rivela la sua vera natura.

In gruppo il ritmo si impenna e il gameplay diventa un flusso continuo e caotico. Non aspettatevi le classiche dinamiche ordinate da MMO dove ognuno copre il proprio ruolo in totale tranquillità: qui i boss mettono una pressione tale sull’intero team che i ruoli si mescolano nel giro di tre secondi.

Serpent’s Gaze: Il soulslike cooperativo che vi farà unire le forze (e invocare i santi)

La coordinazione è fondamentale: se un giocatore si isola o sbaglia il tempismo di un approccio, l’intera squadra subisce le conseguenze.

Il rovescio della medaglia? Nei momenti più concitati, la quantità di effetti visivi, nemici e colpi a schermo diventa così imponente da rendere difficile capire cosa stia succedendo. Inoltre, la chat vocale è praticamente obbligatoria: senza una comunicazione istantanea per coordinare i salvataggi e l’uso delle benedizioni, la spedizione è destinata a fallire miseramente nel giro di poche stanze.

Serpent’s Gaze: Il soulslike cooperativo che vi farà unire le forze (e invocare i santi)

Un Accesso Anticipato che promette bene (ma occhio ai requisiti!)

Bisogna sempre tenere a mente che Serpent’s Gaze si trova attualmente in una fase di Accesso Anticipato. I ragazzi di Feeble Minds hanno stimato che il gioco rimarrà nel “cantiere dello sviluppo” per circa 1 o 2 anni, un tempo necessario per introdurre una terza fazione, nuovi boss, armi e quel pizzico di rifinitura generale che non guasta mai. Detto questo, non ci siamo trovati davanti a una demo striminzita: la build attuale offre già due fazioni complete, otto livelli confezionati a mano e circa un centinaio di potenziamenti. Insomma, la carne al fuoco per perdersi per ore insieme agli amici c’è tutta.

Serpent’s Gaze: Il soulslike cooperativo che vi farà unire le forze (e invocare i santi)

Dal punto di vista tecnico, il gioco richiede una macchina discretamente aggiornata per reggere il colpo senza cali di frame distruttivi nelle situazioni più caotiche. Parliamo di requisiti che partono da una GTX 1060 per i dettagli minimi, ma che consigliano caldamente una RTX 3060 e almeno 12 GB di RAM per godersi il deserto in tutto il suo splendore dark fantasy su Windows 11. Il peso su hard disk è invece piuma: appena 15 GB richiesti.

Nota dolente per noi italiani: l’interfaccia e i testi al momento non supportano la nostra lingua. Il gioco è fruibile principalmente in inglese, francese, tedesco e spagnolo. Nulla di proibitivo per un action, ma è un dettaglio che va tenuto in conto prima del tuffo.

Serpent’s Gaze: Il soulslike cooperativo che vi farà unire le forze (e invocare i santi)

Verdetto Finale

PRO

  • Cooperativa pazzesca: In gruppo fino a 4 giocatori il gioco dà il meglio di sé, creando un’esperienza multiplayer hardcore che mancava nel panorama dei soulslike.
  • Rigiocabilità alle stelle: Il mix tra il Curse System (le maledizioni casuali) e le benedizioni roguelike rende ogni spedizione unica e imprevedibile.
  • Atmosfera e identità visiva: L’immaginario dark fantasy desertico, diviso tra le rovine dei Majin e le cattedrali degli Attar’Esh, è affascinante e azzeccato.
  • Sfida appagante: Il combattimento pesante e l’Awareness System premiano lo studio dei pattern e la coordinazione tattica, regalando grandi soddisfazioni a ogni boss abbattuto.

CONTRO

  • Troppo caotico nei momenti intensi: In certi frangenti gli effetti visivi a schermo rendono la lettura dell’azione davvero difficile.
  • Meno stimolante in solitaria: Giocato da soli perde gran parte del suo fascino e della sua spinta dinamica, risultando a tratti troppo lento e punitivo.
  • Niente italiano: La mancanza della localizzazione nella nostra lingua (anche solo per l’interfaccia e i testi) potrebbe scoraggiare qualcuno.

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