Wilderings: The Lost Spring, la rinascita ecologista in formato roguelite | Primi Pareri sulla Demo

Presentato ufficialmente come selezione del London Games Festival 2026, Wilderings: The Lost Spring porta con sé una firma d’eccellenza che attira subito l’attenzione.

Dietro al progetto troviamo infatti Herobeat Studios, il team indipendente di Barcellona già vincitore del premio BAFTA per il toccante Endling: Extinction is Forever (che abbiamo giocato e sviscerato tempo fa, vi ricordate?). Se con la loro opera precedente gli sviluppatori avevano dimostrato una sensibilità straordinaria verso le tematiche ambientali, con questo nuovo titolo scelgono di affrontare il messaggio ecologista con un cambio di ritmo netto, puntando su un genere decisamente più dinamico e stratificato.

Ho avuto l’opportunità di provare in anteprima il playtest del gioco su PC per un paio d’ore. Queste mie prime impressioni si basano quindi su una porzione iniziale del pacchetto, utile però a comprendere fin da subito la direzione intrapresa dal team. Se dovessi riassumere l’esperienza:

Wilderings: The Lost Spring si preannuncia come un roguelite d’azione ecologista che fonde un sistema di movimento dinamico e verticale con il collezionismo e la crescita di creature mistiche.

Il titolo è attualmente previsto per il debutto in Accesso Anticipato e potete già dare un’occhiata alla pagina ufficiale e aggiungerlo alla vostra lista dei desideri tramite questo link.

Wilderings: The Lost Spring, la rinascita ecologista in formato roguelite | Primi Pareri sulla Demo

Il Gameplay: Come si Gioca?

Pad alla mano, il nucleo dell’esperienza di Wilderings: The Lost Spring si svela come un ingranaggio ben oliato che poggia su fondamenta roguelite solide, ma arricchite da una forte personalità.

Il ritmo di gioco si divide in due momenti ben distinti che si alimentano a vicenda:

Tutto inizia e finisce a bordo della nave volante di Ada, un suggestivo quartier generale sospeso nel cielo che funge da hub. Qui ci si prende il proprio tempo per pianificare la strategia, gestire le risorse e scegliere il compagno di partenza.

Una volta pronti, ci si lancia letteralmente verso la terraferma, il “Mainland”, un open world ferito da una piaga misteriosa. In questa fase l’obiettivo si fa d’azione: bisogna esplorare i biomi corrotti, affrontare minacce e riattivare le Sorgenti, superando sfide di combattimento che purificano e guariscono la natura circostante.

Come ogni roguelite che si rispetti, la morte non è la fine, ma un ritorno alla base: cadere in battaglia (e lo farete spesso, credetemi!) significa perdere i progressi della singola run, ma permette di investire le risorse accumulate in potenziamenti permanenti e nuove abilità, rendendo il protagonista Abi progressivamente più forte per la discesa successiva. Ciò che rende i combattimenti particolarmente stimolanti in questi primi minuti di prova è il profondo sistema di sinergia su cui si basano. Abi non combatte da sola: ai suoi attacchi corpo a corpo e a distanza, si affiancano i Hântu, le mistiche creature native del pianeta.

Wilderings: The Lost Spring, la rinascita ecologista in formato roguelite | Primi Pareri sulla Demo

Non parliamo di semplici pet che attaccano automaticamente sullo sfondo, ma di veri e propri alleati tattici dotati di abilità uniche, capaci di assorbire i malus di stato o di scatenare potenti contrattacchi (e che possiamo potenziare man mano). Imparare a incastrare i colpi del protagonista con i poteri del proprio Hântu dà vita a combo stratificate. Questa flessibilità è fondamentale, soprattutto quando ci si ritrova ad affrontare nemici aggressivi o i temibili Boss in scontri multifase in cui l’adattamento e il tempismo fanno la differenza tra la sopravvivenza e il ritorno forzato sulla nave.

A sorprendermi positivamente è stata però la forte spinta verso la verticalità, un elemento che stacca nettamente Wilderings dai classici esponenti del genere. L’esplorazione non è una semplice transizione piatta tra un combattimento e l’altro, ma prende in prestito una mobilità tipica dei migliori Metroidvania. Muoversi nel mondo di gioco è estremamente divertente grazie a un toolkit di movimento reattivo e dinamico: nel giro di pochi istanti ci si ritrova a planare con il deltaplano per coprire grandi distanze, a lanciare il rampino per raggiungere sporgenze sopraelevate e a correre lungo le pareti per aggirare gli ostacoli naturali.

Questa libertà acrobatica non solo premia la curiosità del giocatore che vuole scovare ogni segreto, ma conferisce all’esplorazione dell’open world un feeling fresco e costantemente stimolante.

La Base Fluttuante: I Sistemi di Progressione

Provata la demo di Wilderings: The Lost Spring, il nuovo roguelite ecologista di Herobeat Studios. Ecco i nostri primi pareri su gameplay, Hântu e design!

Dopo l’adrenalina dei combattimenti sulla terraferma, il ritorno alla nave volante offre un cambio di ritmo tanto netto quanto godibile, trasformando l’hub di gioco in un vero e proprio gestionale in miniatura dove prende vita la progressione a lungo termine. Il fulcro di questa transizione è la serra di bordo, un elemento che ho trovato particolarmente indovinato e coerente con il messaggio ecologista degli sviluppatori.

In quest’area si impara a sfruttare concretamente il bottino raccolto durante le esplorazioni: i semi rari e il nettare recuperati nei biomi purificati sono risorse biologiche da coltivare.

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Piantando e curando queste specie vegetali si sbloccano bonus permanenti per Abi e, soprattutto, si ottiene il nutrimento necessario per far livellare ed evolvere i Hântu, modificando e potenziando il loro stile di supporto in vista delle run successive. Questa dinamica trasforma la percezione stessa della nave volante, che diventa un giardino botanico sospeso nel cielo che cresce e fiorisce insieme al giocatore.

La possibilità di personalizzare e decorare gli spazi della skyship accentua questo senso di appartenenza e di cura: in un mondo sottostante devastato dalla corruzione, la propria base si impone come un faro di speranza e di vita. È un sistema di progressione circolare e gratificante: si scende nel caos per salvare la natura e si torna nel cielo per coltivarla, raccogliendo i frutti del proprio successo sotto forma di potenza e nuove opzioni strategiche per i viaggi futuri.

Wilderings: The Lost Spring, la rinascita ecologista in formato roguelite | Primi Pareri sulla Demo

Impollinare il mondo: il look di Abi è un indizio?

Mentre giocavo ed esploravo la demo, c’è un dettaglio estetico che ha catturato la mia attenzione e su cui ho continuato a riflettere.

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Non so se sia una mia impressione o se gli sviluppatori abbiano effettivamente voluto inserire questo messaggio, ma l’aspetto della protagonista, Abi, mi ha ricordato fin da subito, in modo quasi inequivocabile, una piccola ape. Il cappuccio soffice e bombato che indossa in testa sembra richiamare la peluria tipica dei bombi, e se ci si fa caso, i dettagli dorati e i motivi geometrici sui paraorecchie ricordano tantissimo la struttura di un nido d’ape.

Anche i colori caldi del suo outfit e quel colletto scuro sembrano gridare “insetto impollinatore”.

Se questa mia impressione fosse confermata, sarebbe un tocco di character design semplicemente geniale per un gioco del genere. Le api, nel nostro mondo, sono le custodi fondamentali della biodiversità; il fatto che Abi somigli a una di loro si sposerebbe alla perfezione con il tema del gioco. Invece di essere il classico guerriero che arriva a “ripulire” la mappa con la forza, Abi si muove nel mondo come una piccola ape fantasy: viaggia di bioma in bioma, raccoglie semi e nettare, e riporta letteralmente la vita e la fioritura dove prima c’era solo corruzione.

Che sia una scelta voluta o meno, trovo che questa chiave di lettura visiva dia una marcia in più all’atmosfera ecologista del gioco, rendendo la protagonista ancora più iconica e azzeccata.

Wilderings: The Lost Spring, la rinascita ecologista in formato roguelite | Primi Pareri sulla Demo

Considerazioni Tecniche

Analizzando l’esperienza da un punto di vista più strettamente tecnico, questa prima prova ravvicinata ha lasciato sensazioni complessivamente positive, soprattutto considerando che il titolo si sta preparando al debutto in Accesso Anticipato.

Sul fronte del combat feel, la sensazione generale è quella di un sistema solido ma che si trova ancora in una fase di affinamento. Il feedback visivo e sonoro dei colpi ravvicinati di Abi restituisce una buona pesantezza, anche se l’interazione e il tempismo delle abilità dei Hântu mostrano a volte piccoli margini di ottimizzazione, specialmente nelle situazioni più caotiche in cui a schermo si accumulano molti effetti particellari. La stabilità del codice della demo si è comportata bene, senza mostrare incertezze o cali di frame rate drammatici sul PC di prova, un ottimo biglietto da visita che fa ben sperare per l’ottimizzazione futura.

Considerando che l’obiettivo dichiarato del team per i mesi di Early Access sarà proprio quello di rifinire il bilanciamento dei boss, la pulizia della UI e la fluidità delle combo, le fondamenta tecniche mostrate in questo playtest appaiono già forti, stabili e pronte ad accogliere i feedback della community.

Wilderings: The Lost Spring, la rinascita ecologista in formato roguelite | Primi Pareri sulla Demo

Conclusioni e Verdetto

Wilderings: The Lost Spring ci ha lasciato la chiara sensazione di trovarci davanti a un progetto ambizioso e guidato da un’idea precisa. Herobeat Studios sembra essere riuscita a traslare la forte sensibilità ecologista che avevamo apprezzato in Endling all’interno di una struttura di gioco radicalmente diversa, dimostrando coraggio e un’ottima flessibilità nello sviluppo.

Tra i punti di forza assoluti di questa produzione spicca senza dubbio l’eccezionale sistema di movimento: la fluidità con cui ci si sposta tra deltaplano, rampino e corse sui muri regala una libertà d’azione esaltante, che rende l’esplorazione memorabile. A questo si aggiunge un design delle creature (i Hântu) non solo affascinante dal punto di vista visivo, ma perfettamente integrato sia nel sistema di combattimento che in quello di progressione, sorretto da un messaggio di cura verso la natura che si respira in ogni animazione e meccanica.

I maggiori dubbi o margini di miglioramento risiedono invece nella natura stessa del genere d’appartenenza. Trattandosi di un roguelite con elementi open world, la sfida degli sviluppatori durante il prossimo Accesso Anticipato sarà quella di garantire un bilanciamento della difficoltà costante e a lungo termine, evitando che le sinergie tra i compagni diventino troppo presto soverchianti o ripetitive. Sarà inoltre fondamentale valutare la varietà dei biomi futuri e dei rispettivi boss per capire se il gioco saprà mantenere alta la curiosità nel corso delle ore.

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