Il panorama dei survival horror cooperativi ci ha abituato a tutto: alieni, zombie, entità paranormali e serial killer.
Tuttavia, nessuno aveva ancora osato esplorare il terrore più primordiale e umano di tutti: trovare un bagno funzionante prima che sia troppo tardi. We Gotta Go, sviluppato da FuzzyBot e pubblicato da Mad Mushroom, prende questa premessa demenziale e la trasforma in una delle esperienze multiplayer più caotiche e divertenti del 2026.
Una corsa contro il tempo (e contro il proprio corpo)
Uscito il 14 aprile 2026, We Gotta Go proietta un gruppo di amici in una villa infestata generata proceduralmente. L’obiettivo è semplice: sopravvivere ai fantasmi e trovare la toilette. Ma c’è un problema: la villa è un labirinto di enigmi, porte chiuse e corridoi mutanti.
La vera star del gioco è il Sistema di Gestione Intestinale.

Non è solo una gag visiva, ma una meccanica di sopravvivenza stratificata. La barra della “salute” è strettamente legata al colon del personaggio e viene influenzata da:
- Paura e Stress: Incontrare un fantasma non vi farà solo saltare sulla sedia, ma accelererà drammaticamente l’urgenza biologica.
- Alimentazione: Mangiare cibi trovati nella villa (come i famigerati burritos andati a male) può dare bonus temporanei ma comporta rischi gastrointestinali elevati.
- Rilascio della pressione: Esiste una meccanica dedicata alle flatulenze per guadagnare secondi preziosi, a rischio però di attirare i nemici.

Gameplay: Caos, TP Mummies e… Cacca
Il loop di gioco richiede coordinazione reale. Non basta correre: bisogna risolvere enigmi ambientali mentre si respingono nemici a tema scatologico, come le TP Mummies (mummie di carta igienica) e i Turd Mobs.
Il combattimento è volutamente improvvisato e “fisico”. Si possono lanciare mobili, accendere lanterne per farsi strada nel buio o usare armi strambe recuperate sul posto. Il design incoraggia il sabotaggio bonario: lanciare una sedia contro un amico che ha già raggiunto il limite di pressione intestinale è una strategia (crudele) tanto valida quanto collaborare per aprire una porta.
Il tocco di genio: Anche la morte non interrompe il divertimento. Quando un giocatore soccombe, si trasforma in una massa di cacca giocabile che può continuare a muoversi, saccheggiare cosmetici dai cadaveri nella villa e infine rinascere con un nuovo look.

Comparto Tecnico e Rigiocabilità
La generazione procedurale assicura che nessuna partita sia identica alla precedente. Le tre ambientazioni disponibili al lancio — magioni, cripte e scenari parodici — offrono una buona varietà visiva, supportata da uno stile grafico che abbraccia lo slapstick e il grottesco senza mai scadere nel cattivo gusto fine a se stesso.
Il gioco supporta pienamente l’interfaccia in italiano e offre una modalità cooperativa online solida, fondamentale per un titolo che punta tutto sulla reazione immediata (e sulle risate) tra amici.

Conclusione
Nonostante la premessa possa sembrare una semplice battuta da “Steam Next Fest”, FuzzyBot ha confezionato un horror cooperativo teso, rigiocabile e genuinamente esilarante.
Se cercate un titolo per le vostre serate in compagnia che non si prenda troppo sul serio, ma che sappia comunque mettervi sotto pressione (in tutti i sensi), We Gotta Go è una fermata obbligatoria.
Pro:
- Meccanica della gestione intestinale originale e funzionale.
- Coop caotica e divertente con alto potenziale di “tradimento”.
- Ottima rigiocabilità grazie alla generazione procedurale.
- Sistema di respawn creativo che mantiene tutti in gioco.
Contro:
- L’umorismo scatologico potrebbe non essere per tutti.
- Il combattimento può risultare fin troppo caotico in alcune situazioni.
VOTO: 7/10 – We Gotta Go è la dimostrazione che un’idea assurda, se supportata da meccaniche solide, può dare vita a un piccolo gioiello indie.