Con la demo di I Want to Cook Like Mom, l’attivissimo Sohun Studio chiude idealmente un cerchio tematico meraviglioso dedicato alle piccole storie interattive.
Se con In The Rural Village of Nagoro avevamo esplorato il silenzio della solitudine e con I Want You To Notice Me: His Story la dolcezza delle relazioni quotidiane, questo nuovo progetto sposta l’obiettivo sul legame familiare più puro: quello tra una madre e sua figlia, unito dalla passione per il cibo.
Ecco il mio gameplay:
Mano nella mano con la mamma: la crescita, i pasticci e il ritmo di una cucina sentimentale.
A differenza della linearità quasi contemplativa dei precedenti lavori dello studio, questa demo si presenta con una struttura ludica decisamente più solida, definita e divertente, articolata attraverso una progressione a livelli basata sulla memoria.
La dinamica iniziale è deliziosa: siamo palesemente facilitati.
La mamma vuole aiutare la sua bambina a muovere i primi passi tra i fornelli, assistendola passo dopo passo; il gameplay ci prende per mano e ci guida in modo dolce e rassicurante. Ma la vera genialità della progressione sta nel cambio di ritmo: non appena la piccola decide di “ribellarsi” per fare di testa sua e dimostrare di essere grande, la difficoltà comincia a salire piano piano, richiedendo molta più attenzione per conquistare le fatidiche tre stelle e l’elogio materno.
Picchi di difficoltà e adorabili disastri
L’aspetto più riuscito e simpatico dell’esperienza sono i picchi di difficoltà improvvisi. Proprio perché la bambina è ancora inesperta e pasticciona, il gioco ci prende alla sprovvista con sequenze repentine che rispecchiano la sua goffaggine.
Quando si sbaglia il tempismo o la sequenza degli ingredienti, la piccola combina dei veri e propri disastri culinari a schermo.
Tuttavia, il fallimento non è mai punitivo o frustrante: l’intera esperienza mantiene un tono incredibilmente creativo e affettuoso, dove la figura materna interviene sempre per rimediare e accompagnare la figlia lungo un percorso di crescita colorato e scalda-cuore.

Il comparto artistico:
La demo mette in evidenza una cura straordinaria per l’estetica visiva e sonora, elementi che elevano l’esperienza ben oltre il classico casual game.
Lo stile grafico si affida a un tratto 2D delicatissimo, interamente disegnato a mano. La palette predilige toni pastello caldi che rievocano vagamente anche la poesia estetica di lungometraggi animati come I miei vicini Yamada o la poetica minimalista del cinema d’animazione d’autore più intimista. È un design che fa della sottrazione il suo punto di forza: i tratti sono semplici, quasi bozzetti di un diario d’infanzia (o ricordi sbiaditi), ma proprio in questa essenzialità catturano lo spettatore, rendendo le espressioni della bambina e della madre incredibilmente vive, tenere e comunicative durante ogni pasticcio culinario.
La colonna sonora gioca infine un ruolo fondamentale nel dettare i tempi della memoria. Si tratta di melodie dolci, rilassanti e squisitamente materne. Le note accompagnano il giocatore senza mai risultare invadenti, amplificando quella sensazione agrodolce e nostalgica che è ormai il marchio di fabbrica dello studio.

Verdetto
Voto: 8/10 – La demo di I Want to Cook Like Mom convince sotto tutti i fronti, mostrando uno studio di sviluppo maturo, capace di creare un gameplay più strutturato e frizzante senza perdere un briciolo della sua iconica sensibilità emotiva. È un piccolo, riuscitissimo esperimento che unisce la concentrazione dei memory-game alla tenerezza dei ricordi d’infanzia. Un titolo da mettere assolutamente nella lista dei desideri di Steam, in attesa del gioco completo.


