Nel panorama videoludico contemporaneo, sommerso da produzioni mastodontiche e da un ritmo di uscite sempre più frenetico, capita spesso di avvertire il bisogno di esperienze più intime e fruibili. Con l’arrivo dell’estate e la voglia di accompagnare le brevi sessioni serali di gameplay con qualcosa di fresco — un po’ come fare un cruciverba o un rompicapo sotto l’ombrellone — la nostra attenzione è caduta su Is This Seat Taken?.
Sviluppato e pubblicato da Poti Poti Studio su console PlayStation (mentre la pubblicazione su altre piattaforme vede la firma di Wholesome Games Presents), il titolo ha debuttato originariamente su PC (Steam), Nintendo Switch e dispositivi mobile (iOS e Android) il 7 Agosto 2025. L’approdo su PlayStation 5, avvenuto esattamente un anno dopo il 6 Agosto 2026, non rappresenta quindi una novità assoluta ma la naturale estensione di un titolo accessibile su più piattaforme.
Trattandosi di un rompicapo di logica dalla veste grafica essenziale e privo di velleità tecniche che ne giustifichino la preferenza su una specifica console, la scelta di acquistarlo al lancio su PS5 è derivata puramente dall’attrattiva dell’offerta promozionale (scontato del 30% a 6,99€ rispetto ai 9,99€ di listino) e dal desiderio di godersi un passatempo rilassante. Dopotutto, nella valutazione di un videogioco la trasparenza e la consapevolezza del consumatore giocano un ruolo fondamentale ed Is This Seat Taken? mantiene esattamente ciò che promette.
Autobus o Cinema: questione di Bon Ton
La premessa narrativa di Is This Seat Taken? è tanto bizzarra quanto delicata. In un universo popolato da forme geometriche antropomorfe (cerchi, triangoli, quadrati e rombi), seguiamo le vicende di Nat, un rombo pieno di insicurezze. Dopo aver visto sul grande schermo un artista con la sua stessa forma, Nat decide di intraprendere un viaggio insieme all’amico Alexis attraverso 5 diverse città per raggiungere il suo idolo Luca e capire come farsi strada nello show-biz.
Dietro questa trama semplice e raccontata da brevi dialoghi tra un quadro e l’altro, si cela una metafora sull’accettazione di sé e sul “trovare il proprio posto nel mondo”. Nell’atto pratico, questo viaggio si traduce nel dover assegnare la giusta seduta a ogni passeggero o personaggio incontrato lungo il cammino.

Il gameplay si struttura come un rompicapo di posizionamento e deduzione spaziale. Ogni livello ci proietta all’interno di un diorama — che sia l’interno di un autobus affollato, la sala di un cinema, un vagone del treno, una nave o il tavolo di un locale — e ci chiede di far sedere un gruppo di personaggi. Ciascuna forma geometrica ha però le sue rigide richieste e necessità:
- C’è chi soffre la nausea e non vuole viaggiare in senso contrario di marcia.
- Chi odia la musica ad alto volume o chi non sopporta il profumo altrui.
- Chi esige il posto finestrino e chi evita categoricamente di sedersi vicino a determinate forme.
Per completare lo stage (e procedere nella modalità principale) è necessario soddisfare il 100% delle richieste dei presenti. La quantità complessiva dei livelli appare bilanciata: il titolo introduce costantemente nuove variabili per diversificare le pretese dei viaggiatori, lasciando sempre quel piacevole margine di sorpresa a ogni nuovo scenario. Inoltre, riuscendo a completare perfettamente tutti i livelli di ciascuna città, si sblocca un livello bonus speciale in cui gli sviluppatori si sono divertiti con regole del tutto fuori dagli schemi.
Comparto tecnico e longevità
Dal punto di vista visivo, Is This Seat Taken? adotta uno stile minimalista con toni pastello e un leggero filtro caldo che lo rende visivamente grazioso ed espressivo. I personaggi, pur essendo semplici poligoni, vantano animazioni efficaci che ne comunicano l’umore (stizziti, rilassati o infastiditi) a seconda di dove li posizioneremo. La colonna sonora accompagnatoria è composta da brani lo-fi mai invasivi, perfetti per concentrarsi sulla risoluzione degli enigmi senza provocare stress.

In termini di difficoltà, il gioco presenta una curva ben calibrata mai interrotta da problematiche o bug. Sebbene alcuni quadri avanzati richiedano diversi tentativi per incastrare correttamente tutte le combinazioni, il titolo rimane sempre accessibile ed esente da qualsiasi penalità. Fortunatamente per il pubblico nostrano, il gioco include il supporto alla lingua italiana, rendendo la lettura dei requisiti e dei dialoghi immediata e fluida.
Il vero limite del titolo risiede nella rigiocabilità praticamente nulla: non esistono meccaniche legate al tempo di risoluzione, classifiche o modalità ottimizzate. Ogni puzzle ha una sola e unica soluzione logica, il che significa che una volta portati a termine i livelli non vi sarà alcun incentivo a riavviarli.
La durata totale si attesta sulle 6 ore circa (necessarie per risolvere tutti i puzzle e leggere la storia senza saltare i testi), un intervallo di tempo contenuto: se da un lato risulta ideale per la tipologia di gioco e evita che la formula sfoci nella ripetitività, dall’altro lascia con la voglia di affrontare qualche scenario in più.
Considerazioni finali
Is This Seat Taken? è esattamente il prodotto che ci si aspetta di trovare: un rompicapo “da vacanza”, fresco e piacevole, perfetto come passatempo per le serate estive o i momenti di relax. Poti Poti Studio ha confezionato un’esperienza ricca di garbo che fa della semplicità il suo punto di forza, compensando una durata contenuta e l’assenza di rigiocabilità con un prezzo di listino modesto (9,99€) e una progressione che regala la giusta dose di soddisfazione a ogni enigma risolto.
Consigliato
✓ PRO
- Stile visivo e character design essenziale ma estremamente riuscito
- Colonna sonora lo-fi rilassante e perfetta per la concentrazione
- Enigmi stimolanti con un’ottima varietà di situazioni
- Prezzo contenuto ed idoneo
✗ CONTRO
- Rigiocabilità praticamente nulla a causa della soluzione unica dei livelli
- Durata complessiva breve
- Nessuna modalità extra o sfida a tempo per arricchire l’offerta di gioco


