Oggi, 13 agosto 2026, il panorama dei platform tridimensionali accoglie una delle promesse indie più interessanti di questa estate: Duskfade!
Pubblicato da Fireshine Games e sviluppato dal team spagnolo Weird Beluga, un nome che è tutto un programma, il gioco si presenta come una vera e propria lettera d’amore ai classici giochi d’azione e platform 3D della nostra infanzia, con una veste finalmente compiuta.
Se la demo era stata una prima, seducente stretta di mano, ero già rimasta piacevolmente colpita da questo action platformer 3D, capace di riportarmi nostalgicamente all’era PS2. Il gioco completo è però un’esperienza più densa e stratificata, che amplia quella prima impressione con un’avventura ricca di esplorazione, combattimenti e segreti.
E vi dirò di più: giocando a Duskfade mi sono sentita di nuovo quella bambina che attendeva con ardore un nuovo videogioco, fremendo dalla voglia di scoprirne ogni angolo. Le ispirazioni sono evidenti e spesso sfacciate, ma il team di Weird Beluga è riuscito a trasformarle in un’avventura capace di costruire una propria identità.
Il risultato delle mie quindici ore di gioco? Un frullato di citazioni pop e videoludiche che, pur soffrendo di qualche spigolosità, diverte dall’inizio alla fine e riesce persino a sorprendere con una narrazione molto più matura di quanto il suo coloratissimo aspetto lasci inizialmente immaginare.
Ecco il nostro gameplay (e trovate qui la nostra guida in corso):
Nostalgia portami via…
C’è una piccola curiosità sul nome Duskfade che trovo particolarmente azzeccata, perché racchiude perfettamente una delle sensazioni che accompagnano l’intera avventura. Dusk significa “crepuscolo”, mentre fade richiama qualcosa che lentamente svanisce, si affievolisce. Un nome che sembra quasi evocare quel senso di tempo che scorre, ricordi che sbiadiscono e un mondo sospeso tra luce e oscurità.
Ed è proprio questa sensazione che si avverte fin dai primi istanti: l’impatto visivo ed emotivo di Duskfade evoca ricordi potentissimi, tracciando una linea diretta con i grandi classici dell’animazione e del videogioco.
Il character design del protagonista, Zirian, strizza l’occhio all’immaginario fanciullesco: l’abbigliamento e l’iconico codino ricordano palesemente Jim Hawkins del film Disney Il Pianeta del Tesoro, mentre le movenze, l’interfaccia e la vibrante atmosfera artistica sono un chiaro omaggio alla magia di Kingdom Hearts. Ad accompagnarlo c’è Cuckoo, chiamato affettuosamente Cucù, un logorroico uccellino meccanico da spalla che eredita lo spirito dei grandi comprimari del passato come Daxter o Clank.
Questa dichiarazione d’amore per l’epoca d’oro dei platform non si ferma all’estetica, ma si riflette direttamente nel gameplay. Pad alla mano, la fluidità dei movimenti e l’esplorazione verticale richiamano immediatamente la solidità strutturale di Jak & Daxter e Ratchet & Clank, pur lasciandosi contaminare dalla freschezza e dalla genialità del level design di titoli moderni come Super Mario Odyssey o Astro Bot.

Il vero colpo di fulmine, tuttavia, avviene quando si sfodera l’arma.
Il ritmo di gioco devia con audacia verso una formula ibrida e affascinante: se per la gestione dei combattimenti si avverte la tensione strategica, il tempismo e la precisione punitiva della serie Souls (ma ovviamente non è assolutamente un souls!), è nell’amalgama generale che Duskfade trova la sua identità. Il titolo riesce a bilanciare le sue diverse anime in modo fluido e coerente, fondendo sezioni platform, azione frenetica e una narrazione profonda e avvolgente.
La nostra avventura parte da Ticktown, Ticchettopoli, una cittadina abitata dai Nuvoliani, simpatiche nuvole antropomorfe che riescono a dare al mondo di gioco una personalità immediatamente riconoscibile.
Questo incipit introduce i giocatori a un’affascinante estetica clockpunk, dove ogni elemento visivo e di gameplay ruota attorno allo scorrere del tempo e agli ingranaggi. Persino la spada di Zirian, Lancetta, ha la forma di una lancetta di orologio ed è stata ereditata dal nonno del protagonista.
Una misteriosa Torre dell’Orologio ha inghiottito il mondo di Vallacrima in una notte eterna e imprigionato la sorella del protagonista, Allira, dando inizio a un viaggio lineare ma ricchissimo di biomi unici e sorprendenti.

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Nel corso dell’avventura passeremo da villaggi distrutti e ormai in rovina, dove i segni del tempo in frantumi sono visibili nel cielo e disseminati nei paesaggi sotto forma di cristalli e squarci temporali, a miniere e territori vulcanici. A Monte Brace, per esempio, ci troveremo immersi in ambientazioni dominate dal magma e dal calore.
Non mancano poi città balneari sommerse dall’acqua, fino ad arrivare all’Accademia, un luogo intriso di magia dove gli antichi studiosi si riunivano. Qui l’atmosfera richiama immediatamente il castello magico di Harry Potter, tra libri volanti, immense librerie e magnifiche vetrate. Il tutto viene però reinterpretato attraverso scenari completamente sommersi, regalando alcune delle ambientazioni subacquee più suggestive dell’avventura.
Più avanti il viaggio ci porterà addirittura sopra le nuvole, in città sospese e scenari stellari che sembrano appartenere al regno degli dei, con atmosfere che mi hanno ricordato parecchio Hercules della Disney. E non mancheranno zone desertiche, canyon, caverne e persino lande innevate e ghiacciate.
Insomma, Vallacrima è un mondo estremamente variegato e, soprattutto, pieno di sorprese.

Il gioco vanta una traduzione in italiano, purtroppo limitata ai testi, inaspettatamente curata, ideale per dare spessore a una trama che ruota attorno ai segreti dei 12 Grandi Orologiai e a un messaggio maturo e profondo, incentrato sui temi della famiglia, dell’amore, del dolore e della perdita.
Duskfade non nasconde le proprie ispirazioni, ma le esibisce con orgoglio in un gameplay che pesca a piene mani dai capisaldi degli anni ’90 e 2000. La distruzione sistematica di vasi e casse per accumulare Schegge Stellari, la valuta del gioco, grida Ratchet & Clank e Spyro da tutti i pori, e non manca uno “strambo” mercante in città che offre il primo potenziamento gratuito per Cucù e poi sarà pronto a spillarvi soldi in tutti i modi possibili…
Nelle fasi avanzate, le spaccature temporali rievocano inoltre le dinamiche di A Crack in Time o Crash Bandicoot 4, mentre le sezioni di grind sulle rotaie e l’efficace transizione della rotolata a terra per muoversi velocemente sono un palese tributo all’era PS2, sempre con la triade di Ratchet, Jak e Sly Cooper.

Questa fluidità nei movimenti fa parte di una filosofia di design che premia l’abilità. Sebbene l’avventura sia accessibile a tutti, i giocatori più esperti possono sfruttare il set di mosse di Zirian per scoprire percorsi avanzati e sfrecciare nei livelli a velocità fulminea, raggiungendo anche alcuni dei collezionabili più nascosti.

Un equilibrio che trova la sua massima espressione nelle battaglie contro i boss, spettacolari scontri che fondono sezioni di combattimento frenetico, in cui schivare e colpire con precisione è vitale, a sequenze platform purissime.
E proprio qui Duskfade dimostra di avere qualche sorpresa in più rispetto a quanto lasciava intuire la demo.
Struttura da “Metroidvania” e il Loop di Gioco
Andando oltre le apparenze della demo, la struttura completa di gioco rivela una progressione mirata ed equilibrata.
Ticchettopoli funge da Hub Centrale e collega le altre quattro grandi aree di Vallacrima. In totale abbiamo quindi cinque macro aree, con Ticchettopoli al centro e quattro zone principali suddivise a loro volta in numerose sottosezioni e livelli.

L’obiettivo macroscopico di Zirian è viaggiare attraverso queste aree per spezzare le quattro catene che tengono ancorata la Torre dell’Orologio.
Sebbene la storia e l’avventura principale seguano uno sviluppo lineare, il titolo spinge fortemente sul backtracking opzionale e sulla ricerca dei segreti, strizzando l’occhio alla struttura dei metroidvania.

Attraverso le piattaforme di teletrasporto a vetrate colorate, il gioco mostra la percentuale di completamento delle varie aree. Molte ambientazioni sono disseminate di percorsi secondari e segreti che risultano impossibili da raggiungere al primo passaggio.
Solo tornando sui propri passi con le abilità sbloccate più avanti nel gioco sarà possibile raccogliere potenziamenti preziosi, elementi cosmetici, collezionabili e affrontare le impegnative Fenditure Temporali, pensate per mettere a dura prova la padronanza del platform e del combattimento.
Ed è proprio qui che la struttura di Duskfade riesce a dare maggiore soddisfazione all’esplorazione. A un certo punto della storia ci si rende conto che molte aree visitate in precedenza nascondono ancora qualcosa, perché non possedevamo ancora il gadget necessario per raggiungerle.
Il backtracking diventa quindi particolarmente importante nelle fasi finali, quando il numero di abilità a disposizione di Zirian permette di reinterpretare completamente gli ambienti già visitati.

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Un mondo pieno di segreti
Ogni mappa di Duskfade nasconde una quantità davvero impressionante di segreti e collezionabili.
Troveremo le Rotelle Potenzianti, utili per migliorare le abilità, i gadget, Cucù e Lancetta, insieme alle già citate Schegge Stellari, che rappresentano la valuta principale del gioco. Ci sono poi i Pezzi di Cuore Meccanico. Ogni tre pezzi raccolti aumentano permanentemente la barra della salute di Zirian.

Lo stesso sistema viene utilizzato per i Frammenti di Nucleo: ogni tre frammenti permettono di aumentare la barra dell’Energia Temporale, una risorsa fondamentale per utilizzare i vari gadget speciali. Tra i collezionabili troviamo anche i Carillon, da riportare al bardo Arpeggio, e i Micetti Furfanti, piccoli gattini che dovremo rintracciare e catturare nelle varie mappe.

E lasciatemelo dire: i Micetti Perduti sono veramente bastardi da prendere! In più di un’occasione mi hanno ricordato il ladro di uova di Spyro the Dragon, quello che vedevi scappare davanti a te e che dovevi inseguire per mezza mappa prima di riuscire finalmente ad acciuffarlo. Troveremo poi le Tinture, che potranno essere consegnate al gatto Punto Coda per sbloccare nuove skin e modificare il colore degli abiti di Zirian.
I Lingotti Arcobaleno, invece, potranno essere portati al fabbro di Ticchettopoli e fusi con Lancetta per modificarne l’aspetto e ottenere diverse personalizzazioni estetiche della spada. Non mancano poi i C0N10, misteriose monete antiche sparse nei vari mondi che potranno essere consegnate a N1-C0 in cambio di particolari carte da collezione.

Infine ci sono le schegge di una misteriosa vetrata dell’Accademia. Recuperandole tutte sarà possibile scoprire un grande segreto legato agli antichi Maestri Orologiai.
La quantità di attività secondarie è quindi davvero notevole e contribuisce a rendere l’esplorazione molto più interessante.

Gadget, Movimento e l’Evoluzione del Platforming
Se in un primo momento il sistema di salto può apparire fluttuante, approfondendo il pacchetto di abilità complessivo si scopre che il level design è tarato su una progressione ricca di strumenti storici del genere.
Oltre alla classica rotolata, Zirian sbloccherà un vero e proprio arsenale di movimento.

Il Rampino è già presente nella demo e permette di agganciarsi a specifici punti disseminati negli ambienti, oscillare e superare enormi baratri, un po’ come lo Swingshot di Ratchet & Clank.
Con i potenziamenti giusti, il Rampino potrà inoltre essere utilizzato direttamente sui nemici, creando nuove possibilità offensive e permettendo di costruire combo molto più elaborate.

Più avanti nella storia arriverà il Pendolo, ovvero l’attacco pesante di Lancetta. Questa abilità permette di infliggere danni maggiori e di distruggere determinati cristalli arancioni, aprendo nuove aree e consentendo di raggiungere casse e segreti altrimenti inaccessibili.
Il sistema di combattimento permette inoltre di alternare attacchi veloci e pesanti per creare diverse combinazioni, lasciando parecchio spazio alla sperimentazione quando ci si trova davanti a vere e proprie ondate di nemici.

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A un certo punto arriveranno poi le Ali, che permettono a Zirian di planare dolcemente e attraversare particolari anelli di energia capaci di aumentare la velocità, coprendo grandi distanze in aria.
La Meridiana introduce invece il sistema di grind sulle rotaie.
Se l’ispirazione ai Grindscarponi di Ratchet & Clank è evidente, devo dire che la Meridiana mi è sembrata persino più folle. La velocità che si può raggiungere è altissima e, almeno inizialmente, riuscire a manovrarla senza schiantarsi contro qualcosa non è proprio semplicissimo.

La cosa interessante è che il gadget è estremamente versatile. Possiamo saltare, effettuare un doppio salto, passare da una rotaia all’altra, abbassarci per evitare gli ostacoli e persino cambiare direzione.
Sì, avete capito bene: possiamo letteralmente percorrere una rotaia in entrambe le direzioni.
Questa possibilità diventa fondamentale durante l’esplorazione, perché alcuni C0N10 e altri collezionabili sono nascosti in punti delle rotaie che sarebbe impossibile raggiungere se fossimo costretti a seguire il percorso in una sola direzione.
Infine, a un certo punto otterremo anche Ali di Crunia, un’abilità che rende molto più semplice muoversi tra le varie aree e velocizzare il backtracking, permettendo di raggiungere rapidamente la piattaforma di teletrasporto più vicina. Quando non ce ne sono nelle vicinanze, l’abilità permette di tornare direttamente a Ticchettopoli.
Sfruttando al massimo questo kit di strumenti, il sistema di movimento rivela tutta la sua profondità.

Zirian tra Jak & Daxter e Kingdom Hearts
Per quanto riguarda Zirian, il suo moveset è un curioso mix tra Jak di Jak & Daxter e Sora di Kingdom Hearts.
Il sistema di movimento libero mi ha ricordato tantissimo Jak & Daxter: possiamo rotolare, saltare, raggiungere aree lontane e aggrapparci alle sporgenze, prestando molta attenzione alla precisione dei nostri movimenti.
E sì, sono caduta tantissime volte.
Soprattutto durante i salti più lunghi, quando non avevo calibrato bene la traiettoria o cercavo di raggiungere una sporgenza senza aver posizionato correttamente Zirian.

L’aggancio alle sporgenze è uno degli aspetti che inizialmente mi ha convinta meno, soprattutto quando ci si trova fuori dai punti espressamente previsti dal level design. Con il progredire dell’avventura, però, la meccanica viene valorizzata sempre di più dall’espansione delle abilità disponibili.
Il combattimento, invece, mi ha ricordato in maniera impressionante Kingdom Hearts.
Ritroviamo la sensazione di avere un personaggio estremamente mobile, capace di concatenare attacchi, schivate e movimenti rapidi mentre affronta gruppi di avversari.
Proprio qui, però, emergono anche alcune delle piccole imperfezioni del sistema.
Quando ci si trova circondati da numerosi nemici, può diventare difficile alternare una schivata perfetta al contrattacco senza venire immediatamente colpiti da un altro avversario. La situazione può diventare particolarmente caotica quando diversi nemici attaccano contemporaneamente da direzioni differenti.
La cosa non mi ha rovinato l’esperienza, ma è uno di quei dettagli che avrei voluto vedere leggermente più rifinito.

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Il Ritmo del Combattimento e i Segreti del Tempo
Weird Beluga ha confezionato un combat system leggero ma espressivo, che punta a essere fluido e ritmato.
Esplorando le Camere del Flusso Temporale si ottengono gadget che consumano la risorsa dell’Energia Temporale per scatenare attacchi speciali.
Tra questi troviamo la Cronoscarica, una potente scarica di energia temporale che colpisce i nemici e può essere sfruttata anche in aria grazie al rinculo, permettendo di creare interessanti combinazioni durante le fasi platform.
C’è poi la Bomba a Orologeria, che esplode quando entra in contatto con i nemici, ma può essere utilizzata anche in maniera decisamente più creativa: se Zirian la calpesta, infatti, viene scagliato verso l’alto. Infine abbiamo la Pioggia di Stelle, una vera e propria pioggia di meteore che colpisce i nemici dall’alto.

La barra dell’Energia Temporale si ricarica concatenando le combo, creando quindi un piccolo sistema che premia i giocatori più aggressivi e capaci di mantenere il ritmo del combattimento.
Sul fronte difensivo, premendo il tasto di schivata con il tempismo esatto si attiva un bullet time che rallenta temporaneamente il tempo e permette di contrattaccare immediatamente.
Se combinata con astuzia, questa sinergia tra attacco e schivata permette ai giocatori più tecnici di ripulire intere aree senza farsi sfiorare dai nemici.
La varietà dei mostri d’inchiostro, gli Inky, promette ottimi spunti tattici.
Troveremo creature corazzate da indebolire rompendo la loro protezione con attacchi pesanti, mostri capaci di sputare fuoco, nemici che generano onde d’urto da saltare e persino varianti capaci di confondere o invertire temporaneamente i comandi del controller.
Man mano che si procede nell’avventura, i nemici diventano progressivamente più resistenti e aggressivi.

Ho giocato alla difficoltà Orologiaio, quella consigliata dagli sviluppatori e pensata come esperienza bilanciata. Nelle prime ore ho incontrato poche difficoltà e sono morta raramente, ma andando avanti, soprattutto verso il finale, ho iniziato a sentire maggiormente la pressione degli scontri.
Ed è proprio qui che secondo me il bilanciamento dà il meglio di sé.
Il gioco non cerca continuamente di punirti, ma aumenta gradualmente la richiesta di precisione e conoscenza delle abilità a disposizione.

Qualche momento di Caos
Un discorso a parte merita la gestione della telecamera.
Ho apprezzato molto la possibilità di utilizzare il lock on, soprattutto perché quando viene attivato si crea una sorta di vero e proprio “momento combattimento”, con tanto di bande nere che compaiono sullo schermo e aumentano la sensazione di concentrazione sul bersaglio.
È una soluzione molto cinematografica e coerente con l’impronta di Kingdom Hearts del combat system.
In alcuni momenti, però, la telecamera può diventare abbastanza confusionaria.
Quando si cerca di mantenere il bersaglio su un nemico (o switcharlo) per utilizzare la capacità di respingere un suo proiettile, per esempio, mi è capitato spesso di perdere il riferimento direzionale.
La stessa cosa può accadere durante alcune sezioni platform, quando bisogna saltare rapidamente tra diverse sporgenze. Non sempre la telecamera si posiziona come vorremmo e può essere necessario qualche secondo per capire quale sia effettivamente la direzione corretta.
Il problema emerge soprattutto durante le boss fight o negli scontri con molti nemici, quando la quantità di elementi sullo schermo può rendere l’azione più caotica.
Il mio consiglio, in questi casi, è semplicemente quello di disattivare il lock on e procedere liberamente, riattivandolo quando serve per gestire un attacco specifico.
Ci sono infatti alcuni nemici, come determinate torrette, oppure alcuni attacchi dei boss, contro cui il lock on torna particolarmente utile.

Una struttura unica per le boss fight e il Paradiso dei collezionisti
La formula ibrida di Duskfade trova la sua massima espressione nelle battaglie contro i boss e i miniboss, veri e propri climax dell’avventura che fondono sezioni di combattimento frenetico a sequenze platform purissime.
Ogni bioma ospita due importanti scontri tra boss e miniboss e, nella demo, avevamo potuto provare soltanto quello contro Ira.
Nel gioco completo, gli scontri seguono una struttura molto particolare.
Le boss fight sono divise in tre fasi principali. Dopo aver sottratto una determinata quantità di salute al boss, il nemico si allontana dall’arena e costringe Zirian ad affrontare una sezione platform sempre più impegnativa.
Qui velocità e precisione diventano fondamentali.
Bisognerà superare ostacoli, sfruttare le abilità appena ottenute e cercare di raggiungere determinate aree prima che il tempo a disposizione finisca. Questi momenti possono essere sfruttati anche per recuperare eventuali pozioni curative, quando presenti, ma non sono affatto una passeggiata.
Se ci mettiamo troppo, il boss può infatti eseguire un attacco devastante che infligge danni continuativi a Zirian, trasformando una semplice fase di transizione in una vera e propria corsa contro il tempo.
Una volta superata la sezione platform, si torna nell’arena e il combattimento riprende con pattern più complessi.
È una formula che mi è piaciuta molto perché impedisce alle boss fight di trasformarsi in semplici scontri di logoramento. Ogni fase richiede di cambiare approccio e mettere in pratica quello che abbiamo imparato durante l’esplorazione.

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Il paradiso dei collezionisti
Per i completisti, Duskfade è praticamente una trappola.
Le mappe sono gigantesche e disseminate di segreti che richiedono spesso di osservare attentamente l’ambiente, ricordarsi di un’area precedentemente inaccessibile e tornare indietro quando si possiede finalmente il gadget necessario.
Abbiamo già parlato delle Rotelle Potenzianti, dei Pezzi di Cuore Meccanico e dei Frammenti di Nucleo, ma l’elenco è ancora lungo.

Ci sono i Carillon da riportare ad Arpeggio, i Micetti Furfanti, le Tinture, i Lingotti Arcobaleno, i C0N10, le schegge della misteriosa vetrata dell’Accademia e naturalmente le Fenditure Temporali.
Queste ultime rappresentano alcune delle sfide più interessanti per chi vuole mettere alla prova le proprie capacità.
Sono pensate per combinare platforming e combattimento e richiedono spesso di padroneggiare perfettamente le abilità acquisite.
La quantità di contenuti opzionali è quindi davvero impressionante e rende Duskfade un titolo particolarmente adatto a chi ama esplorare ogni angolo della mappa.

Le atmosfere di Vallacrima
Per quanto riguarda le atmosfere (e le musiche), mi sono piaciute tantissimo.
Sembrava davvero di essere tornati dentro uno di quei mondi da favola dei giochi dell’infanzia su PS2, oppure dentro un film Disney degli anni ’90.
In particolare, in certi momenti ho ripensato ovviamente a Il Pianeta del Tesoro, visto che Zirian è chiaramente ispirato a Jim Hawkins, ma in numerosi frangenti ho ritrovato anche le atmosfere di Hercules, La Bella e la Bestia e naturalmente Kingdom Hearts.

È proprio questo continuo passaggio tra avventura, comicità, malinconia e fantasia a rendere il mondo di Duskfade così piacevole da esplorare.
La storia tocca tematiche profonde fin da subito e, man mano che continuiamo il viaggio, ci mette di fronte al tema del dolore e della perdita, affrontando anche il modo in cui possiamo trovare la forza di andare avanti nonostante tutto.
Le fasi più introspettive sono comunque sapientemente bilanciate dai numerosi siparietti comici.

I dialoghi con i Nuvoliani e con gli NPC secondari sono spesso davvero divertenti e vi consiglio assolutamente di non rusharli.
In alcuni casi vi strapperanno più di una risata, mentre in altri possono persino condurre a piccoli segreti o trofei nascosti.
È uno di quegli aspetti che mi ha ricordato ancora una volta i vecchi platform 3D, dove parlare con ogni personaggio e curiosare in ogni angolo del mondo poteva portare a scoprire qualcosa di completamente inaspettato.

Difficoltà, durata e rigiocabilità
Una delle cose interessanti di Duskfade è che la durata dell’avventura varia anche in base alla difficoltà scelta.
All’avvio del gioco sono disponibili diverse modalità.
La Modalità Storia è pensata per chi vuole concentrarsi principalmente sull’esplorazione e sulla narrazione, senza dover prestare troppa attenzione al combattimento. La modalità Apprendista rappresenta invece la difficoltà facile, con una sfida meno impegnativa e la possibilità di seguire la storia senza troppa pressione durante gli scontri. Io ho giocato a Orologiaio, la modalità consigliata dagli sviluppatori e pensata come esperienza bilanciata. Infine troviamo Mastro Orologiaio, una modalità decisamente più impegnativa che mette alla prova la padronanza del sistema di combattimento.

Vorrei sicuramente approfondire ulteriormente quest’ultima modalità, perché credo che possa valorizzare ancora di più tutte le possibilità offerte dal combat system.
Per quanto mi riguarda, ho completato la campagna principale in circa 10 ore, esplorando comunque abbastanza bene le varie aree. Continuando poi la ricerca dei collezionabili e dei segreti sono arrivata tranquillamente a circa 15 ore di gioco.
La durata complessiva dipende quindi parecchio dal vostro approccio.
Se volete semplicemente seguire la storia, arriverete ai titoli di coda più velocemente. Se invece siete come me e vedete una percentuale di completamento che non è al 100%, preparatevi a perdere parecchio tempo a cercare quell’ultimo Micetto Furfante che probabilmente avete già guardato in faccia tre volte senza accorgervene.
E proprio qui arriviamo a quella che considero la più grande pecca dell’esperienza.

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Il problema della mappa e del completismo
L’enorme mole di collezionabili nascosti vi terrà incollati al gioco per molte ore, ma la fase di completismo può diventare sorprendentemente frustrante a causa dell’assenza di una vera mappa di gioco con cui orientarsi.
Quando ci si trova all’interno di una determinata sezione, infatti, non sempre è chiaro cosa manca e soprattutto dove andare per recuperarlo.
Per avere un’idea più precisa bisogna tornare alla piattaforma di teletrasporto più vicina e controllare la percentuale di completamento.
Per fortuna, come ho detto a un certo punto è possibile sbloccare Ali di Crunia, che rende molto più veloce questa fase permettendo di raggiungere rapidamente la piattaforma di teletrasporto più vicina oppure, quando non ce ne sono nelle vicinanze, tornare direttamente a Ticchettopoli.

Il problema è che le piattaforme di teletrasporto sono posizionate strategicamente nel mezzo di alcune mappe.
Quando scoprite che vi manca un collezionabile, quindi, non sapete necessariamente da quale direzione partire.
Per ricominciare una determinata area dall’inizio bisogna accedere dalle Porte Giganti presenti a Ticchettopoli, mentre alcune sezioni sono raggiungibili soltanto attraversandone altre.
Il risultato è che, soprattutto nelle fasi finali, potreste ritrovarvi a fare parecchi viaggi a vuoto.
Questa è stata l’unica vera nota dolente della mia esperienza, perché mi ha fatto perdere davvero tantissimo tempo nella ricerca di alcuni collezionabili.
E considerando che alcuni sono veramente nascosti bene, la cosa può diventare leggermente frustrante.
Però hey…
Sinceramente sono un po’ anche le vibes che mi aspettavo da un gioco ispirato a Kingdom Hearts!!

Considerazioni Finali su Duskfade
Duskfade si è rivelato esattamente il tipo di gioco che avevo sperato di trovare quando ho provato la demo.
Anzi, posso dire che il gioco completo è riuscito a convincermi ancora di più.
Il gioco scorre che è un piacere e non stanca, soprattutto grazie alla varietà delle ambientazioni e alla continua introduzione di nuove abilità che modificano il modo in cui possiamo affrontare l’esplorazione. Le boss fight sono probabilmente uno degli aspetti che ho apprezzato di più, grazie alla loro struttura particolare che alterna combattimento e platforming.
Anche la profondità narrativa mi ha sorpresa.
Se il team di sviluppo continuerà a limare alcuni piccoli problemi legati alla telecamera, alla fisica dei salti e all’aggancio libero alle sporgenze, ci troviamo davanti a una piccola gemma estiva.
Un gioco che non ha paura di mostrare le proprie ispirazioni e che, proprio grazie a questo, riesce a trasformare la nostalgia in qualcosa di personale.
Promosso (quasi) a pieni voti!
Consigliatissimo
✓ PRO
- Direzione artistica eccezionale e mondo di gioco estremamente variegato.
- Sistema di movimento dinamico che cresce grazie a nuove abilità.
- Boss fight molto divertenti e originali, a metà tra combattimento e platform.
- Atmosfera narrativa matura e ricca di temi profondi.
- Grande quantità di contenuti opzionali e modalità di difficoltà differenti.
- Ottima localizzazione dei testi italiani (e buon doppiaggio inglese).
✗ CONTRO
- Fisica del salto iniziale fluttuante e aggancio alle sporgenze a volte legnoso.
- Telecamera confusionaria negli scontri più affollati e lock-on non sempre preciso.
- Assenza di una mappa e teletrasporti non sempre comodi per il backtracking.
About The Author
Duskfade
Duskfade è un action platform 3D ambientato nel mondo di Vallacrima, caratterizzato da un'estetica clockpunk e una narrazione matura. Il gameplay fonde sezioni platform fluide, combattimenti strategici ispirati a Kingdom Hearts e una struttura metroidvania ricca di segreti e collezionabili.
Brand di prodotto: Weird Beluga
Valuta del prodotto: EUR
Prezzo del prodotto: 23.99
Prezzo valido fino a: 2026-08-27
Prodotto in magazzino: InStock
4.5




